Botánica doméstica
La mostra Botánica Doméstica - Università di Valencia

Botànica Domèstica, la mostra che intreccia piante, arte e memoria femminile

Al Centre Cultural La Nau di Valencia Alicia Herrero e María Ángeles Vila parlano di donne, alle donne
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
17 Ottobre 2026

Fino al 22 novembre 2026, il Centre Cultural La Nau, presso l'Università di Valencia, ospita Botànica Domèstica / Herbario Nuovo. Il progetto del duo artistico Las Mitocondria formato da Alicia Herrero Simón e María Ángeles Vila Tortosa,  trasforma un antico erbario in un percorso di conoscenza e lascito, tra installazioni, fotografie e saperi tramandati dalle donne.

Ci sono conoscenze che attraversano i secoli senza trovare spazio nei manuali: passano attraverso le mani, i gesti quotidiani, le parole scambiate tra madri e figlie. Saperi legati alle piante e alla cura, custoditi nella dimensione domestica e spesso rimasti ai margini della storia ufficiale.

È da questo patrimonio che prende forma Botànica Domèstica / Herbario Nuovo, la mostra allestita nella Sala Oberta e nel chiostro del Centre Cultural La Nau dell’Universitat de València.

Botánica Doméstica Valencia: Las Mitocondria, chi sono le artiste della mostra

Las Mitocondria nasce dall’incontro tra l’artista visiva María Ángeles Vila Tortosa e la coreografa Alicia Herrero Simón. Dal 2008 le due artiste sviluppano una ricerca condivisa nella quale arti visive, movimento e performance diventano strumenti per esplorare il rapporto tra esperienza personale e dimensione collettiva.

Un passaggio significativo del loro percorso è Cultura doméstica, progetto del 2013 che porta al centro della ricerca lo spazio della casa. Tra le sue pareti si costruiscono relazioni, si trasmettono abitudini e si affrontano maternità, malattia e lutto: esperienze intime che possono raccontare anche strutture sociali e rapporti di potere.

In Botànica Domèstica / Herbario Nuovo questa riflessione incontra il mondo vegetale. Le piante diventano il punto di partenza per osservare come il sapere venga conservato, trasformato e riconosciuto.

Botánica Doméstica installazione
Botánica Doméstica installazione - Foto: Università di Valencia

 

Botánica Doméstica Valencia: un erbario del Cinquecento e l’autorialità femminile

Il progetto nasce dallo studio degli antichi erbari conservati nelle collezioni patrimoniali dell’Universitat de València. Il riferimento principale è l’Herbario Novo di Castore Durante, medico e botanico italiano del XVI secolo. Accanto al valore scientifico del trattato, le artiste ne indagano la componente visiva e una questione ancora aperta: la realizzazione delle illustrazioni è stata talvolta attribuita a Isabella Parasole, ma questa ipotesi non ha trovato una conferma definitiva.

L’incertezza diventa una domanda sul riconoscimento dell’autorialità femminile. Quali contributi sono stati documentati? Quali sono rimasti senza un nome? E quanto incidono queste assenze sul modo in cui raccontiamo la storia dell’arte e della scienza? La mostra prende questa possibilità come occasione per riflettere sui meccanismi che rendono alcune presenze visibili e ne lasciano altre nell’ombra.

Herbario Nuovo: le immagini botaniche abitano il chiostro

mostra a Valencia
Alicia Herrero Simón e María Ángeles Vila Tortosa, Las Mitocondria - Foto: Stephanie Gengotti

María Ángeles Vila realizza un erbario contemporaneo attraverso carboncino, pastello, incisione, monotipia e scrittura. Le immagini delle piante si intrecciano con frammenti di testi e riferimenti alla cultura popolare, alle pratiche di cura tradizionali, alla magia e all’immaginario esoterico. Sono materiali che restituiscono la complessità del rapporto tra esseri umani e vegetali, tra osservazione, uso quotidiano e interpretazione simbolica.

