Gianluca Terranova
Gianluca Terranova - Foto: Ufficio stampa/Edoardo Manna

Gianluca Terranova a Rocca Calascio: "Porto l'opera a a 1.500 metri per un concerto unico" (e gratuito)

Dalla piana del Gran Sasso alla lezione di Caruso: il celebre tenore si racconta in un'intervista esclusiva alla vigilia del grande evento gratuito per AltaMusicA 2026
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
24 Luglio 2026

Tra le suggestive architetture seicentesche di Calascio e l'inconfondibile paesaggio abruzzese celebre per aver affascinato il cinema internazionale, la musica si fa motore di rigenerazione e incontro. Sabato 25 luglio, alle ore 18:00, la piana della Chiesa Ottagonale di Santa Maria della Pietà, a circa 1.500 metri di altitudine nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, farà da cornice a un grande concerto gratuito en plein air.

Un evento simbolo che segna il momento conclusivo di AltaMusicA 2026 e dell'intero percorso della Scuola di Perfezionamento Musicale di Calascio. L'iniziativa è nata all'interno del progetto PNRR "Rocca Calascio – Luce d'Abruzzo" e promossa dall'Università Roma Tre sotto la direzione scientifica del professor Luca Aversano. E ha trasformato nei mesi scorsi il borgo in un campus diffuso di alta formazione. Unendo la ricerca accademica, il cinema, la composizione e la didattica musicale.

Gianluca Terranova, intervista a una voce d'eccellenza

Protagonista assoluto della serata sarà Gianluca Terranova, tenore italiano tra i più apprezzati e acclamati sulla scena lirica internazionale. Dalle esibizioni nei più prestigiosi teatri del mondo fino alla celebrità televisiva, legata alla sua indimenticabile interpretazione di Enrico Caruso nella fiction Rai Caruso, la voce dell'amore. Terranova rappresenta l'eccellenza vocale e interpretativa della nostra tradizione musicale.

Accompagnato dal soprano Sabrina Picci, dai migliori allievi della masterclass di canto e dal Maestro Cesare Marinacci al pianoforte, Terranova proporrà un viaggio emozionante tra arie d'opera, romanze, operetta, canzone napoletana e crossover. Un concerto pensatissimo per far dialogare maestri affermati, giovani talenti e comunità locale. In vista dell'evento, abbiamo incontrato in esclusiva il Maestro Gianluca Terranova per farci raccontare le sue emozioni alla vigilia di questo appuntamento così unico.

Vicolo Calascio
Vicolo Calascio - Foto: Ufficio stampa Comune di Calascio
Nella sua carriera si è esibito nei più prestigiosi teatri al mondo, dalla Scala all'Arena di Verona. Sabato si esibirà a 1.500 metri d'altitudine, nella cornice monumentale di Rocca Calascio. Dal punto di vista vocale, emotivo e acustico, come si affronta un concerto en plein air in un contesto così iconico e selvaggio?
Non è importante dove canti ma come canti. Ovviamente poter cantare nei grandi teatri di prestigio è sempre un traguardo da raggiungere ma dobbiamo pensare che è importante portare la lirica e l'opera anche al di fuori dei teatri. Per esempio io sono molto attivo sui social perché adesso si arriva al pubblico in maniera diversa, una volta si andava a teatro e basta ma oggi è importante che tutti conoscano la differenza tra quello che può essere una voce amplificata e una voce acustica. Qui a Calascio non c'è uno spazio acustico quindi avremo l'amplificazione, però c'è una bellissima location con un grande panorama. Unire la grande musica a quello che è tutta la natura che ci avvolgerà, sarà molto suggestivo e potrà regalare tante emozioni diverse da quelle che si possono provare in un teatro.
Il grande pubblico la ama sia per la sua carriera lirica sia per aver prestato il volto e la voce a Enrico Caruso nella celebre fiction Rai. Il programma del 25 luglio spazia dalle grandi arie d'opera alla canzone napoletana, fino all'operetta e al crossover. Quanto c'è della lezione di Caruso in questa sua naturale facilità nel muoversi tra la grande lirica e la musica popolare di qualità?
Caruso è stato un pioniere perché ha intuito che la discografia avrebbe avuto un grande futuro e così è stato. Oggi la discografia non è più quella di una volta, ci sono altri mezzi, come i social e altre attività sul web. Però Caruso ha dato una grande lezione, ovvero portare la canzone a livelli alti di interpretazione. La canzone napoletana o pop può essere interpretata con grande dignità e maestria di tecnica musicale per dare una veste più nobile a una composizione detta popolare. Queste composizioni popolari sono importanti, pensiamo anche ai temi di Morricone, per cui ci sarà una sorpresa per il pubblico di Calascio.
Un duetto mio e Sabrina Picci, l'altra docente della masterclass nonché mia moglie, che ha imparato questa tecnica negli anni e la insegna benissimo. Lei mi aiuta a divulgare questa tecnica muscolare dei tre punti fatta di tanti esercizi per spiegare a tutti come cantavano i grandi cantanti da Caruso in poi. Una tecnica moderna che Caruso ha intuito, perché per amplificarsi senza microfoni lui cantava agli stabilimenti balneari di Napoli e per farsi sentire senza amplificazione usava questa tecnica che dà molta potenza alla voce.
Sabrina Picci
La soprano Sabrina Picci - Foto: Ufficio stampa

