Monopoli
Monopoli – Nejdet Duzen/Shutterstock

Al via in Puglia PhEST 2026

L'undicesima edizione del'evento intreccia fotografia, arte contemporanea, cinema, memoria e ricerca

A cura di Pietro Paolucci

Articolo pubblicato il:

È in programma dal 7 agosto al 1° novembre PhEST 2026. L’undicesima edizione del Festival internazionale di fotografia e arte si terrà come sempre a Monopoli, nella città metropolitana di Bari, riunendo artisti, appassionati e curiosi delle discipline visive e dell’arte più in generale. Di seguito, una panoramica sull’iniziativa con il programma e le principali informazioni da sapere al riguardo.

Cos’è il PhEST

A Monopoli si terrà il PhEST 2026
Monopoli – monticello/Shutterstock

“PhEST è fotografia, cinema, musica, arte, contaminazioni dal Mediterraneo”. Inizia così la biografia del Festival internazionale di fotografia e arte, iniziativa promossa dall’associazione culturale PhEST e sostenuta da Regione Puglia, PugliaPromozione, Puglia Culture e Comune di Monopoli. Fotografia, arte contemporanea, cinema, ricerca, valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale sono al centro del progetto.

“What if?” è il tema dell’edizione di quest’anno, l’undicesima, in cui verranno esplorate diverse questioni legate alle varie espressioni dell’arte, attraverso attività culturali quali mostre, laboratori e incontri. What if?, oltre a farsi domanda, è uno strumento creativo e critico che apre all’immaginazione, a visioni da prospettive diverse. Mira a sospendere la certezza del reale e ad accogliere lo spazio del possibile.

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Il programma e i protagonisti del festival

foto Vivian Maier
Donna armena fotografata da Vivian Maier – foto via Ufficio stampa

Come anticipato, il sipario del PhEST 2026 aprirà il 7 agosto, per chiudersi l’1 novembre. In questi quasi tre mesi, si alterneranno diverse iniziative. A partire dagli scatti realizzati da Horst von Harbou sul set del celebre film Metropolis di Fritz Lang, fino alle fotografia di Vivian Maier, omaggiata per i cento anni dalla nascita.

C’è spazio anche per il fotografo spagnolo Joan Fontcuberta e per la fotografa londinese Juno Calypso. E ancora, Marek Kita, Harri Pälviranta e altri artisti, tutti legati dallo stesso filo invisibile che pone il tema dell’edizione di quest’anno. Tra domande aperte, trasformazioni, futuri distopici, violenze passate e invenzioni visive con cui esplorare il presente e la realtà che viviamo.

Il PhEST 2026 presenterà inoltre le residenze d’artista dei progetti dell’artista italo-canadese Sara Angelucci e del barese Giuseppe De Mattia. Nello specifico, la biodiversità immortalata nella Riserva Naturale di Torre Guaceto della prima, e le installazioni urbane di “Pelo e contropelo” del secondo.

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Da segnalare anche il progetto dedicato a Frances Griffiths (e a Elsie Wright) in memoria della celebre vicenda delle fotografie delle fate di Cottingley. E ancora, spazio anche agli scatti dei tre vincitori della Pop-up call: Francesco Conti per la sezione Puglia con una ricerca sull’impatto del cambiamento climatico sulle coste pugliesi, Sergey Melnitchenko e Victorine Alisse per i progetti su due dei principali fronti di guerra contemporanei (Ucraina e Palestina).

Per maggiori informazioni sul PhEST 2026 suggeriamo di visitare il sito web ufficiale al seguente indirizzo: phest.info.

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Pietro Paolucci

Pietro Paolucci

Collaboratore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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