Musei gratis 1 marzo 2026 a Roma: tutti i luoghi da visitare domenica
Torna il consueto appuntamento mensile promosso dal Ministero della Cultura

Per molti romani il primo novembre ha sempre avuto un'agenda piuttosto prevedibile: i crisantemi, la visita al Verano, il pranzo in famiglia che si allunga fino a quando fuori è già buio. Quest'anno però Ognissanti cade di domenica e, per una di quelle coincidenze di calendario che fanno la felicità di chi organizza i fine settimana, si tratta anche della prima domenica del mese, cioè quella in cui Roma Capitale apre gratuitamente a tutti – residenti e turisti, senza distinzioni – i musei civici e una parte delle sue aree archeologiche. Chi cerca i musei gratis a Roma il 1 novembre, insomma, ha più di una strada davanti: i Fori Imperiali e il Circo Massimo, i Musei Capitolini e la Centrale Montemartini, una buona dose di mostre comprese nel prezzo (che in questo caso, va detto, è zero) e qualcun'altra che invece il biglietto continua a chiederlo. Ma procediamo per gradi.
La regola, per chi non la conoscesse, è semplice: nei musei civici romani la domenica gratuita è la prima di ogni mese, e lo stesso giorno aderisce all'iniziativa anche il Parco archeologico del Colosseo, che fa capo allo Stato. Ne avevamo già parlato per la prima domenica di marzo; a novembre il meccanismo non cambia, cambiano piuttosto gli orari, che con l'autunno si accorciano parecchio e sconsigliano di presentarsi ai cancelli dopo il caffè del pomeriggio.

Il capitolo più generoso è quello archeologico, ed è anche quello che chiude prima. Il Museo della Forma Urbis, nel Parco del Celio, apre alle 10 e chiude alle 16, con ultimo ingresso alle 15: custodisce i frammenti della grande pianta marmorea di Roma incisa in età severiana, una specie di mappa satellitare ante litteram che bisogna ricomporre con un po' di pazienza. Dalle 9:30 alle 16 si entra invece all'Area Sacra di Largo Argentina, dove da qualche anno si cammina fra i templi di età repubblicana invece di guardarli dall'alto della ringhiera, come si è fatto per decenni, sempre sotto lo sguardo dei gatti della colonia felina: gli unici residenti, a ben vedere, che il biglietto non l'hanno mai pagato. Ed è qui, fra i resti della Curia di Pompeo, che la tradizione colloca le Idi di marzo di Giulio Cesare.
Stesso orario per il Circo Massimo, che la domenica è soprattutto il prato dei runner e dei cani a passeggio e che con un minimo di immaginazione torna a essere quello che era, il più grande impianto per le corse dei carri dell'antichità; chi ha negli occhi Vacanze romane sa del resto che la Bocca della Verità è a due passi, sotto il portico di Santa Maria in Cosmedin. Dalle 10 alle 16 è aperta la Villa di Massenzio, in via Appia Antica 153, l'unica della lista che obbliga a uscire dal centro e che ripaga lo spostamento con un circo e un mausoleo immersi nella campagna. Chiudono più tardi di tutti i Fori Imperiali, con ingresso dalla Colonna Traiana dalle 9 alle 16:30. In altre parole: mattina all'aperto, pomeriggio al chiuso.
Sul fronte dei musei la gratuità vale per l'intero circuito civico e – vera notizia della giornata – comprende buona parte delle mostre in corso. Ai Musei Capitolini, in piazza del Campidoglio, si vedono «Il non finito», dedicata alle opere rimaste incompiute per scelta (o per forza), «Angeli» e «I Colori dell'Antico», con i marmi colorati della collezione Santarelli. Alla Centrale Montemartini, in via Ostiense, la moda italiana fra il 1955 e il 1975 di «Moda in luce» sfila fra le statue classiche e i macchinari di quella che fu la prima centrale elettrica pubblica di Roma, accostamento che sulla carta suona azzardato e che dal vivo funziona eccome. La Galleria d'Arte Moderna di via Francesco Crispi festeggia invece il secolo di vita con «GAM 100».
Più articolata l'offerta dei Musei di Villa Torlonia, dove trovano spazio le opere di Elisa Montessori e di Agnieszka Mastalerz e, alla Casina delle Civette, una mostra sull'emblema della Repubblica, quello con la stella e la ruota dentata che tutti abbiamo visto mille volte senza chiederci chi l'avesse disegnato. Il Museo di Roma in Trastevere ospita tre mostre fra fotografia e acquerelli; il Museo Barracco espone una statua-ritratto di Maria Callas, piccolo cortocircuito fra la scultura antica della collezione e il mito novecentesco della Divina; il Museo Napoleonico racconta il barocco italiano finito nelle collezioni di Dresda. Gratuiti anche il Museo Civico di Zoologia, il Museo Carlo Bilotti nell'Aranciera di Villa Borghese e il Museo delle Mura, a Porta San Sebastiano. Per un quadro più ampio di quello che c'è da vedere in città in queste settimane c'è la nostra rassegna delle mostre a Roma a novembre 2026.
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Musei gratis a Roma il 1 novembre sì, ma non proprio tutto è gratuito. Le grandi mostre hanno un biglietto proprio e la domenica gratuita – per una volta la logica è quella del buon senso – non lo cancella: si paga per Keith Haring al Museo di Roma di Palazzo Braschi e per Diego Rivera a Villa Caffarelli, ai Capitolini. A pagamento restano anche il Bunker di Villa Torlonia, i rifugi antiaerei della villa che fu residenza di Mussolini, visitabili solo su prenotazione, e la Circo Maximo Experience, il percorso in realtà aumentata che ricostruisce il circo attraverso un visore. Nulla di scandaloso, ma conviene saperlo prima di mettersi in coda.

Discorso a parte per Palazzo Senatorio, sede del sindaco e fondale della piazza disegnata da Michelangelo, che per l'occasione apre con visite guidate gratuite. I turni sono quattro, alle 10, alle 11:30, alle 15 e alle 16:30, per un massimo di trenta persone ciascuno e una durata di circa un'ora e un quarto; la prenotazione si fa al numero 060608, aperto a questo scopo da giovedì 29 ottobre alle 16. Un'occasione per vedere dall'interno il palazzo che di solito si conosce solo in fotografia, magari sullo sfondo di qualche matrimonio celebrato in Campidoglio.
Quanto al Colosseo, il Parco archeologico che lo gestisce aderisce alla domenica gratuita della prima del mese; per chi non ha compiuto diciotto anni, peraltro, l'ingresso è gratuito tutto l'anno. Chi vuole tenerlo nel programma farà bene a metterlo in testa alla lista, prima dei musei civici e dopo un caffè abbondante.
In fondo, Ognissanti è la festa di tutti i santi, compresi quelli minori di cui nessuno ricorda il nome, e i musei civici di Roma hanno un po' la stessa sorte: schiacciati fra il Vaticano e il Colosseo, vengono spesso scavalcati da chi ha poco tempo. Una domenica di novembre senza biglietto è il modo più semplice per rimediare, e per chi ci prende gusto il calendario delle prossime giornate gratuite (e quindi oltre il 1 novembre) è nella nostra guida ai musei gratis a Roma. Il resto lo fa la luce delle quattro e mezza, già bassa sulla Colonna Traiana quando si esce dai Fori: non si è speso un euro, e la sensazione – non del tutto infondata – è di aver fatto la domenica giusta.
Scritto da Anna Furlan
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