Palio di Siena 2026: date, biglietti e dove vederlo in TV e streaming
Due corse e tanti secoli di storia alle spalle: ecco tutto quello che c'è da sapere sul Palio di Siena 2026

La Toscana è una terra di tradizioni secolari, ma ce n’è una che più di tutte incarna l'anima pulsante, la rivalità e la passione autentica dei suoi cittadini: la Giostra del Saracino 2026 di Arezzo. Il 2026 non è un anno come gli altri.
La città si appresta infatti a celebrare la sua 150ª edizione storica, un traguardo straordinario che renderà gli appuntamenti di quest'anno unici e imperdibili per appassionati e turisti da tutto il mondo.
Se volete vivere la magia del Medioevo in una delle cornici più suggestive d'Italia, l'appuntamento più vicino è fissato per sabato 20 giugno 2026, con l'attesissima edizione notturna della Giostra di San Donato. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulle origini, le regole e come partecipare a questo evento spettacolare.
La Giostra del Saracino non è un evento isolato, ma un rito collettivo che divide e unisce Arezzo in due precisi momenti dell'anno. La splendida scenografia di Piazza Grande fa da sfondo a due sfide ben distinte:
Sabato 20 giugno 2026 (in notturna): La prima sfida dell'anno è la Giostra di San Donato, dedicata al Santo Patrono della città. Sotto il cielo estivo, la piazza viene illuminata esclusivamente dalle torce, creando un’atmosfera intima e indimenticabile.
Domenica 6 settembre 2026 (di giorno): La seconda sfida è la Giostra della Madonna del Conforto, dedicata alla protettrice di Arezzo, che quest'anno coronerà le celebrazioni per la storica 150ª edizione.

Le radici della Giostra del Saracino sono antichissime. Le prime testimonianze di questi tornei cavallereschi ad Arezzo risalgono pieno Medioevo.
L'atmosfera vibrante e l'orgoglio guerriero della città vennero immortalati persino da Dante Alighieri che, nel XXII Canto dell’Inferno della Divina Commedia, scrisse: «Corridor vidi per la terra vostra, o Aretini, e vidi gir gualdane, fedir torneamenti e correr giostra».
Fatta eccezione per la drammatica interruzione dovuta alla Seconda Guerra Mondiale, la manifestazione si è sempre tenuta regolarmente, tramandando di generazione in generazione i costumi, le musiche e la fiera rivalità tra le storiche fazioni cittadine.
Dimenticate le semplici sfilate storiche o le rievocazioni ad uso e consumo dei turisti: la Giostra del Saracino 2026 è una competizione vera, sentita e combattuta. Il tifo da stadio pervade ogni vicolo del centro storico e le settimane che precedono la gara sono fatte di canzoni, sfottò e cene propiziatorie.
A contendersi la Lancia d’Oro, l'ambito trofeo intagliato in pregiato legno di noce, tiglio o acero, sono i quattro storici quartieri della città:

Ogni quartiere schiera in campo due giostratori (chiamati anche cavalieri). L'ordine di partenza viene estratto a sorte la domenica precedente l'evento presso il Palazzo Civico. La sfida si consuma sulla lizza, una striscia di terra battuta che attraversa in obliquo Piazza Grande. Al segnale del Maestro di Campo, il cavaliere si lancia al galoppo impugnando una lancia di legno contro il Buratto (detto anche Re delle Indie). Il Buratto è un automa metallico caricato a molla che rappresenta il Saracino:
Nella mano sinistra tiene uno scudo diviso in settori, ciascuno corrispondente a un punteggio (da 1 a 5). Il cavaliere deve colpirlo nel punto più alto per fare punteggio pieno. Nella mano destra stringe il mazzafrusto, uno strumento medievale composto da tre corde con palle di piombo e cuoio.
Il pericolo è dietro l'angolo: se il cavaliere colpisce lo scudo ma non è abbastanza veloce a fuggire lungo la traiettoria, il Buratto scatta su se stesso e lo colpisce alla schiena con il mazzafrusto, comportando la perdita di punti. Vince il quartiere che, al termine delle carriere, ha accumulato il punteggio più alto.
La sfida sulla lizza è solo l'atto finale di una giornata in cui Arezzo compie un vero e proprio viaggio nel tempo. Prima del fischio d'inizio della Giostra notturna del 20 giugno, le vie del centro storico saranno animate dal maestoso Corteo Storico, dove centinaia di figuranti sfilano in abiti medievali fedelmente ricostruiti.
Il momento clou che precede la gara è l'esibizione dell'acclamato Gruppo Sbandieratori di Arezzo, famosi in tutto il mondo per le loro acrobazie geometriche, accompagnati dal suono solenne delle chiarine e dei tamburi del Gruppo Musici della Giostra.
Un connubio di suoni, colori e tensioni emotive che rende l'attesa del primo galoppo un momento elettrizzante. Se vi trovate in Toscana in quel weekend, Piazza Grande ad Arezzo è il posto in cui dovete essere per assistere a uno degli eventi storici più identitari, passionali e spettacolari d'Italia.
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