Un faraone ragazzino e il suo corredo, trenta macchine uscite dai fogli di Leonardo, i cani e i baci rubati di Elliott Erwitt, la Barcellona di Gaudí e del giovane Picasso, i briganti e gli agenti segreti disegnati da Magnus: l’autunno bolognese, quest’anno, ha un calendario fitto quanto i suoi portici. Le mostre a Bologna a novembre sono tante, così abbiamo fatto una scelta con un criterio preciso. Sono rimaste soltanto le grandi esposizioni temporanee aperte almeno fino al 30 novembre 2026 e accompagnate da una scheda ufficiale o istituzionale – quella della sede o di Bologna Welcome, il portale turistico del Comune – che ne indichi date e orari. Ne restano sette, due delle quali freschissime. Ecco dove si trovano, fino a quando si possono vedere e quanto si spende, con e senza Card Cultura.
Mostre a Bologna a novembre: le sette da segnare in agenda

Le novità: Claerbout al MAST, Magnus da sabato
La più recente ha aperto il 29 ottobre alla Fondazione MAST, in via Speranza 42, fuori dalle mura: è David Claerbout. The Quiet Machine, prima grande personale in Italia dell’artista belga, curata da Francesco Zanot e visitabile fino al 7 febbraio 2027. Al centro c’è il rapporto – tutt’altro che pacificato – tra industria, tecnologia e natura, raccontato da chi da anni lavora sulla durata delle immagini, dilatandola fino a farla sembrare immobile. Si entra dal martedì alla domenica, dalle 10:00 alle 19:00. Gratis.
Apre invece sabato 7 novembre Magnus. Eroi e no, a Palazzo Fava (via Manzoni 2), fino al 10 gennaio 2027. Omaggio dovuto: Roberto Raviola, in arte Magnus, era nato a Bologna nel 1939 ed è scomparso trent’anni fa, nel 1996. Il percorso, curato da Luca Baldazzi, Michele Masini e Giovanni Nahmias, va dagli agenti scalcagnati di Alan Ford ai Briganti, fino al cupo Lo Sconosciuto, con una sezione sul legame con la città e sui compagni di strada Bonvi e Andrea Pazienza. Il pezzo forte è il Texone, il Tex gigante da 224 pagine. Orari dal martedì alla domenica, 10:00-19:00; il biglietto intero costa 14 euro, il ridotto e quello con Card Cultura 10.
Da Gaudí a Picasso, Barcellona in via Saragozza