Nel chiostro de La Nau, le tavole assumono dimensioni monumentali. Sottratte al formato del libro, diventano un’installazione da attraversare: disegni botanici e parole in italiano entrano in dialogo con l’architettura, trasformando il cortile in un erbario aperto. Cambia così anche la posizione del visitatore. La pagina, prima osservata da vicino, si espande nello spazio e diventa un ambiente nel quale muoversi.

 

Radicum: trenta donne e una memoria affidata al corpo

Performance Radicum - Foto: Università di Valencia

La dimensione performativa del progetto prende forma con Radicum, un’azione corale diretta da Alicia Herrero Simón che coinvolge trenta donne di generazioni diverse. Il corpo diventa un mezzo di trasmissione della memoria. Gesti e movimenti richiamano la cura come esperienza condivisa, costruendo nel chiostro una relazione tra persone, spazio e mondo naturale.

Tra le suggestioni del lavoro compare il Wood Wide Web, l’immagine delle reti sotterranee tra alberi e funghi resa nota anche dalle ricerche dell’ecologa forestale Suzanne Simard. Nella performance, il riferimento assume una funzione poetica: i corpi diventano radici, le connessioni evocano appartenenza, reciprocità e sorellanza.

Radicum è realizzata con la collaborazione del Conservatori Superior de Dansa de València Nacho Duato, dell’Escola d’Art i Superior de Disseny d’Alcoi, dell’Institut de Dansa Educocreativa i Social e dell’Ajuntament de Xàtiva.

Le opere nella Sala Oberta: fotografie, foglie e relazioni di cura

Nella Sala Oberta, la ricerca prosegue attraverso fotografie allestite su una carta da parati creata da Vila. Corpi e piante sono rappresentati in una relazione di vicinanza che invita a ripensare il confine tra essere umano e natura.

Tra le opere esposte figurano Musa e Ombilico di Venere. In quest’ultima, le foglie si espandono concentricamente, suggerendo un collegamento tra forme vegetali e corpo femminile. Il richiamo al seno introduce i temi del nutrimento e dell’interdipendenza.

La cura acquista una dimensione più intima nel video Cuidados, realizzato nel 2019. L’opera racconta una figlia che assiste la madre dopo un intervento chirurgico per un tumore al seno. Attraverso questa relazione, il percorso affronta la vulnerabilità del corpo e il passaggio della cura tra generazioni.

Un altro nucleo della mostra è Erbario domestico, composto da 102 elementi vegetali. Ogni pianta è associata a una parola che la mette in relazione con il corpo e con l’universo femminile.

Il lavoro recupera la memoria delle conoscenze tradizionali sulle piante e riflette sulle discriminazioni subite dalle donne che le custodivano. Le proprietà attribuite ai vegetali entrano nell’opera come patrimonio storico e culturale, all’interno di una ricerca artistica sulla trasmissione del sapere.

 

Botànica Domèstica Valencia: l'intervista a

María Ángeles Vila Tortosa

Come si trasforma un antico erbario in un’installazione contemporanea? E come si restituisce visibilità a conoscenze custodite per secoli nella vita domestica? Abbiamo incontrato María Ángeles Vila Tortosa, artista visiva del duo Las Mitocondria, che ci ha raccontato l’origine di Botànica Domèstica / Herbario Nuovo e la ricerca che intreccia piante, corpo e memoria femminile.

Al centro della conversazione c’è anche Isabella Parasole, alla quale sono state attribuite le illustrazioni dell’erbario di Castore Durante. Un’attribuzione non definitivamente accertata, che nel lavoro di Vila diventa il punto di partenza per interrogare il riconoscimento delle donne nella storia dell’arte.

Un erbario per riscrivere la storia: com’è nata quest’idea?

«L’Università di Valencia mi ha invitata a sviluppare un progetto di ricerca sugli erbari conservati nelle sue collezioni. Tra questi, l’Herbario Nuovo di Castore Durante ha attirato la mia attenzione per il legame con Isabella Parasole, incisora romana del Seicento e che apparentemente è stata l’autrice delle illustrazioni del documento. Alcune fonti mettono in dubbio che possa aver realizzato le incisioni, anche a causa della sua giovane età.

