
È Firenze la prima città italiana che vieterà i monopattini elettrici a noleggio. Una decisione che arriva da una sentenza del TAR della Toscana, il quale ha respinto la richiesta dell'azienda statunitense di sharing Bird di annullare la decisione del Comune di Firenze sullo stop al relativo servizio. Di conseguenza, da aprile scatterà il divieto.

Dal 1° aprile 2026 (già, e non è un pesce, né uno scherzo), sulle strade di Firenze non ci saranno più monopattini elettrici a noleggio. È la prima città italiana a prendere tale decisione, dovuta ai diversi problemi che l'utilizzo di questi mezzi ha portato in molti centri urbani, sia in Italia che all'estero.
Le ragioni del divieto deliberato dal Comune di Firenze lo scorso novembre muovono dalle difficoltà ad applicare le nuove norme del Governo sullo sharing, tra cui l'obbligo di indossare il casco, e l'utilizzo spesso selvaggio da parte degli utenti, talvolta colti a viaggiare in coppia a bordo dei monopattini, a condurli contromano o a parcheggiare ovunque invadendo marciapiedi e aree di sosta riservate ad automobili, bus e taxi.
Per questi e altri motivi l'amministrazione comunale fiorentina aveva deciso di eliminare il problema alla radice vietandone l'utilizzo. Come anticipato, il conseguente ricorso di Bird al TAR non è stato accolto e, pertanto, lo stop ai monopattini elettrici in sharing a Firenze potrà entrare in vigore.
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Prima Parigi nel 2023, poi Madrid l'anno seguente, e ora anche Firenze si aggiunge al, per ora, breve elenco delle città che hanno deciso di vietare l'utilizzo dei monopattini a noleggio. Una decisione che potrebbe fare scuola sia in Italia che altrove alla luce dei problemi comuni che molti altri cittadini e amministrazioni delle grandi città si trovano ad affrontare quotidianamente.
Le società di sharing avevano provato ad adeguarsi alle nuove norme nazionali sull'utilizzo di questi mezzi, fornendo per esempio il casco per ogni monopattino disponibile, accessori che finirono presto non si sa dove a causa di furti e danneggiamenti all'ordine del giorno.
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Bird ha tuttavia fatto sapere in una nota che non intende arrendersi: "La battaglia non è conclusa. Il pronunciamento cautelare non entra nel merito della legittimità del provvedimento e per questo andremo avanti per far valere le nostre ragioni contro uno stop che riteniamo ingiustificato e sproporzionato". In ogni caso, almeno per ora, lo stop a partire dal 1° aprile 2026 è confermato.
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