È probabile che, per molti, il novembre torinese coincida con un solo fine settimana: quello di Artissima, la fiera che a cavallo fra ottobre e novembre riempie la città di collezionisti, galleristi e semplici curiosi in proporzioni variabili. E che, smontati gli stand, si consideri chiusa anche la stagione delle mostre. Niente di più lontano dal vero.
Proprio attorno a quei giorni i musei hanno inaugurato quasi in blocco le loro mostre d’autunno, tanto che chi cerca le mostre a Torino a novembre si ritrova con il problema opposto a quello consueto: non che cosa vedere, ma in che ordine. Ne abbiamo scelte undici, tutte temporanee, in città e nella cintura fino a Rivoli e Venaria, e tutte con date, orari e biglietti pubblicati dai musei o dagli enti ufficiali. Non sono le sole in corso (le gallerie private, da sole, meriterebbero un altro articolo), ma sono quelle attorno a cui vale la pena organizzare il mese. Ma procediamo per gradi, cominciando da chi ha i giorni contati.
Ultimo giro per Hiroshige al MAO

La prima scadenza tra le mostre a Torino di novembre è al MAO, il Museo d’Arte Orientale di via San Domenico, dove il 29 novembre chiude Paesaggi da sogno. Le 53 stazioni della Tokaido. Sono le stampe che Utagawa Hiroshige dedicò alla strada costiera fra Edo, l’attuale Tokyo, e Kyoto: la serie che negli anni Trenta dell’Ottocento trasformò il viaggio in un soggetto da collezione, una specie di cartolina illustrata con un secolo e mezzo d’anticipo. In mostra ce ne sono 36, dalla collezione di UniCredit, visibili dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18.
Una volta dentro, però, sarebbe un peccato uscire subito, perché il resto del museo è stato preso in ostaggio – in senso buono, s’intende – da Song Dong. Soul Out, la prima personale italiana dell’artista pechinese, aperta dal 23 ottobre e destinata a restare fino al 27 giugno 2027. Installazioni, fotografie e video di oltre trent’anni di performance si muovono fra le collezioni e le sale di Palazzo Mazzonis, e chi conosce Song Dong lo associa soprattutto a Waste Not, l’installazione costruita con gli oggetti che la madre aveva conservato per una vita intera. Il biglietto, 18 euro intero e 15 ridotto, vale per tutte e due le mostre e per le collezioni, e con l’Abbonamento Musei o la Torino+Piemonte Card si entra gratis. In due parole: due mostre al prezzo di una, e una delle due ha già la valigia pronta.
Mostre a Torino a novembre, tre inaugurazioni in tre giorni

Fra il 29 e il 31 ottobre la città ha aperto tre mostre di fila, ciascuna con un’ambizione diversa. La più articolata è Marisa Merz. La danza delle ore, divisa in tre capitoli e altrettante sedi fino al 4 aprile 2027. Alla GAM si ricostruisce la casa-atelier torinese dell’artista, il luogo in cui vita domestica e lavoro erano, di fatto, la stessa cosa; alla Fondazione Merz di via Limone si guarda ai materiali e al modo in cui prendono forma; al Castello di Rivoli, fuori città, lo spazio diventa insieme luogo fisico e metafisico, con le opere di dieci artiste contemporanee chiamate a rispondere.
Unica donna nella cerchia dell’Arte povera, Marisa Merz è stata raccontata per decenni più come moglie di Mario che come artista in proprio, e una mostra in tre sedi suona un po’ come un risarcimento, per quanto tardivo. La GAM è aperta dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, Rivoli dal mercoledì al venerdì dalle 10 alle 17 e nel fine settimana e nei festivi dalle 11 alle 18. Ogni sede costa 10 euro, 8 il ridotto, e chi paga l’intero nella prima ha il ridotto nelle altre due; con entrambe le card l’ingresso è libero.
Il 30 ottobre è toccato alla Pinacoteca Agnelli, al Lingotto, con Alberto Savinio. Souvenir: circa 75 fra dipinti e disegni, dagli anni Venti ai primi anni Cinquanta. Savinio, all’anagrafe Andrea de Chirico, è rimasto a lungo – suo malgrado – il fratello minore di Giorgio, quando era scrittore, compositore e pittore insieme, con un gusto per l’assurdo che il fratello maggiore non ha mai davvero condiviso. Fino al 4 aprile 2027, dal martedì alla domenica dalle 10 alle 18, con un biglietto da 12 euro (8 il ridotto) e ingresso gratuito per chi ha la Torino+Piemonte Card.
Tra le mostre più “cervellotiche” aperte a novembre, le OGR di Torino – ovvero le ex Officine Grandi Riparazioni dei treni di corso Castelfidardo – hanno inaugurato il 31 ottobre The Quantum Effect, un’esposizione su quanto la teoria quantistica abbia contagiato il cinema, la cultura pop e l’arte contemporanea. Fra i nomi ci sono Tomás Saraceno, Isa Genzken, Rirkrit Tiravanija e Man Ray, più un ospite che i cinefili riconosceranno al primo sguardo: il monolite nero di 2001: Odissea nello spazio.
La coda – c’è da scommetterci – sarà però per la Infinity Mirrored Room di Yayoi Kusama, la stanza di specchi in cui si entra al massimo in sei e si resta un minuto e mezzo, il tempo di perdere il senso delle proporzioni e ritrovarlo appena fuori. Per entrarci va prenotata online una fascia oraria, anche da chi ha diritto all’ingresso gratuito. La mostra costa 8 euro (5 il ridotto), la stanza di Kusama 10, le due insieme 15; con l’Abbonamento Musei si entra gratis, con la Torino+Piemonte Card si paga il ridotto. Si visita il lunedì, il mercoledì e il giovedì dalle 9 alle 18, il venerdì fino alle 22, il sabato e la domenica dalle 10 alle 20, mai il martedì, fino a fine febbraio 2027.
Novembre apre ancora: Capucci e Antonello

