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Le Giornate FAI d'Autunno nel Lazio del 10 e 11 ottobre 2026 perdono otto aperture su ventinove: il 2 ottobre la Fondazione ha annullato per forza maggiore l'intero programma di San Donato Val di Comino.
Quello che resta è comunque la mappa regionale più ricca dell'autunno: ventuno luoghi in nove comuni delle cinque province, letti uno per uno sulle schede del portale del FAI nel pomeriggio del 2 ottobre, con l'apertura che tutti aspettavano, il cancello di Villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica. Il tema della quindicesima edizione, l'artigianato e il Made in Italy, nel comunicato nazionale vale oltre settantacinque aperture speciali in tutta Italia; nel Lazio passa da un'attrezzeria cinematografica, da una bottega d'artista e da una corte dove le olive si molivano con la forza dei cavalli. Nelle Giornate FAI d'Autunno nel Lazio tredici luoghi su ventuno sono riservati agli iscritti, che però la tessera possono farla anche all'ingresso.

Il luogo che racconta meglio il filo dell'edizione, fra tutti quelli delle Giornate FAI d'Autunno nel Lazio, è in periferia, in via Pio Semeghini 30. L'Attrezzeria E. Rancati custodisce da oltre centosessant'anni gli oggetti di scena del cinema e del teatro, oggi nelle mani della quinta generazione della famiglia Sormani: la scheda del FAI promette il laboratorio dove gli artigiani costruiscono gli arredi e il magazzino da cui sono usciti pezzi visti dal Gladiatore al Gattopardo, fino all'Odissea di Nolan. È aperta sabato e domenica dalle 9 alle 17, riservata agli iscritti e solo su prenotazione, e le prenotazioni non si possono modificare.
A Castelnuovo di Porto, a nord della capitale, apre la bottega di Virgilio Milana, artista e pubblicitario che a Roma aveva aperto una delle prime agenzie della città, morto pochi mesi fa. Si visita soltanto domenica, dalle 10:30 alle 13 e dalle 14:30 alle 16:30: il Gruppo FAI di Veio accompagna partendo dalla piazza vicino alla Rocca Colonna, tra i manifesti commerciali e cinematografici degli anni Cinquanta, le sculture a sbalzo e a cera persa e i gioielli smaltati a fuoco.
Il lavoro della terra resta a Roccasecca dei Volsci, in provincia di Latina, dove Palazzo Massimo apre la corte in cui le olive venivano molite con la forza dei cavalli, oggi sede del Museo dell'Olio e delle tradizioni popolari: sabato e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. L'altro frantoio del programma, quello ottocentesco di San Donato, è fra le aperture annullate.
Anche l'apertura più istituzionale ha a che fare con il saper fare. A Palazzo Piacentini-Vaccaro, al civico 33 di via Vittorio Veneto, la visita sale lo scalone fino alla vetrata Carta del Lavoro di Mario Sironi, attraversa il Salone degli Arazzi di Ferruccio Ferrazzi e arriva alla terrazza, prima di chiudersi nel Parlamentino. Secondo la scheda ufficiale si entra sabato dalle 9:30 alle 18 e domenica dalle 9 alle 16:30, con un documento da mostrare all'ingresso e la tessera FAI.

Villa Giorgina, in via Po 27, è l'apertura più attesa: sede della Nunziatura Apostolica dal 1959, non era mai stata visitabile. Alberto Moravia vi ambientò Gli Indifferenti, e oltre il muro di cinta il percorso tocca il parco con i reperti antichi e il piano terra della villa, tra saloni, sala da pranzo e cappella. La scheda la dà aperta dalle 9:30 alle 18 in entrambe le giornate, riservata agli iscritti al FAI.
Anche l'Accademia Nazionale di San Luca, a Palazzo Carpegna a due passi da Fontana di Trevi, è riservata agli iscritti, ma con un orario diverso: dalle 10 alle 18. La visita dura settantacinque minuti e passa dalla gipsoteca con i gessi di Canova, dalla biblioteca che per l'occasione espone una lettera autografa di Leopardi e l'Adorazione dei Magi di El Greco, fino alla rampa elicoidale del Borromini. Riservate agli iscritti anche Villa Altieri in viale Manzoni 47, con i restauri avviati dal 2010 e la fontana monumentale appena recuperata, aperta 9:30-18 in entrambe le giornate, e Villa Blanc sulla Nomentana, la residenza eclettica del 1895 restaurata dalla LUISS, visitabile soltanto domenica 11.

Più della metà delle Giornate FAI d'Autunno nel Lazio si gioca lontano dalla capitale, e quasi ovunque con lo stesso ritmo: apertura in mattinata, pausa fra l'una e le tre, ripresa nel pomeriggio fino alle sei. Vale per Roccasecca dei Volsci, dove la delegazione ha costruito un percorso di sei tappe — i due tempietti di Santa Maria della Pace e di San Raffaele, le chiese di Santa Croce fuori le mura, di San Sebastiano e di Santa Maria Assunta in Cielo, più Palazzo Massimo — tutte aperte a tutti senza tessera, caso raro in questa edizione.
Mompeo, nella Sabina reatina, è presentato come borgo d'autore: sabato solo pomeriggio, dalle 14 alle 18, e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, con turni ogni ora per gruppi di venticinque persone e, domenica alle 12, una conferenza dell'archeologo Federico Giletti. Antrodoco apre soltanto domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, con ritrovo in piazza Marconi davanti alla stazione, tra una chiesa medievale dove al solstizio d'estate un raggio di sole cade sulla Crocifissione e il Museo della Città nel monastero di Santa Chiara.
Sul mare, a Gaeta, il Castello Angioino gestito dall'Università di Cassino apre corti, celle dell'ex carcere militare, la chiesa di San Teodoro e le terrazze sul golfo; poco lontano si visita l'ex chiesa di San Giovanni Battista alla Porta. Entrambe seguono l'orario 10-13 e 15-18, ed entrambe sono aperte a tutti. Completano la mappa il borgo di Ostia Antica, dalle 9:30 alle 13 e dalle 14 alle 16, la chiesa della Madonna della Grotta a Sacrofano, 10-13 e 15-17:30, e Villa Gregoriana a Tivoli, bene della Fondazione aperto dalle 10 alle 18:30 con ultimo ingresso alle 17:30, dove la visita si fa senza prenotazione, anche in autonomia.
Nella Tuscia, invece, c'è un solo indirizzo, come ha notato con una punta di polemica la stampa viterbese: la chiesa di Sant'Eusebio a Ronciglione, aperta 10:30-13:30 e 14:30-17:30. Lì le visite guidate dall'architetto Pietro Paolo Lateano, che ne ha curato il restauro, hanno la precedenza per gli iscritti; dal parcheggio si cammina una decina di minuti su strada bianca.