Altro appuntamento importantissimo se si parla di mostre a Bologna a novembre. Era il febbraio del 1900 quando un Picasso non ancora ventenne riempì di ritratti le pareti di Els Quatre Gats, il caffè-cabaret di Barcellona animato da Ramon Casas e Santiago Rusiñol. Quel mondo, il Modernismo catalano che dalla fine dell’Ottocento arriva agli anni Trenta e sconfina nel Surrealismo, è il filo di Da Gaudí a Picasso. Capolavori dalla Collezione Carmen Thyssen, a Palazzo Albergati (via Saragozza 28) fino al 29 marzo 2027. Oltre cento opere di una quarantina di artisti, molte esposte per la prima volta in Italia, con la cura di Jordi Falgàs: accanto ai due nomi del titolo, Miró, Dalí, Casas, Rusiñol, Nonell e Torres-García.
È aperta tutti i giorni dalle 10 alle 20, con la biglietteria che chiude un’ora prima, ed è – con Tutankhamon – la mostra dall’orizzonte più lungo della stagione: chi non ce la fa entro dicembre ha tempo fino a primavera. Uscendo, il portico di via Saragozza accompagna fino all’omonima porta, dove comincia la lunga salita coperta verso San Luca. Per chi ha fiato, naturalmente.
Mostre a Bologna a novembre, Erwitt all’Archeologico, san Francesco in Pinacoteca
Occhio al martedì. È il giorno di chiusura di Elliott Erwitt. L’arte di osservare, al Museo Civico Archeologico di via dell’Archiginnasio 2, a due passi da Piazza Maggiore, fino al 28 febbraio 2027. Negli altri giorni si entra dalle 10 alle 18 il lunedì, il mercoledì, il giovedì e il venerdì, e fino alle 19 il sabato, la domenica e i festivi; l’intero costa 16 euro, il ridotto 14. Le fotografie sono un centinaio, tra immagini celebri e scatti della collezione privata dell’autore, molti mai mostrati prima. Chi ricorda i suoi cani o quel bacio riflesso nello specchietto di un’auto sa già che, con Erwitt (scomparso nel 2023, a 95 anni), l’ironia sta sempre in un angolo dell’inquadratura.
Ottocento anni fa, nel 1226, moriva Francesco d’Assisi. La Pinacoteca Nazionale, in via delle Belle Arti 56, lo ricorda con Il cielo in terra. San Francesco e Bologna tra Cinque e Seicento, curata dal direttore Luigi Gallo e da Elena Rossoni: un percorso che parte dal Salone degli Incamminati e si allunga nelle sale della collezione permanente, tra Francesco Francia, i Carracci, Guido Reni, Albani e Guercino. È la mostra più bolognese del lotto, e non solo per gli autori. Resta aperta fino al 10 gennaio 2027, dal martedì alla domenica, 9-19, con il biglietto del museo da 12 euro; secondo il sito della Pinacoteca, la prima domenica del mese l’ingresso al museo è gratuito, e la prossima cade il 6 dicembre.
Leonardo e Tutankhamon, il genio e il mito
Sono una trentina, ricostruite in legno e altri materiali a partire dai disegni originali: le macchine di Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione occupano Palazzo Pallavicini, in via San Felice 24, fino al 17 gennaio 2027. Gli orari, indicati dal sito del palazzo, vanno dal martedì alla domenica, 10:00-19.30, con ultimo ingresso alle 18.30; l’intero costa 16 euro, il ridotto 14, con Card Cultura 12, e per le famiglie c’è una tariffa dedicata (gratis i bambini sotto i sei anni).
Il primo gradino della scala che scendeva verso la tomba affiorò dalla sabbia della Valle dei Re il 4 novembre 1922. Chi visita in questi giorni Tutankhamon. La tomba, il tesoro, la maledizione lo fa, insomma, quasi nell’anniversario della scoperta di Howard Carter. A Palazzo Belloni (via de’ Gombruti 13) non si vedono reperti originali ma oltre cento riproduzioni ufficiali, sezioni tematiche e un’esperienza in realtà virtuale, per una visita di circa un’ora e un quarto. La mostra è aperta tutti i giorni, 10:00-19:00 (ultimo ingresso alle 18), fino al 2 maggio 2027; intero 16 euro, ridotto 13.
Mostre a Bologna a novembre, Card Cultura: quando conviene davvero

Il conto è presto fatto. La Card Cultura del Comune costa 25 euro, 15 per chi ha meno di 26 anni, è soltanto digitale e vale 12 mesi dall’attivazione: si acquista sul sito cardcultura.it o al punto informazioni di Bologna Welcome in Piazza Maggiore 1/e, e dà ingressi gratuiti o ridotti in musei, mostre, teatri, cinema e festival. Fra le sette mostre scelte, lo sconto pubblicato vale 4 euro da Magnus e altrettanti da Leonardo, quindi per un weekend di passaggio la card non si ripaga. È diverso per chi in città ci vive, e nel giro di un anno torna più volte tra musei, palcoscenici e sale: lì la tessera smette di essere una spesa e diventa un abbonamento.
Un pomeriggio di novembre, a piedi
Per chi si chiede cosa fare a Bologna a novembre (e non stiamo parlando soltanto di mostre) quando la nebbia sale dalla pianura e i pomeriggi si accorciano, la mappa aiuta. Palazzo Fava, Palazzo Belloni e l’Archeologico stanno a pochi minuti l’uno dall’altro, attorno a Piazza Maggiore; Pallavicini e Albergati si raggiungono verso ovest, lungo via San Felice e via Saragozza, mentre la Pinacoteca è nel cuore della zona universitaria. Il MAST merita un’uscita a parte. Due mostre al giorno sono una dose ragionevole, magari intervallate da un piatto di tortellini in brodo, che a novembre torna di diritto in tavola. E chi volesse allargare lo sguardo trova nella nostra guida le altre mostre da vedere in Italia nel 2026.
Il resto lo fanno i portici, patrimonio UNESCO dal 2021: l’ombrello, a Bologna, resta un accessorio facoltativo.
Scritto da Morgana Fois
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