Città da visitare a piedi? La classifica 2026
Ecco la top 100 delle mete cittadine che i turisti amano girare a piedi, con lentezza

Portici che riparano dalla pioggia, nebbie leggere sui fiumi, vetrine accese già alle cinque del pomeriggio e sale dove, per una volta, si guardano i quadri senza sgomitare: novembre, a dispetto della sua fama di mese grigio (e un po' malinconico), è il momento in cui le città d'arte tornano a misura di visitatore.
Le giornate si accorciano, certo, ma i grandi palazzi espositivi fanno il pieno di capolavori e un fine settimana basta per rientrare con la sensazione di aver fatto un viaggio vero. Chi sogna il sole e il costume trova la nostra guida su dove andare a novembre al caldo; qui, invece, si resta nello Stivale e con un criterio dichiarato: tra le città da visitare a novembre in Italia sono entrate soltanto quelle che hanno, in calendario, almeno una mostra o un evento con date ufficiali. Ne sono rimaste sei, messe in fila nell'ordine in cui conviene prenotarle.

Alcune mostre restano aperte fino alla primavera, altri appuntamenti si chiudono nel giro di pochi giorni: ecco perché l'ordine conta più della geografia. In testa ci sono Torino e Venezia, che hanno una scadenza; poi Parma, che a metà mese aggiunge un secondo motivo per partire; infine Ferrara, Bologna e Genova che ci lasciano tutto novembre per decidere.
Il primo weekend è tutto suo. Da venerdì 30 ottobre a domenica 1° novembre l'Oval Lingotto ospita Artissima, la fiera d'arte contemporanea che quest'anno arriva alla 33ª edizione con 180 gallerie da 35 Paesi: chi riesce a partire subito ne vede l'ultima giornata, chi parte più tardi si consola – tutt'altro che un ripiego – con le strade. Fino al 10 gennaio 2027, infatti, la città si illumina con la 29ª edizione di Luci d'Artista, il progetto nato nel 1998 che porta l'arte contemporanea fuori dai musei: 31 installazioni luminose tra vie, piazze e monumenti, curate quest'anno da Antonio Grulli.
Tra le novità, Star(life) dell'americano Tony Oursler, la sua prima opera pubblica permanente in Italia, sulla facciata del Politecnico in corso Duca degli Abruzzi, e Inversions di Samson Young nella corte est delle OGR. Il percorso ideale si fa a piedi, dopo il tramonto, passando sotto i portici del centro; per scaldarsi, a Torino, la risposta ha un nome antico (e tre strati in un bicchiere): il bicerin, caffè, cioccolato e crema di latte.
Si intitola In Minor Keys, in tonalità minori, e mai titolo è sembrato più adatto alla laguna d'autunno. La 61ª Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia porta la firma di Koyo Kouoh, la curatrice camerunese scomparsa improvvisamente nel maggio 2025, mentre il progetto era ancora in lavorazione: è stata la sua squadra a completarlo seguendone la visione, e la mostra – distribuita tra Giardini e Arsenale – è insieme un omaggio e un'eredità. Il tempo, però, stringe.
La Biennale chiude domenica 22 novembre, quindi il weekend del 21 e 22 è l'ultimo utile: fino ad allora si entra dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso alle 17.45), con chiusura il lunedì, eccezion fatta per lunedì 16 novembre. Il biglietto intero costa 30 euro, il ridotto 20, quello per studenti e under 26 16; chi pensa a una visita di tre giorni può valutare l'ingresso multiplo valido tre giorni, a 40 euro. E chi resta in città sabato 21 incrocia la Festa della Madonna della Salute, quando i veneziani attraversano il Canal Grande su un ponte votivo per raggiungere la basilica di Longhena e, a tavola, onorano la tradizione con la castradina.
Dall'11 novembre Parma raddoppia. Già da inizio ottobre il Palazzo del Governatore, in piazza Garibaldi, ospita LEI. Ritratti di donne, da Van Gogh a Modigliani e oltre, oltre 60 opere – dipinti, sculture, fotografie e perfino arazzi – arrivate dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma e in mostra fino all'8 marzo 2027. A metà mese si aggiunge, a Palazzo Tarasconi in via Farini, Caravaggio e la luce del Seicento, dedicata al pittore che fece dell'ombra una materia da scolpire, aperta fino al 28 marzo 2027.
Una nota pratica, prima di prenotare: il lunedì sono chiuse entrambe, il martedì soltanto la prima. LEI è aperta il mercoledì, il giovedì, nel fine settimana e nei festivi dalle 10 alle 19, il venerdì fino alle 22 (con ingresso gratuito per gli under 25 dalle 19), e costa 12 euro l'intero e 8 il ridotto; per Caravaggio si spendono 13 euro nei giorni feriali e 15 nel weekend. Poi c'è la città – Capitale italiana della Cultura nel 2020-2021 e Città creativa UNESCO per la gastronomia – che a tavola gioca in casa: per organizzare il soggiorno c'è il nostro itinerario su cosa vedere a Parma in due giorni.
C'è poi Ferrara, tra le città da visitare a novembre in Italia. Quando Ercole I d'Este, alla fine del Quattrocento, affidò a Biagio Rossetti il disegno dell'Addizione Erculea, l'ampliamento che avrebbe raddoppiato la città, nessuno immaginava che uno dei suoi palazzi sarebbe diventato, cinque secoli più tardi, una delle sedi espositive più frequentate d'Italia. Il Palazzo dei Diamanti, riconoscibile per le bugne di marmo che ricordano quelle della preziosissima pietra, accoglie fino al 10 gennaio 2027 Da Monet a Van Gogh a Kandinsky. Nuovi sguardi sulla natura e la modernità, un racconto del paesaggio, naturale e urbano, tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento: dall'osservazione dal vero alla dissoluzione delle forme, anzi, alla loro reinvenzione.
Le opere arrivano in buona parte dal Museum Boijmans Van Beuningen di Rotterdam e da altre collezioni; accanto a Monet, Berthe Morisot, Van Gogh, Signac e Mondrian compaiono gli italiani, da Giovanni Fattori a Segantini, da Pellizza da Volpedo a Boccioni. Non serve correre. Uscendo, ci si trova già su corso Ercole I d'Este, il rettilineo rinascimentale che porta verso le mura: percorrerle in bicicletta, nella luce bassa di novembre, è il modo più ferrarese di chiudere la giornata. Chi vuole allungare la visita trova il nostro itinerario a piedi per Ferrara in due giorni.