È la notizia che cambia i piani di chi, per le Giornate FAI d'Autunno nel Lazio, aveva scelto il Frusinate. Il paese della Valle di Comino aveva messo in fila il programma più ambizioso della regione — duomo, santuario di San Donato, interno della torre dell'orologio, Palazzo Quadrari, percorso medievale nel borgo, centro storico-documentario del Novecento e della Shoah, convento con la stanza della principessa Bonaparte e antico frantoio delle suore di Santa Maria De Mattias — e sulle schede di tutti e otto, consultate il pomeriggio del 2 ottobre, compare lo stesso avviso: apertura annullata a causa di forza maggiore.
La Fondazione non spiega il motivo e le schede restano online, con gli orari ancora visibili: è il campo di avviso, non la rimozione, lo strumento con cui il FAI segnala i cambi di programma. Chi aveva in agenda San Donato, insomma, deve riaprire il portale prima di mettersi in macchina, perché il contrario — un'apertura che rientra — è altrettanto possibile fino al 10 ottobre.
Le visite sono a contributo libero, come ricorda il comunicato nazionale della Fondazione, e chi è iscritto o fa la tessera durante l'evento ha accesso prioritario ovunque. Qui però la tessera pesa più del solito: tredici dei ventuno luoghi confermati sono riservati agli iscritti, e sono quasi tutti i più ambiti, da Villa Giorgina all'Accademia di San Luca, dal MIMIT a Villa Gregoriana, passando per Ostia Antica, Mompeo, Antrodoco e la bottega di Virgilio Milana. Gli otto aperti a tutti stanno fuori dalla capitale, divisi fra Gaeta e Roccasecca dei Volsci. Anche nei luoghi riservati, comunque, non serve prenotare e la tessera si fa sul posto.
L'unico caso di prenotazione obbligatoria citato dal comunicato nazionale è l'Attrezzeria Rancati, dove le prenotazioni non si possono nemmeno modificare; altrove si entra in coda, con l'avvertenza che in caso di grande affluenza l'accesso non è garantito. Dove c'è un sistema di prenotazione, come a Villa Gregoriana, serve alle iniziative speciali, non alla visita in autonomia. Qualche apertura annunciata prima della lista ufficiale, come la caserma dei Corazzieri o la Fontana dell'Acqua Paola, nell'elenco del FAI non c'è mai entrata. Prima di partire conviene quindi aprire la scheda del singolo luogo sul portale dei luoghi aperti, dove la Fondazione segnala i cambi di programma e gli annullamenti.
Per chi ha seguito le aperture della capitale di fine settembre, raccontate nella nostra guida alle aperture straordinarie di Roma, il weekend del 10 e 11 ottobre è il seguito naturale; e chi vuole confrontare la mappa con quella dello scorso anno ritrova i luoghi del 2025 nell'articolo sulle Giornate FAI d'Autunno 2025 nel Lazio. Per una gita senza auto, infine, restano utili i nostri luoghi vicino a Roma da raggiungere in treno.

Si tengono sabato 10 e domenica 11 ottobre, in contemporanea con il resto d'Italia, dove la Fondazione conta oltre settecento luoghi in trecentocinquanta città. Nel Lazio restano ventuno aperture confermate in nove comuni; tre valgono solo la domenica, cioè Villa Blanc, la bottega di Virgilio Milana e il percorso di Antrodoco.
Tutte e otto quelle di San Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone: duomo, santuario, torre dell'orologio, Palazzo Quadrari, percorso nel borgo, centro documentario, convento e antico frantoio. Sulle schede ufficiali, consultate il 2 ottobre, compare l'avviso di apertura annullata per forza maggiore.
Tredici dei ventuno confermati. Nelle Giornate FAI d'Autunno nel Lazio la tessera serve quasi ovunque in città e nei luoghi più richiesti: Villa Giorgina, l'Accademia di San Luca, il MIMIT, l'Attrezzeria Rancati, Villa Altieri, Villa Blanc, il borgo di Ostia Antica, Villa Gregoriana, Mompeo, Antrodoco, la bottega Milana, Sant'Eusebio e la Madonna della Grotta.
Quasi ovunque no: si entra in ordine di arrivo negli orari della scheda, e anche nei luoghi riservati basta la tessera, che si fa all'ingresso. Fa eccezione l'Attrezzeria Rancati a Roma, visitabile solo su prenotazione e con prenotazioni non modificabili.
Un'ultima avvertenza, che vale per tutte le Giornate FAI d'Autunno nel Lazio: l'elenco del 2 ottobre è una fotografia, non un contratto. Otto aperture sono cadute in poche ore, e il portale resta l'unico posto dove la Fondazione scrive che cosa è cambiato.
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