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I riti arborei lucani sono tra le feste popolari più celebri della Basilicata. C'è però un particolare che rende questi rituali ancora più affascinanti. Nonostante gli studi, ancora non sappiamo bene quando siano nati, il perché e come sono stati tramandati fino ai giorni nostri. Un mistero che intreccia antichi riti pagani e devozione cristiana. Poi c'è la natura, la vera protagonista dei riti arborei lucani che viene celebrata tramite feste popolari che - in alcuni casi - durano anche diversi giorni. Folklore, devozione, natura e ritualità, questi sono gli ingredienti di queste feste che ogni anno si svolgono in nove borghi della Basilicata secondo un calendario ben preciso.
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La prima domanda a cui occorre dare una risposta è la più semplice: cosa sono i riti arborei lucani? Si tratta di feste popolari che celebrano il legame tra l'uomo, la natura e la terra. Derivano da antiche tradizioni agrarie e pastorali e servivano a propiziare la fertilità della terra e il passaggio delle stagioni. Con il tempo il significato pagano si è intrecciato con il culto cristiano, in particolare con la devozione a Sant'Antonio e a San Giuliano. Ogni comunità così ha trasformato un antico rito agrario in una grande festa patronale, celebrandolo a modo proprio anche se lo schema sostanzialmente è identico.
Al centro di ogni festa ci sono due alberi - uno maschio e una femmina - che vengono tagliati nel bosco, trasportati a valle e uniti in un vero e proprio matrimonio arboreo simbolico. Come si legge sul portale ufficiale, in alcuni casi avvengono "sposalizi fra il Maggio, U’ Muosc, un cerro, albero maschio, e la Cima, un agrifoglio, pianta femmina", in altri invece "sono invece un faggio, a’ Pitu o a’ Pita, e un abete".
Gli alberi poi vengono trasportati e innalzati nella piazza principale del paese dove restano per giorni o mesi. Durante questo rituale si svolge la festa - assai sentita dalla popolazione locale - nei nove borghi dove non mancano musica, cibo tradizionale e celebrazioni religiose. Una tradizione questa mantenuta in vita dalle varie amministrazioni locali, un modo per tramandare una parte dell'identità locale.

I riti arborei lucani si svolgono in nove borghi della Basilicata. Questi si dividono sostanzialmente in due zone ben precise. La prima è quella delle Dolomiti Lucane e comprende queste località:
Gli altri quattro borghi invece fanno parte della zona del massiccio del Pollino:
I rituali sono abbastanza simili in tutti i borghi, anche se come abbiamo visto cambiano in molti casi gli alberi protagonisti del matrimonio arboreo e la modalità di celebrazione dell'evento.

Come detto i rituali arborei lucani si tengono dai giorni della Pasqua fino a settembre. In alcuni casi le date sono fisse, in altri invece cambiano in base all'anno. Ecco il calendario di queste nove feste che ogni anno fanno rivivere in Basilicata questa tradizione secolare.
Si svolge tra la prima domenica dopo Pasqua e il giorno del Corpus Domini. Il taglio del Maggio avviene nel bosco di Montepiano il giovedì dell'Ascensione, mentre la Cima viene scelta nel bosco di Gallipoli-Cognato. I due alberi vengono uniti e innalzati il martedì dopo Pentecoste in largo San Vito, con la scalata a mani nude e la processione di San Giuliano.
Si tiene tra la prima domenica di settembre e il 13 settembre. Il taglio del Maggio avviene nella prima domenica del mese, mentre il 12 settembre si celebrano l'innesto della Cima, il trasporto e l'innalzamento dell'albero. Il 13 settembre si festeggia Sant'Antonio con cortei, musica e fuochi d'artificio.
Si svolge nelle prime tre domeniche di giugno. Nella prima si taglia e trasporta la 'Ndenna - un faggio - dal bosco Favino sul monte Alpi. Nella seconda si taglia la Cunocchia, un pino nero. Durante la terza domenica, poi, avviene l'unione dei due alberi e l'innalzamento in onore di Sant'Antonio.
Si celebra dall'11 al 13 giugno in onore della Madonna del Pergamo e di Sant'Antonio da Padova. Il cerro e la cima di agrifoglio vengono tagliati nei boschi vicini e portati in paese. L'albero viene innalzato il 12 giugno vicino al Santuario della Madonna del Pergamo.
Si svolge tra la prima domenica di agosto e il 12 agosto per la festa di San Cipriano. Il 10 agosto si taglia la Cima e si traina l'albero in paese. L'11 agosto si lavora il Maggio. Il 12 agosto - dopo la processione di San Rocco e San Cipriano - avvengono l'innesto, l'innalzamento e la scalata.
Si celebra il 13 giugno, giorno di Sant'Antonio, quando avviene il taglio del cerro nel bosco di Montepiano. Il trasporto e l'innalzamento del Maggio avvengono nel fine settimana successivo, momento in cui i due alberi sono uniti sotto il campanile francescano del paese.
Tra i riti arborei lucani è la festa più lunga. Dura dall'8 al 13 giugno ed è dedicata a Sant'Antonio. Coinvolge l'abbattimento della Rocca - un abete - e dell'a' Pitu, un faggio. Il percorso attraversa i boschi di Terranova di Pollino e Pedarreto prima di arrivare a Rotonda, dove il 13 giugno avviene l'unione finale e l'innalzamento.
Il taglio dell'albero - un abete bianco - avviene l'ultima domenica di maggio nel bosco di Cugno dell'Acero. Il 13 giugno in occasione del giorno di Sant'Antonio si svolgono l'innesto della Cima e l'innalzamento dell'albero, con tanto di messa, processione e festa in paese.
Sono tre le feste arboree del paese che coinvolgono l'a' Pitu, la Cuccagna e la Rocca. Si svolgono nella prima settimana dopo Pasqua a Pedali, nell'ultima domenica di agosto nel centro storico e nel secondo fine settimana di settembre in località Zarafa, ciascuna dedicata a un diverso santo patrono.
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