Dove non andare in vacanza, l'elenco dei Paesi a rischio
L'elenco dei paesi a rischio dove la Farnesina suggerisce di non recarsi, almeno per il momento

Voli cancellati guerra in Iran, ormai è un caos anche per chi ha prenotato una vacanza. Tra le tante conseguenze della guerra in Iran c'è anche la questione delle migliaia di voli aerei cancellati. Un bel problema per chi ha prenotato una vacanza - o un volo - in uno dei Paesi coinvolti in questo conflitto che ormai coinvolge tutto tutto il Medio Oriente. Occorre ricordare poi che una città come Dubai non è solo un'ambita meta turistica, ma rappresenta spesso anche uno scalo necessario per i voli verso l'Asia Orientale al pari di altri aeroporti della Regione. Oltre a Iran e Israele, al momento sono questi i Paesi dove lo spazio aereo è chiuso: Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait e Siria, mentre in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti c'è una chiusura parziale, così come in Azerbaigian.
In sostanza in Medio Oriente soltanto in Oman ci sono dei voli, anche se al momento limitati soprattutto a quelli di emergenza. Un grave colpo per l'economia, per il turismo e, soprattutto, un grave disagio per chi ha prenotato una vacanza nelle prossime settimane. La domanda di fondo che molti si stanno chiedendo è molto semplice: quando finirà la guerra in Iran? La risposta però è tutt'altro che elementare, anzi assomiglia a un'autentica sciarada. Se da una parte gli Stati Uniti sono convinti di poter terminare il tutto in un mese, per il regime iraniano e per i Pasdaran si tratta invece di una guerra esistenziale In questo scenario plumbeo e caotico, ecco allora cosa può fare chi ha prenotato una vacanza o un volo in uno dei Paesi a rischio.
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Giusto per rendere l'idea della complessità del momento, al momento sarebbero più di 30.000 i voli bloccati o ridisegnati, con le varie compagnie che stanno cercando in ogni modo di ridisegnare le proprie rotte. Se da un lato le autorità si stanno prodigando nel cercare di far rientrare in Italia i nostri connazionali attualmente bloccati all'estero, il discorso è diverso invece per chi ha prenotato una vacanza o un volo a rischio cancellazione. Molti utenti così in queste ore stanno ricevendo la notizia della cancellazione del proprio volo a causa della Guerra in Iran, con il viaggiatore che in questo caso ha il diritto al rimborso completo del costo del biglietto. In alternativa ci può essere una riprogrammazione alternativa.
Se invece il volo aereo non è stato cancellato, ma l'utente non vuole più partire magari perché spaventato dalla situazione attuale, che potrebbe degenerare ulteriormente da un momento all'altro, in questo caso si può solo cambiare data o destinazione secondo le condizioni del biglietto, senza avere diritto a un rimborso automatico. Tuttavia alcune compagnie stanno offrendo cambi gratuiti o voucher per le tratte coinvolte dalla crisi. Infine c'è la questione dell'assicurazione viaggio, molto utile in questi casi. Attenzione però, alcune polizze non coprono i danni legati a guerre o conflitti armati, soprattutto se il viaggio è stato prenotato dopo l’inizio della crisi.

Essendo la guerra una “circostanza straordinaria” fuori dal controllo della compagnia aerea, in caso di rimborso del biglietto aereo non è prevista la compensazione economica extra. Per chi ha prenotato una vacanza invece ci sono altre cose da sapere. Secondo il Codice del Turismo infatti se intervengono eventi gravi come una guerra che rendono pericoloso o impossibile il viaggio, il turista può recedere dal contratto senza penali e ottenere il rimborso integrale delle somme pagate. In molti casi i tour operator già stanno cancellando direttamente le partenze verso alcune destinazioni e rimborsando i clienti.
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