I Peccatori
I Peccatori record agli Oscar 2026 - foto via Ufficio stampa Warner Bros

I Peccatori film da record, 16 nomination agli Oscar 2026: cosa lo rende unico

Il film di Ryan Coogler conquista critica e pubblico, diventando il più nominato agli Oscar 2026. Ecco perché
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
27 Gennaio 2026

Sotto i riflettori I Peccatori (Sinners) con 16 nomination agli Oscar 2026, scopriamo cosa lo rende un film così unico e speciale. Il regista ha spiegato che l’idea centrale del film nasce da esperienze personali e racconti familiari. La sua famiglia ha origini nel Mississippi, e Ryan Coogler è cresciuto ascoltando storie e musiche della tradizione afro‑americana, in particolare il blues del Delta, grazie allo zio James e ai racconti legati alla cultura e alla memoria collettiva della comunità nera.

Un’altra ispirazione significativa è la leggenda del musicista blues Robert Johnson, un musicista che avrebbe venduto la propria anima al diavolo. Anche se I Peccatori non racconta direttamente questa vicenda, elementi di questa mitologia come il patto col soprannaturale, il rapporto tra musica e destino, si riflettono nel modo in cui la musica blues è integrata nella narrazione e nei suoi temi.

Con oltre 368 milioni di dollari incassati al box office mondiale, I Peccatori (Sinners) non è soltanto uno dei maggiori successi cinematografici dell’anno, ma anche il film che ha riscritto la storia degli Oscar. L’opera diretta da Ryan Coogler e interpretata da Michael B. Jordan ha infatti ottenuto 16 nomination agli Academy Awards 2026, superando il record detenuto da capolavori come Eva contro Eva, Ben-Hur, Titanic e La La Land. Ma cosa racconta e perché l’Academy lo ha premiato in modo così trasversale?

I Peccatori
La locandina di Sinners - I Peccatori - foto via Ufficio stampa Warner Bros

Di cosa parla I Peccatori

Ambientato negli Stati Uniti dell’era Jim Crow, il periodo segnato dalle leggi di segregazione razziale, I Peccatori è un film che mescola dramma storico, horror e allegoria politica. Al centro della storia c’è una comunità nera oppressa da violenza sistemica, paura e disuguaglianza, in cui il vampirismo diventa metafora potente del potere, dello sfruttamento e della sopravvivenza.

Michael B. Jordan interpreta un doppio ruolo, Smoke e Stack, due fratelli gemelli che agiscono come figure speculari che incarnano scelte morali opposte: resistere o soccombere, proteggere o dominare. Il soprannaturale non è mai fine a sé stesso, ma serve a raccontare una realtà storica profondamente reale, trasformando il mito del vampiro in uno strumento per riflettere su razzismo, identità e trauma collettivo. Il film alterna momenti di violenza viscerale a sequenze intime e poetiche, mantenendo sempre uno sguardo umano sui personaggi e sulle loro contraddizioni.

Perché è stato nominato agli Oscar 2026

Le 16 nomination agli Oscar coprono praticamente ogni ambito del cinema, dalle categorie principali a quelle tecniche. I Peccatori è candidato, tra le altre, a:

Miglior film
Miglior regia
Miglior sceneggiatura originale
Miglior attore protagonista (Michael B. Jordan)
Miglior attrice non protagonista (Wunmi Mosaku)
Miglior attore non protagonista (Delroy Lindo)

A queste si aggiungono candidature per casting, fotografia, montaggio, colonna sonora, canzone originale (I Lied to You), trucco e acconciature, suono, effetti visivi, scenografia e costumi. I Peccatori è il primo film dal 2021 (Dune) a essere nominato in tutte le categorie tecniche, e solo il settimo nella storia a riuscirci. Se si considera anche la categoria della canzone originale, solo I Peccatori e Titanic possono vantare questo primato.

Michael B. Jordan
Michael B. Jordan - foto via Shutterstock/Fred Duval

Un film che fa la storia anche fuori dallo schermo

La nomination ai migliori costumi ha un valore simbolico enorme: rende Ruth E. Carter (Malcolm X, Black Panther) la costumista nera più nominata nella storia degli Oscar, con cinque candidature complessive. Inoltre, il film eguaglia il record per il maggior numero di artisti neri nominati per una singola opera, condividendo il primato con Judas and the Black Messiah.

Per Ryan Coogler, le candidature rappresentano un ulteriore traguardo: è solo il secondo regista nero a essere nominato nello stesso anno per regia, sceneggiatura e produzione, dopo Jordan Peele. E se dovesse vincere come Miglior regista, diventerebbe il primo afroamericano nella storia a riuscirci.

Il successo di I Peccatori non è solo artistico, ma anche industriale. Il film è diventato un caso perché Coogler ha negoziato un accordo inedito con Warner Bros., mantenendo la proprietà intellettuale dell’opera dopo 25 anni, il final cut e una quota maggiore degli incassi.
Un modello che ha spaventato parte dell’industria, al punto che alcuni dirigenti anonimi hanno definito l’accordo “pericoloso” e potenzialmente capace di minare il sistema degli studios. Eppure, i risultati hanno dato ragione a Coogler: critica entusiasta, pubblico coinvolto e una pioggia di nomination.

Come dimostra I Peccatori, in un’industria sempre più dominata da franchise e contenuti seriali, un’idea originale guidata da una visione forte può ancora essere un successo globale. Che vinca o meno contro altri favoriti come Marty Supreme o Una battaglia dopo l'altra, I Peccatori è già entrato nella storia del cinema contemporaneo. Non solo per i numeri, ma per aver dimostrato che il cinema può essere insieme popolare, politico e profondamente autoriale.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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