Karma B
Karma B (Foto: Ufficio stampa/Francesca Ocello)

Teatri d’Arrembaggio 2026, intervista alle Karma B

Al via dal 3 luglio il festival multidisciplinare che vede tra i suoi performer anche l'irriverente duo di drag queen
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
3 Luglio 2026

Il litorale di Ostia si conferma il fulcro della sperimentazione culturale estiva grazie al ritorno di un appuntamento ormai storico, il Teatro d'Arrembaggio 2026. Da venerdì 3 a domenica 26 luglio 2026, il Teatro del Lido di Ostia spalanca le sue porte per la decima edizione di Teatri d’Arrembaggio – Piraterie, InCanti e Castelli di Sabbia.

La rassegna multidisciplinare ideata da Valdrada compie dieci anni e celebra questo importante traguardo trasformando uno dei luoghi simbolo della costa romana in uno spazio aperto di accoglienza, dove generazioni e linguaggi artistici differenti si incontrano per riflettere, divertirsi e fare comunità attraverso sedici appuntamenti completamente gratuiti.

Il programma delle Piraterie

A inaugurare il festival il 3 luglio sono le "Piraterie", la sezione del cartellone pensata specificamente per il pubblico adulto che punta i riflettori sulla comicità più graffiante e sulla satira contemporanea. L'apertura è affidata alla scrittura surreale di Daniele Parisi con il suo monologo Non è uno sport acquatico, seguito il giorno successivo dal talento di Chiara Becchimanzi, sul palco con Eroina, uno spettacolo reduce da continui sold out che unisce autobiografia e stand up comedy per scardinare gli archetipi femminili.

Il calendario del festival prosegue poi per tutto il mese con una sfilata di voci di spicco della scena satirica italiana. Tra i nomi più attesi troviamo l'ironia pungente di Simonetta Musitano in Cerco solo divertimento, la riflessione sul controllo sociale e gli algoritmi proposta da Walter Cerrotta e Giorgia Conteduca con Salmoni, e il racconto autobiografico sul riscatto di Xhuliano Dule in Remuntada.

Verso la fine del mese, il pubblico potrà assistere alla commedia della compagnia Lesibu A cosa serve essere belli dentro se poi non ci entra nessuno diretta da Max Vado, prima di chiudere in bellezza con l'attesissimo ritorno di Pietro Sparacino, che il 25 luglio porterà in scena Lucido, un viaggio comico e dissacrante tra le ansie e le illusioni dell'età adulta.

Daniele Parisi
Daniele Parisi (Foto: Ufficio stampa/Simone Galli)

Spazio alle famiglie a Teatri d'Arrembaggio 2026

Teatri d’Arrembaggio non dimentica il pubblico dei più piccoli e propone una programmazione parallela dedicata alla crescita e alla creatività. La sezione "InCanti" porta a Ostia le migliori compagnie italiane di teatro per l'infanzia: Accademia Perduta Romagna Teatri con Granny e il Lupo, Roberto Anglisani con L'Avventura di Nino, il Teatro Verde con il classico Il Pifferaio di Hamelin e la Fondazione AIDA con la messinscena dell'intramontabile Pippi Calzelunghe.

A completare l'offerta formativa ci pensano i laboratori gratuiti dei "Castelli di Sabbia", che spaziano dallo yoga per bambini con il centro Samadhi alla costruzione di burattini, fino all'avvicinamento alla lingua inglese a tempo di musica con il progetto Singalong. Attraverso questa formula che unisce il pensiero critico all'intrattenimento leggero, la manifestazione di Valdrada riafferma la cultura come bene comune accessibile a tutti, lasciando che l'arte abiti il territorio per stimolare il benessere collettivo.

Teatri d'arrembaggio 2026
Teatri d'arrembaggio 2026 (Foto: Ufficio stampa/Matteo Nardone)

Drag queen, musica e attivismo: intervista alle Karma B

All'interno di questo ricco palinsesto, uno degli eventi più attesi è senza dubbio quello di venerdì 10 luglio, che vedrà salire sul palco del Teatro del Lido le iconiche Karma B. Il duo drag più famoso d'Italia presenterà Cominciamo Male, uno show unico nel suo genere che fonde stand up comedy, performance musicali dal vivo, costumi spettacolari e quell'irriverenza colta che le ha rese celebri anche sul piccolo schermo.

La loro presenza a Teatri d'Arrembaggio incarna perfettamente lo spirito del festival. Utilizzare l'intrattenimento e l'arte drag come potenti strumenti di riflessione sociale, inclusione e abbattimento dei pregiudizi.

Noi le abbiamo incontrate e questo è quello che ci hanno raccontato.

Teatri d'Arrembaggio festeggia dieci anni proponendo il teatro come spazio di accoglienza, comunità e riflessione sociale. Quanto è importante, oggi, portare l'arte Drag e i suoi messaggi di libertà fuori dai classici circuiti?

Abbiamo accettato l'invito di Teatri D'arrembaggio perché crediamo fortemente che il nostro messaggio debba arrivare a un pubblico trasversale. Soprattutto perché le nostre lotte e i temi che affrontiamo sono gli stessi che dovrebbero interessare ogni essere umano. La lotta per l'uguaglianza, il diritto all'autodeterminazione, la giustizia sociale.

Il vostro spettacolo si intitola Cominciamo male, un titolo ironico che gioca sui cliché e sui pregiudizi. Nella realtà, però, la vostra carriera dimostra l'esatto contrario: siete tra le icone della stand-up drag italiana più amate. Capaci di unire musica, ironia graffiante e attivismo. 

Nonostante il mondo che ci circonda, crediamo ancora profondamente nel potere della risata come forma di resistenza e sopravvivenza. Come persone della comunità LGBTQIA+ abbiamo dovuto far tesoro di questa "arma" e usarla spesso nella vita. Non a caso la criticatissima manifestazione del Pride ha dei codici a sé: lottiamo per i nostri diritti ma con colori, musica, ironia. Con il dono della leggerezza, ma assolutamente senza superficialità.

Guardandovi indietro, qual è stata la scommessa più grande che vi ha permesso di rimanere così autentiche e corrosive nel tempo?

Cambiare costantemente, ascoltare il proprio istinto, non adattarsi a situazioni comode. Sono tutte pratiche che consigliamo a ogni artista.

Oggi viviamo nella società della performance e dei filtri, dove mostrare una crepa o un fallimento sembra un peccato capitale. Cominciamo male sembra un manifesto di ribellione contro questa fobia dell'errore. La cultura Drag ha sempre fatto dell'eccesso e dello sberleffo alle regole rigide, il suo punto di forza. È la vera chiave per essere felici oggi?

Quando si parla di "queer" ci si riferisce all'essere sghembi, non allineati, imperfetti. Se tutto questo non ha a che fare con questa rivendicazione e ricerca di libertà, non sappiamo cosa lo sia. L'imperfezione e la diversità ci renderanno liberi, la strada opposta si chiama dittatura.

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Redazione

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