Portare la musica lirica fuori dai teatri

AltaMusicA 2026 e il progetto di Calascio mettono al centro le nuove generazioni. Sul palco insieme a lei e al soprano Sabrina Picci ci saranno i migliori allievi della masterclass. Qual è il consiglio più importante che ha cercato di trasmettere a questi ragazzi. E cosa si prova a condividere la scena con le voci del futuro?
Sul palco insieme a noi ci saranno tutti gli allievi. Non solo i migliori ma anche quelli che sono più alle prime armi che canteranno magari solo un pezzettino, ma farò fare a tutti l'esperienza di cantare al concerto. Si impara a controllare la tecnica davanti al pubblico che mette ansia e toglie quelle insicurezze che puoi avere durante la lezione. Canteremo opera, canzoni,  e farò anche lezioni aperte davanti al pubblico spiegando una frase all'alunno.
Sarà suggestivo perchè siamo in questo luogo e condividere la scena con i cantanti giovani è una grande responsabilità. Devono prenderti come esempio, devi fargli vedere come controllare la tecnica ma anche come emozionare il pubblico allo stesso tempo.
Il progetto PNRR Rocca Calascio – Luce d'Abruzzo dimostra come la musica d'eccellenza può trasformarsi in un motore di rinascita per le aree interne del nostro Paese. Da artista che gira il mondo, che valore attribuisce all'idea di trasformare piccoli borghi storici in veri e propri 'campus diffusi' di alta formazione musicale?
Questo progetto è molto importante perché tutti devono avere la consapevolezza che il patrimonio dell'opera, della lirica che abbiamo inventato noi in Italia 500, anni fa è qualcosa che appartiene a tutti. Un'arte che vogliono studiare e per cui arrivano da tutto il mondo per farlo con me. Credo di essere il primo influencer di tecnica vocale lirica quindi ho un grande seguito e riesco a portare gente in questo piccolo borgo. Quindi questi ragazzi conoscono intanto l'Italia anche non solo nelle grandi città, ma anche realtà turistiche belle da conoscere. E la cosa più importante è rendere consapevoli le persone che abitano questi posti che siamo stati noi gli artefici di questa grande cosa che ha conquistato il mondo, ovvero l'opera, il recitar cantando.
Rocca di Calascio
Panorama da Rocca di Calascio - Foto via Ufficio stampa Comune di Rocca Calascio
Calascio è un luogo da sempre legato all'immaginario cinematografico e il progetto del campus ha dedicato grande spazio alla composizione per l'audiovisivo. Lei che ha vissuto in prima persona l'unione tra cinema e opera, come vede il rapporto attuale tra la lirica e i nuovi linguaggi visivi? Ci sono nuovi progetti all'orizzonte che la vedranno ancora protagonista tra schermo e palcoscenico?
Sono molto contento di stare qui e ringrazio il Maestro Cesare Marinacci che mi ha invitato e tutta l'amministrazione comunale, il Sindaco. Mi fa molto piacere. Perché vuol dire che godo di una stima dal punto di vista di divulgazione dell'arte e del canto. E  perché ho scoperto Calascio che è una location cinematografica favolosa. Qui infatti sono stati girati Ladyhawke, Il Nome della Rosa e farla scoprire ai miei follower che sono tanti in tutto il mondo è un piacere.
Poi ovviamente sarebbe bello poter tornare anche nei prossimi anni con altri progetti. Magari unire una progettualità che vada oltre il concerto, anche audiovisiva. Per quanto riguarda i miei progetti, ho un paio di cose importanti che fanno parte di cinema e televisione che si stanno concretizzando. Ma per il momento non vi posso anticipare nulla.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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