mostra Keith Haring Roma
Keith Haring in mosyta a Roma - Foto: Stefano Fontebasso De Martino

Keith Haring a Roma: la mostra a Palazzo Braschi è già l’evento d’arte dell’anno

Un'imponente retrospettiva con oltre 140 opere per un viaggio fra street art, attivismo politico e impegno sociale
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
10 Ottobre 2026

Dal 6 ottobre 2026 all'11 aprile 2027, le sale del Museo di Roma a Palazzo Braschi si aprono alla grande mostra dedicata a Keith Haring, l'artista celebre per aver ideato uno dei linguaggi visivi più rivoluzionari e riconoscibili del Novecento.

Curata da Kaoru Yanase, Ilaria Miarelli Mariani e Claudio Zambianchi, la mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, e dalla Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, con la co-produzione e organizzazione di MondoMostre e il supporto di Zètema Progetto Cultura.

La mostra Keith Haring a Roma è l'evento riunisce oltre 140 opere provenienti eccezionalmente dalla Nakamura Keith Haring Collection, la più importante raccolta al mondo curata sull'artista, affiancate da selezionati prestiti pubblici e privati. Un percorso espositivo completo che restituisce l'incredibile versatilità di un talento capace di segnare un'epoca prima della sua prematura scomparsa a soli 31 anni.

Keith Haring
Keith Haring disegna nella metropolitana- Foto: Makoto Murata

L'alfabeto visivo di New York

Immerso nella New York turbolenta degli anni Ottanta, culla dell'hip-hop e della street art, Haring ha tratto energia da un'era pre-digitale fatta di contatti diretti, musica e fermento urbano. La mostra ripercorre la nascita della sua iconica grammatica visiva attraverso un caleidoscopio di tecniche: dai celebri Subway Drawings realizzati a gessetto sui pannelli pubblicitari della metropolitana fino ai pannelli dipinti a spray nel 1984 lungo la FDR Drive di Manhattan.

Accanto a stampe, sculture, poster e disegni, spiccano oggetti unici su cui l'artista ha impresso la propria firma, tra cui la motocicletta Yamaha decorata proprio durante la sua permanenza nella Capitale nel 1984. Figure come il Bambino radiante, il Cane che abbaia, l'Angelo e l'Uomo alato si trasformano così in un linguaggio universale e accessibile a chiunque, incarnando il celebre motto dell'artista: «L'arte è per tutti».

arte Keith Haring
L'arte di Keith Haring - Foto: Nakamura

Mostra Keith Haring: il legame con l'Italia e l'impegno sociale

Il percorso espositivo si snoda come un viaggio a ritroso che evidenzia anche il profondo rapporto tra Keith Haring e l'Italia. Dalla prima personale del 1983 alla Galleria Lucio Amelio di Napoli fino al murales per lo store Fiorucci a Milano, passando per il lavoro al Palazzo delle Esposizioni di Roma e lo storico dono di Tuttomondo a Pisa nel 1989, l'Italia ha rappresentato un crocevia fondamentale per la sua carriera.

Ampio spazio è dedicato inoltre all'attivismo politico dell'artista: manifesti storici come Free South Africa, Crack Down! e Safe Sex! testimoniano una presa di posizione netta contro il razzismo, l'apartheid, la guerra e l'AIDS, dimostrando come la sua arte fosse concepita per liberare l'anima e stimolare la coscienza collettiva.

Keith Haring opere
Le opere di Keith Haring - Foto: Nakamura

Mostra Keith Haring: dalla vitalità di Radiant eros alle riflessioni su fede e trascendenza

La mostra esplora anche le dimensioni più intime e spirituali della ricerca di Haring. Nella sezione Radiant Eros – Celebrate Life, opere come la serie Bad Boys e il monumentale Untitled del 1984, realizzate con pigmenti fluorescenti e allestite con luce nera — celebrano il corpo e il desiderio come atti di vitale resistenza.

Il ritmo della musica dei club newyorkesi si trasforma in segno grafico, per poi lasciare spazio a simboli ancestrali come il Serpente, la Croce e la Piramide, influenzati anche dall'iconografia cristiana riscoperta durante i soggiorni romani.

Il culmine emotivo dell'esposizione si raggiunge con le opere Apocalypse e Altarpiece: The Life of Christ, capolavori in cui un Haring ormai consapevole della propria malattia affronta i temi della fine, della fede e della trascendenza, lasciando un'eredità artistica e umana di straordinaria potenza.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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