C'è un filo che lega Barcellona a Málaga, e a Bologna passa per via Saragozza. Al civico 28, a Palazzo Albergati, fino al 29 marzo 2027 è allestita Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen: oltre cento opere che raccontano l'arte spagnola tra Ottocento e Novecento, con Gaudí, Picasso, Dalí e Miró in prima fila e, intorno a loro, nomi meno noti al grande pubblico (ma decisivi) come Santiago Rusiñol, Isidre Nonell, Joaquim Torres-García e Julio González. La mostra è aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, con la biglietteria che chiude un'ora prima, e resta accessibile anche domenica 1 novembre.
Usciti dal palazzo, basta proseguire lungo la stessa strada fino a Porta Saragozza, dove comincia il lunghissimo portico che sale al santuario di San Luca: i portici bolognesi sono Patrimonio UNESCO dal 2021. Con la pioggia, si capisce perché. Chi ha tre giorni a disposizione, poi, può fare di Bologna la base: Ferrara e Parma sono vicine e ben collegate in treno, e un fine settimana lungo basta per tenerle insieme.
Ultima, ma non per importanza, tra le città da visitare a novembre in Italia, è Genova. La storia comincia a Berlino, alla fine dell'Ottocento, con le scelte audaci di un collezionista, Otto Gerstenberg, e prosegue con sua figlia, Margarethe Scharf, che durante la Seconda guerra mondiale riuscì a mettere in salvo il nucleo della raccolta. Oggi la Collezione Scharf, tra le più importanti raccolte private tedesche, arriva per la prima volta in Italia con oltre 140 opere: è Renoir, Monet, Toulouse-Lautrec, Cézanne. 200 anni di arte dalla Collezione Scharf, a Palazzo Ducale fino al 2 maggio 2027, un percorso che da Goya attraversa il Realismo e l'Impressionismo fino al Cubismo e al contemporaneo.
Gli orari si allungano verso il weekend: il lunedì si entra dalle 14.30 alle 19.30, dal martedì al giovedì e la domenica dalle 10 alle 19.30, il venerdì e il sabato dalle 10 alle 20. Il resto della giornata lo si regala ai caruggi, che dal Ducale scendono verso il porto, e ai palazzi dei Rolli lungo via Garibaldi, nel sito UNESCO delle Strade Nuove. Una sosta per la focaccia è d'obbligo. Senza discussioni.
Sei città, sei calendari diversi: c'è quella da cogliere al volo e quella che concede tempo fino alla primavera. Insomma, novembre ha le giornate corte, ma i luoghi giusti restano aperti fino a sera (e i treni, per fortuna, anche).
Scritto da Morgana Fois
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