Al Giro d'Italia 2026 ci sarà anche Jonas Vingegaard
Per la prima volta il fenomeno danese si batterà per la maglia rosa

Alla fine, Jonas Vingegaard ha vinto il Giro d'Italia 2026, ciclista danese arrivato alla Corsa Rosa come favorito numero uno. Non c'è stata storia, considerando i distacchi nella classifica generale e i modi con cui ha staccato tutti gli avversari nelle tappe singole. Vincendone ben cinque. Di seguito, ripercorriamo brevemente il viaggio italiano verso la maglia rosa di Vingegaard, anticipato da un breve excursus sulla sua vita e carriera sportiva.

Nato il 10 dicembre 1996 a Hillerslev, in Danimarca, Jonas Vingegaard è un ciclista che, da giovane, alternava gli allenamenti in bici al lavoro al mercato del pesce con i suoi genitori. Lavoro da cui deriva il soprannome "Il re pescatore". La sua carriera sportiva inizia nel maggio del 2016 con la squadra danese ColoQuick, anno in cui arriva secondo al Tour of China.
Risale invece al 2019 il suo primo contratto da professionista, con il team per il quale corre ancora oggi, la Jumbo-Visa (ora Visma-Lease a Bike). Si inizia a far notare già in quell'anno, con la sua prima vittoria in una tappa del Giro di Polonia. Sono gli anni delle prime partecipazioni alle corse più importanti del ciclismo. Prima la Vuelta a España nel 2020, il Tour de France nel 2021, in veste da gregario per il suo capitano Primož Roglič.
Il resto è storia comune. Dopo quell'edizione del Tour in cui, nonostante il suo compito di supporto per Roglič, arriva secondo dopo Tadej Pogačar, Vingegaard ottiene i gradi di capitano in squadra. Vincendo il Tour de France sia nel 2022 che nel 2023, confermando le sue eccezionali doti atletiche e mentali.
L'anno seguente, dopo la vittoria alla Tirreno-Adriatico un grave infortunio compromette buona parte della stagione e della preparazione per il Tour de France. Pur arrivando secondo dietro Pogačar. Stesso piazzamento l'anno seguente, 2025 in cui vince la Vuelta a España e brevi corse a tappe come la Volta ao Algarve e la Parigi-Nizza. Corsa conquistata anche quest'anno, un paio di settimane prima anche la Volta a Catalunya.

La striscia positiva del 2026 è poi proseguita con il Giro d'Italia. Con questa vittoria Jonas Vingegaard è diventato l'ottavo ciclista nella storia a ottenere la cosiddetta tripla corona, cioè vincere almeno una volta i giri d'Italia, Francia e Spagna, nonché l'unico attualmente in attività ad averlo fatto. Lo ha vinto alla sua prima partecipazione e con grandi distacchi: 5 minuti e 22 secondi di vantaggio su Felix Gall, secondo classificato, e 6,25 sul terzo, Jai Hindley.
Lo ha vinto alla grande conquistando cinque delle sei tappe con arrivo in salita, una delle quali "lasciata" al suo compagno di squadra Sepp Kuss. Tappe vinte senza grosse difficoltà né scatti particolarmente avvincenti, sostanzialmente inutili considerando il suo livello evidentemente superiore rispetto a tutti gli altri. D'altronde, evitare fuorigiri e scatti troppo dispendiosi (in tal caso praticamente inutili) è anche un modo per preservare le energie in vista dell'altro appuntamento chiave della stagione di Vingegaard: il prossimo Tour de France.
Sia in maglia rosa che con la divisa della Visma, ha dato spettacolo staccando tutti inesorabilmente sui terreni in cui è uno dei ciclisti più forti di sempre, la salita, abbassando anche qualche record duro a morire, fra cui quello storico di Marco Pantani sulla salita di Piancavallo, record limato da Vingegaard di 3 secondi.
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Maglia rosa di Jonas Vingegaard a parte, Giulio Ciccone ha vinto la maglia azzurra assegnata al miglior scalatore (ovvero a colui che ha accumulato più punti scollinando per primo sulle salite categorizzate). Non è tuttavia riuscito a vincere nessuna tappa, pur avendoci provato e riprovato più volte.
La maglia bianca di miglior giovane (under 26 che ha impiegato meno tempo a percorrere tutte le tappe) è invece del portoghese Afonso Eulalio, rivelazione di questo Giro d'Italia 2026, capace di tenere la maglia rosa per diversi giorni e di rimanere in classifica, chiudendo al sesto posto.
Il francese Paul Magnier ha invece vinto la maglia ciclamino, che premia il ciclista che accumula più punti nei traguardi finali e distribuiti lungo il percorso, maglia di solito assegnata ai velocisti ma per la quale, fino agli ultimi giorni, era in ballo anche l'ecuadoriano Jhonatan Narváez, scalatore scattista che ha vinto tre tappe, poi ritiratosi durante la diciannovesima.
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Il primo degli italiani in classifica generale è invece Davide Piganzoli. Un'altra bella sorpresa di questo Giro d'Italia, sia per il piazzamento in classifica (ottavo e secondo classificato per la maglia bianca) sia per il lavoro svolto per il suo capitano Vingegaard.
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