Arriva lo sconto su benzina e diesel con il decreto carburanti
Il governo interviene con tre misure: riduzione delle accise, credito d'imposta sul gasolio e "Mister Prezzi"

Costo diesel oltre 2,5 euro al litro dopo il 7 aprile, purtroppo lo scenario appare plausibile. Sui carburanti - e specialmente sul gasolio - in Italia si sta per scatenare una sorta di "tempesta perfetta". A oggi il costo diesel medio in Italia in modalità self è di 2,055 euro al litro, mentre la benzina si assesta a 1,746 euro al litro. Questi però sono dei prezzi in qualche modo "dopati" dall'intervento governativo dello scorso 18 marzo - nel pieno della campagna referendaria - con il decreto Carburanti. Il provvedimento infatti ha introdotto una misura emergenziale e temporanea: il taglio di 25 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio per un periodo di soli venti giorni. La scadenza di conseguenza è fissata al 7 aprile, anche se il governo a giorni dovrebbe prorogare la misura fino al 30 aprile.
Come tristemente noto la misura è stata decisa dopo l'aumento del prezzo del petrolio e del gas a seguito dello scoppio della guerra in Iran: anche se ai distributori troviamo il carburante comprato nei mesi precedenti, i rincari alle pompe sono iniziati fin da subito. La situazione è particolarmente complicata per il diesel, visto che il governo con l'ultima legge di Bilancio ha deciso di aumentare le accise sul gasolio allineandole a quelle della benzina a partire dallo scorso primo gennaio. Non a caso gli autotrasportatori sono in sciopero e sul piede di guerra visti i marcati aumenti dei costi per un pieno. In questo scenario tetro e plumbeo, vediamo allora quali sono le previsioni del costo del diesel e della benzina dopo il 7 aprile perché, purtroppo, il peggio deve ancora arrivare.
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Stando a quanto si apprende, il decreto Carburanti avrebbe un costo di circa 500 milioni di euro per soli venti giorni di efficacia. Ora appare inevitabile la proroga fino al 30 aprile, ma i rincari in sostanza stanno vanificando i tagli. Ma allora cosa potrebbe succedere dopo il 7 aprile? Per il Codacons il provvedimento governativo avrebbe un impatto - considerando anche l'IVA - di circa 30 centesimi al litro. Questo significa che, senza lo sconto, oggi il diesel costerebbe circa 2,3 euro al litro e la benzina 2 euro al litro. In autostrada poi si salirebbe a oltre 2,4 euro al litro per il gasolio.
Come detto però la vera stangata per gli italiani ci sarà quando arriverà nei distributori il carburante acquistato con gli attuali prezzi di mercato, con il prezzo del petrolio ormai stabile sopra i 100 dollari al barile - anzi, ormai è più vicino ai 110 dollari - e con la prospettiva di un ulteriore aumento se non arriverà un accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine delle ostilità. Dopo il 7 aprile così il costo del diesel in Italia potrebbe superare i 2,5 euro al litro, ma tra la fine del mese e maggio il prezzo potrebbe salire ulteriormente facendo segnare nuovi preoccupanti record.

Negli ultimi giorni diverse sigle di categoria hanno chiesto al governo di prorogare il decreto Carburanti. Il costo della misura è importante e i soldi in cassa sono pochi, ma il governo appare essere intenzionato a fare questo sforzo per tenere i prezzi un po' più bassi almeno fino al 30 aprile. Secondo fonti di maggioranza citate da LaPresse, in assenza di una de-escalation del conflitto iraniano l'esecutivo sarebbe pronto a convocare un Consiglio dei ministri subito dopo Pasquetta per rinnovare il decreto Carburanti.
Si tratterebbe però di una misura tampone che non risolverebbe il vero problema visto che, anche con lo sconto, il costo del diesel oggi in Italia è oltre la soglia psicologica dei 2 euro al litro. Tutto dipende dagli sviluppi della guerra in Iran che già in queste settimane, secondo una stima di Confesercenti, ha generato aumenti per le famiglie italiane pari a 600 euro l'anno tra carburante, bollette e spesa alimentare. Se in Medio Oriente la situazione dovesse degenerare con un intervento di terra da parte degli Stati Uniti in Iran, allora potremmo assistere non solo a un'ulteriore impennata dei prezzi, ma a una carenza di materie prime che potrebbe portare anche a dei razionamenti del carburante. Insomma, il futuro del nostro portafoglio dipenderà dalle decisioni di Donald Trump: a noi non resta che tifare per un accordo immediato.
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