Giro delle Fiandre 2026: il percorso, i favoriti e dove vederlo
Il giorno di Pasqua è anche il giorno della "Ronde", una delle corse più attese e importanti della stagione

Dopo la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix 2026 è già l'ultimo appuntamento dell'anno per vedere scontrarsi più o meno alla pari in una Classica Monumento (sono così chiamate le cinque corse di un giorno più importanti della stagione) lo sloveno Tadej Pogačar e il nederlandese Mathieu van der Poel. Sono i due principali favoriti anche di questa che, pure stavolta, si prospetta essere una delle gare più spettacolari dell'anno.
È l'unica Monumento che manca nel palmarès di Pogačar, quella con cui supererebbe il suo record di quattro Monumento di fila, considerando anche quelle dello scorso anno (Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia), quella che praticamente gli spianerebbe la strada per il record finora impensato di vincere tutte e cinque le Monumento di fila nella stessa stagione, qualcosa che si sarebbe sognato perfino il (precedente?) GOAT del ciclismo Eddy Merckx.
Sarà una sfida non meno spettacolare la Parigi-Roubaix donne che, come la gara maschile, si svolgerà domenica 12 aprile 2026. Di seguito, le informazioni da sapere per arrivare preparati alla Regina delle Classiche.

Misura 258,3 chilometri la Parigi-Roubaix maschile, un percorso che parte da Compiègne, a nord di Parigi, e ricalca quello tradizionale, seppur con qualche modifica. Fra queste, in particolare il Pavé de Biastre, il settore in pavé numero 26 lungo 800 metri posto nella prima metà della gara. Si tratta di una salita con pendenza media del 3,3% e massima del 5%, pensato principalmente per scremare un po' il gruppo o quantomeno per mettere un po' di fatica nelle gambe dei corridori prima dei settori chiave della corsa.
Sono complessivamente 30 le frazioni di pavé, le più attese e temute delle quali si trovano tutte negli ultimi 100 chilometri. La prima di quelle storiche è la celebre Foresta di Arenberg, settore a cinque stelle (vengono classificati così i più difficili) lungo 2.300 metri posto a circa 95 chilometri dall'arrivo, di solito il primo vero spartiacque tra i migliori/fortunati (essendo il fattore fortuna fondamentale per rimanere in gara) e il resto del gruppo.
Altrettanto importanti e difficili Mons-en-Pévèle, settore di pavé lungo 3.000 metri e in leggera salita, posto a circa 50 chilometri dall'arrivo, e l'ultima vera difficoltà pietrosa, il Carrefour de l'Arbre, settore di 2.100 metri, a 17 chilometri dallo storico velodromo di Roubaix, dov'è posto l'arrivo della corsa.
Conta 143,1 chilometri la prova femminile della Parigi-Roubaix 2026, un percorso leggermente più corto dell'edizione precedente ma con tre settori di pavé in più. Sono 20 in tutto, fra cui ci sono anche due dei settori più difficili e celebri della gara maschile: i cinque stelle di Mons-en-Pévèle e il Carrefour de l'Arbre.
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Fra Parigi e Roubaix non ci sono Cipressa, Poggio di Sanremo e muri delle Fiandre da usare come trampolini in salita per il campione del mondo Tadej Pogačar, ma tanti settori in pavé in pianura in cui quello che conta non è il rapporto peso/potenza, in cui quest'ultimo è ingiocabile, ma contano la potenza pura, la capacità di guida e, non meno importante, la fortuna. Perché in un percorso quasi completamente piatto e così sconnesso, cadere, forare o rompere qualcosa e rimanere indietro in un momento chiave della gara può costare la corsa intera.
Comunque, alla luce di questo, considerando come ha vinto la Milano-Sanremo e il Giro delle Fiandre di domenica scorsa, il favorito numero uno rimane Tadej Pogačar, che arriva alla Parigi-Roubaix con un anno di esperienza in più e con ancor più fame di vittoria rispetto alla sua prima partecipazione dello scorso anno, in cui arrivò secondo (anche) a causa di una caduta.
Fu secondo dietro Mathieu van der Poel, il re della Regina delle Classiche, colui che ha vinto le edizioni 2023, 2024 e 2025. È l'altro favorito numero uno perché è la corsa che meglio si addice alle sue peculiarità, sia per questioni di potenza pura e resistenza lattacida, che per le capacità di guida necessarie a rimbalzare tra una pietra e l'altra, a lasciar scivolare la bici fra una curva polverosa e un tratto più fangoso, abilità in cui la sua formazione nel ciclocross ha giocato un ruolo fondamentale.
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Ai due favoriti sostanzialmente alla pari, bisogna aggiungere di sicuro altri due diretti outsider. Il nostro Filippo Ganna, che ha dimostrato di essere in ottima forma vincendo una settimana fa la classica Dwars door Vlaanderen (la Attraverso le Fiandre). Si è preparato appositamente per la Parigi-Roubaix saltando anche il Giro delle Fiandre di domenica scorsa.
Grande attesa anche per Wout van Aert, belga proveniente come Mathieu dal ciclocross che, in questa prima parte di stagione, sembra aver ritrovato la gamba di qualche anno fa. Ha dimostrato essere in palla sia alla Milano-Sanremo, arrivando terzo, che al Giro delle Fiandre, quarto. In una gara in cui contano le abilità di guida e in cui non c'è salita può eccellere, nonostante sia, come Ganna, un gradino sotto Tadej e Mathieu.
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Sarà probabilmente più combattuta l'edizione femminile della Parigi-Roubaix 2026, nonostante ci sia una netta favorita, la belga Lotte Kopecky che vinse la gara nel 2024. Non è ancora certo se parteciperà anche Pauline Ferrand-Prévot, francese che ha vinto lo scorso anno e che potrebbe correre al posto della sua compagna di squadra Marianne Vos, altra favorita della corsa ma in dubbio a causa della recente morte del padre.
Fra le outsider, come non menzionare la nostra Elisa Longo Borghini, vincitrice nel 2022, la canadese Alison Jackson che trionfò l'anno seguente e la sempre temuta nederlandese Lorena Wiebes.

L'appuntamento è per domenica 12 aprile. La Parigi-Roubaix maschile inizierà intorno alle ore 11, mentre la gara femminile partirà ufficialmente alle 14:45. Saranno visibili sia in chiaro sui canali RAI Sport HD e RAI 2 che in streaming sui canali Eurosport per gli abbonati alle piattaforme Discovery+, HBO Max, DAZN, TIMVision e Prime Video Channels.
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