Dove fare picnic a Roma: i posti ideali
Nel verde, in città, per un pranzo rigenerante in mezzo al verde della Capitale

Non si può dire di essere stati in Spagna senza aver visitato l’Andalusia. Situata nel sud più estremo del Paese, si trova a due passi dal Marocco. Le due culture, nei secoli, si sono mescolate, dando vita a realtà ibride e, proprio grazie a questa unione del diverso, ancora più interessanti di prima. Passeggiando per le calles, la sensazione è quella di trovarsi in una terra di mezzo, di fronte all’armadio di Narnia: a un battito d’ali da un’altra realtà culturale. L’Andalusia è la culla dell’ir de tapas autentico e della fusione tra credo religiosi, sia architettonicamente che culturalmente, dei panorami che mutano radicalmente a ogni angolo e degli azulejos che fanno da sfondo ai ballerini di flamenco. Una regione colorata, vivida, dinamica, che sembra non fermarsi mai. Un viaggio on the road di 4 giorni in Andalusia non solo è possibile, ma è anche l'ideale per un ponte lungo, come quello del 25 aprile di quest’anno. 4 giorni, 4 città differenti: Cordova, Granada, Ronda, Malaga.

Incastonata tra la Sierra Morena e il fiume Guadalquivir, Cordova è l’emblema della multiculturalità andalusa. Il centro storico, ricco di stradine che si intrecciano e cortili di zagare e gelsomini nascosti, è interamente patrimonio mondiale dell’UNESCO. Il luogo paradigmatico, però, è la Mezquita. O, meglio, la grande Moschea - Cattedrale. Nella stessa struttura, si fondono la religione araba e quella cristiano-cattolica e, di conseguenza, anche l’arte caratteristica di ciascuna delle due. Espressione dell’arte moresca e dell’architettura gotico rinascimentale, la Mezquita di Cordova è la dimostrazione tangibile dell'interculturalità di una città che ha davvero imparato il concetto di unione.
Cibo consigliato: Salmorejo Cordobés, versione tapa con jamòn serrano e uova.

Di fondazione romana e avamposto arabo in Spagna, Granada è stata per secoli la capitale dell’Emirato Arabo e porta sulla sua pelle, ancora, i ricordi di questo passato. Senz'ombra di dubbio, è la città dell'Andalusia in cui si percepisce maggiormente la presenza araba: dai sapori agli odori, l'identità di Granada è molto ibrida. Situata ai piedi della Sierra Nevada, Granada è anche città universitaria e ha una movida molto giovane e vivace. Edifici in stile nazari e bagni arabi si nascondono dietro ogni angolo, in particolar modo nel tortuoso quartiere di Albaicìn, mescolati in un caos a suo modo ordinato con le cattedrali rinascimentali. La perla di Granada, però, è l'Alhambra, la labirintica fortezza araba che spicca, prepotente ed elegante, sopra tutta la città. Palazzi decorati con bassorilievi e lavorazioni in gesso e stucco modellati, dorature, mosaici e motivi geometrici e calligrafici: l'exploit dell'arte moresca. A completare il quadro, la villa estiva con giardini Generalife, attaccata all'Alhambra, e il panorama a 360 gradi su tutta la città.
Cibo consigliato: Tajine di carne, è la città migliore d’Europa in cui mangiare cucina marocchina.

Città del cuore di Ernest Hemingway e Orson Welles, Ronda è senz’ombra di dubbio la località più piccolina dell’itinerario: per questo, mezza giornata per visitarla è sufficiente. A renderla così speciale è il paesaggio naturale su cui è stata anticamente costruita. Arroccata sulla gola di El Tajo e profonda circa 100 metri, Ronda è piccolina, ma culturalmente molto esuberante. Il main point di qualsiasi visita qui, è l'originario borgo arabo, chiamato La Ciudad, raggiungibile attraverso tre famosi e pittoreschi ponti. Sono concentrate qui le attrazioni più belle della città, tappe imperdibili di qualsiasi gita a Ronda: il Palacio Mondragòn con i suoi giardini d'acqua, i bagni arabi del XIII secolo, il minareto e la porta dell'Almocabar.
Cibo consigliato: Tapa di espinacas con garbanzos, ossia spinaci e ceci speziati, piatto della cucina tradizionale.

Città d’arte e città di mare, Malaga vive delle opere di Pablo Picasso, nato qui, e dell’architettura moresca. L’estate malaguena anticipa il resto d’Europa, al punto che la città è ritenuta la Capitale della Costa del Sol. In questi ultimi tempi ha subito una vera e propria rivoluzione artistica: non più solo Picasso, il cui museo è ormai un highlight, ma anche gallerie d’arte contemporanea, come il CAC Malaga, e la fioritura di nuovi quartieri alternativi. In una visita a Malaga, imperdibile è l’Alcazaba, l’antica fortezza moresca che sovrasta la città, disposta su vari livelli. Direttamente collegata e ancor più maestosa è l’altra fortezza, Gibralfaro. In cima, si trova un piccolo punto panoramico nascosto, che affaccia sull’intera città dall’alto: anche solo questa tappa vale il viaggio.
Cibo consigliato: Berenjenas - melanzane fritte con miele di canna. Dolci, ma non troppo.