Tra le mostre a Torino in programma a novembre, si può ammirare un’esposizione unica dedicata alla moda. Il 6 novembre, il Museo Accorsi-Ometto di via Po inaugura Roberto Capucci. Vestire le muse, cinquanta abiti che hanno più a che fare con la scultura che con la passerella, costruiti attorno alle donne che li hanno indossati o ispirati: Rita Levi Montalcini, Valentina Cortese, Lucia Bosè, Katia Ricciarelli. Una quindicina viene dal guardaroba della duchessa Maria Luisa Gaetani d’Aragona ed è esposta per la prima volta a Torino, mentre i bozzetti, ordinati per decennio, risalgono fino alla prima collezione del 1951. Si visita fino al 28 febbraio 2027, il martedì, il mercoledì e il venerdì dalle 10 alle 18, il giovedì fino alle 20, il sabato e la domenica dalle 10 alle 19; il biglietto costa 12 euro, 10 il ridotto, e l’Abbonamento Musei lo azzera.
A metà mese tocca a Palazzo Madama, che fino al 22 febbraio 2027 dedica L’enigma del sorriso al Ritratto d’uomo di Antonello da Messina e al filo che lega Cefalù e Torino. Chi ha letto Il sorriso dell’ignoto marinaio di Vincenzo Consolo sa già di quale sorriso si parla, e sa anche che definirlo enigmatico è, tutto sommato, un eufemismo. Nello stesso palazzo è già aperta dal 15 ottobre Il corpo della città. Moda e arti tra Liberty e modernità 1884-1961, che racconta Torino attraverso abiti e arti decorative lungo quasi ottant’anni, fino al 22 febbraio 2027. Palazzo Madama apre tutti i giorni tranne il martedì, dalle 10 alle 18, e Il corpo della città si visita con il biglietto delle collezioni, 10 euro intero e 8 ridotto, gratis con l’Abbonamento Musei. Per inciso, la gratuità del primo mercoledì del mese per ora è sospesa.
Fino a febbraio, senza fretta (ma senza esagerare)

Infine, le ultime tre mostre a Torino a novembre che ci sentiamo di consigliarvi si possono ammirare in realtà durante tutto l’inverno – il che, però, non è una buona ragione per rimandarle a febbraio. Ai Musei Reali, nelle Sale Chiablese, Still Image riunisce oltre duecento fotografie di Jessica Lange, in gran parte inedite. Sì, proprio lei: la ragazza fra le dita di King Kong nel 1976, due Oscar (Tootsie e Blue Sky) e, da quasi trent’anni, una seconda vita dietro l’obiettivo.
Il cuore del percorso è la serie sulla Highway 61, la strada che scende dal Minnesota, dove Lange è nata, fino a New Orleans, e che un altro figlio del Minnesota, Bob Dylan, aveva già consegnato alla storia nel 1965 con Highway 61 Revisited. Fino al 7 febbraio 2027, chiuso il mercoledì e aperto fino alle 19 negli altri giorni; 16 euro intero, 13 ridotto, 10 dai 12 ai 17 anni, gratis con entrambe le card.
Stessa data di chiusura per Letizia Battaglia. L’opera 1970-2020, da CAMERA in via delle Rosine: oltre duecento immagini della fotografa palermitana che raccontò la Palermo degli anni di piombo e delle guerre di mafia, più le 22 riviste con cui collaborò (alcune le fondò o le diresse) e un documentario sulla sua vita. Aperta tutti i giorni dalle 11 alle 19 e il giovedì fino alle 21, costa 13 euro, 10 il ridotto, ed è gratuita con la Torino+Piemonte Card.
Si chiude fuori città, alla Reggia di Venaria, dove fino al 14 febbraio 2027 Atelier dei moderni. Matisse, Braque, Picasso, Bacon porta una sessantina di opere dal Musée des Beaux-Arts di Lione, con Léger, Dubuffet, Soulages e de Staël a fare da raccordo fra il primo e l’ultimo nome del titolo. Orari: dal martedì al venerdì dalle 9:30 alle 17, sabato e domenica dalle 9:30 alle 18:30. Il biglietto, 25 euro intero e 20 ridotto, è il più caro della lista, e proprio per questo è quello in cui l’Abbonamento Musei, che lo rende gratuito, si ripaga più in fretta.
Mostre a Torino a novembre, le card, ovvero l’aritmetica del mese

Al netto delle singole tariffe delle mostre di novembre, i conti del mese li fanno le due tessere: l’Abbonamento Musei di Torino apre gratis il MAO, le tre sedi di Marisa Merz, le OGR con la stanza di Kusama, Palazzo Madama, le Sale Chiablese, la Venaria e l’Accorsi-Ometto; la Torino+Piemonte Card, pensata per chi è di passaggio, copre il MAO, Merz, Savinio, Jessica Lange e Letizia Battaglia, e alle OGR dà diritto al ridotto. Chi abita qui e ha l’abbonamento in tasca può quindi attraversare quasi tutta la lista spendendo poco o nulla; chi arriva per un weekend fa bene a scegliere la card in base alle mostre che gli interessano davvero, più che in base al prezzo.
In fondo, novembre a Torino ha la reputazione del mese da passare sotto i portici, e i portici, a dirla tutta, non mancano. Ma con un calendario così l’unica data da segnare in rosso è il 29: il resto può aspettare l’inverno, purché non lo si lasci scivolare fino all’ultima settimana. E chi volesse allargare il raggio oltre la Mole trova le altre mostre del 2026 da vedere in Italia nella nostra selezione.
Scritto da Anna Furlan
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