Food, il gusto nell'arte: la mostra al Chiostro del Bramante
Un percorso espositivo che nasce dalla riflessione sul ruolo del cibo nella storia, fra identità, rituali e trasformazioni sociali

L'arte di Kandinsky è sbarcata a Roma! Il 14 settembre ho presto parte a un evento che ha inaugurato la nuova stagione artistica della Capitale. Sono stata a Palazzo Bonaparte per il vernissage della grandiosa mostra dedicata a Vassily Kandinsky che inizia il 15 settembre 2026 per terminare il 14 febbraio 2027.
Ad accogliermi per l'occasione, un'esperienza d'eccezione con un benvenuto curato nei minimi dettagli. Un cocktail a tema dall'inconfondibile sfumatura viola, seguito da un calice di prosecco accompagnato da stuzzichini e da un delizioso gelato.
E prima ancora di immergermi nel percorso espositivo, non ho saputo resistere al set fotografico allestito per l'evento, scattando una foto ricordo a tema che mi ha visto integrata direttamente all'interno delle geometrie di un'opera del maestro dell'astrattismo.

Prodotta da Arthemisia e curata con maestria da Angela Lampe, la mostra offre al pubblico un corpus di oltre settanta capolavori concessi in prestito dal Centre Pompidou di Parigi. L'Istituzione francese, custode del nucleo più importante al mondo dei lavori dell'artista grazie al generoso lascito della moglie Nina Kandinsky, si appresta a una lunga chiusura per restauri. Trasformando Roma nel polo d'attrazione internazionale per gli amanti dell'arte moderna.
Camminando tra le sale, si percepisce chiaramente l'intento di restituire l'intera parabola umana e intellettuale di un uomo che, attorno ai trent'anni, decise di abbandonare una promettente carriera in Giurisprudenza ed Economia a Mosca per inseguire la pittura, trasferendosi a Monaco e dando vita a una delle più grandi rivoluzioni visive del Novecento.

Attraversando le cinque sezioni del percorso espositivo, si viene travolti dalla forza con cui Kandinsky è riuscito a liberare il colore dalla schiavitù della rappresentazione figurativa. Dalle suggestioni giovanili nate davanti ai Covoni di Claude Monet e all'ascolto folgorante del Lohengrin di Wagner, fino al capolavoro iconico Gelb-Rot-Blau del 1925, ogni opera esposta vibra di una logica quasi musicale.
Osservare da vicino dipinti fondamentali come L'Arco nero del 1912 significa comprendere il momento esatto in cui nasce l'astrattismo. Una sinfonia in cui forme, linee e toni cromatici agiscono direttamente sull'anima. Ad arricchire l'esperienza visiva, l'esposizione presenta preziosi documenti, fotografie e materiali d'archivio della Bibliothèque Kandinsky, culmine di un viaggio che si completa nell'emozionante sala immersiva, ideata per perdersi tra le geometrie fluttuanti del maestro.

Oltre ad attraversare le storiche tappe del Der Blaue Reiter, dell'esperienza sovietica e del fondamentale insegnamento al Bauhaus fino agli ultimi anni parigini, la mostra brilla per una rivelazione di travolgente intensità. Il ruolo centrale delle donne nella vita dell'artista. Accanto alla figura di Nina, custode instancabile della sua memoria, la rassegna dedica per la prima volta uno spazio di primo piano a Gabriele Münter.
Compagna di vita e di ricerca per oltre un decennio, la Münter viene finalmente riscoperta come artista straordinaria ed esponente di spicco dell'Espressionismo tedesco. Le sue opere presenti nel percorso espositivo rivelano un dialogo d'arte e di vita di rara bellezza, rendendo questa visita a Palazzo Bonaparte un appuntamento imprescindibile per chiunque desideri farsi conquistare dalla poesia del colore puro.
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