Ma è proprio questa incertezza ad aver aperto una riflessione più ampia: come viene raccontata e riconosciuta la presenza delle donne nella storia? Perché la precocità è spesso celebrata come segno di genio nei grandi maestri uomini, mentre per le donne può diventare motivo di dubbio?

Da incisora spagnola e romana d’adozione, sento un legame particolare con Isabella, rafforzato da una sorprendente coincidenza: il giorno della sua morte coincide con quello della mia nascita. Il mio progetto nasce così, dalla volontà di indagare la presenza-assenza delle donne nella storia, ricostruendo le tracce del loro lavoro e interrogando i meccanismi che ne hanno determinato la memoria, senza dare per certo ciò che le fonti non possono dimostrare».

Nelle tue opere le piante diventano depositarie di credenze popolari, pratiche medicinali e tradizioni domestiche. Come hai lavorato su queste forme di conoscenza e che cosa ti interessa salvaguardare del patrimonio tramandato attraverso l’esperienza quotidiana delle donne?

«La mia reinterpretazione dell’Herbario Nuovo nasce da una serie di disegni a matita e carboncino, attraverso i quali rielaboro liberamente le incisioni di Isabella Parasole. Gesti, tratti e sfumature diventano strumenti per esplorare non solo le forme delle piante, ma anche i significati nascosti nei testi di Castore Durante.

Durante descrive gli umori del corpo e le proprietà delle piante, capaci di guarire, liberare e ristabilire un equilibrio interiore. Partendo dai suoi scritti, seleziono le piante legate alla storia e all’esperienza delle donne: quelle associate alla fertilità, alla libido e all’aborto, quelle utilizzate per espellere gli umori nocivi o per ammorbidire i cuori pietrificati.

I testi diventano così il punto di partenza per una ricerca che si estende ad altre fonti, esplorando il sapere erboristico attraverso la stregoneria e una visione olistica e femminile del corpo.

Il risultato è un nuovo erbario, installato nel cortile del Centre Cultural La Nau. I disegni vengono trasferiti su grandi teli alti 4,5 metri, che avvolgono lo spazio e lo spettatore, invitandolo a entrare fisicamente e simbolicamente all’interno di questo universo vegetale, dove arte, corpo, memoria e sapere femminile si intrecciano».

In Botánica Doméstica la cura lega corpi, generazioni e comunità. In che modo il tuo lavoro contribuisce a sottrarla alla dimensione privata e a renderla una questione culturale?

«Botánica Doméstica fa parte di un progetto più ampio, Cultura Doméstica, che porto avanti dal 2013 insieme ad Alicia Herrero, con la quale formo il collettivo Las Mitocondria. La botanica domestica è, prima di tutto, una pratica di condivisione e di cura. Nel corso delle generazioni, le donne hanno tramandato saperi, ricette e rimedi legati alle piante, dalle nonne alle madri, dalle madri alle figlie, in una trasmissione continua di conoscenze ed esperienze.

Questi saperi hanno permesso alle donne di prendersi cura di sé e delle proprie famiglie, di curarsi e, talvolta, di difendersi dai pericoli. Le piante custodiscono infatti una doppia natura, possono essere fonte di guarigione e benessere, ma anche diventare pericolose se utilizzate in modo improprio o in dosi sbagliate.

Botánica Doméstica vuole recuperare e valorizzare questo patrimonio di conoscenze femminili, riconoscendolo come una forma di sapere collettivo, tramandato spesso lontano dai luoghi ufficiali della conoscenza e profondamente radicato nella vita quotidiana».

Botànica Domèstica Valencia: date, orari e ingresso

Per chi sta organizzando un soggiorno a Valencia, la mostra offre una tappa dedicata all’arte contemporanea negli spazi storici dell’università.

  • Mostra: Botànica Domèstica / Herbario Nuovo.
  • Artiste: Las Mitocondria, María Ángeles Vila Tortosa e Alicia Herrero Simón.
  • Sede: Centre Cultural La Nau, Sala Oberta e chiostro, Valencia.
  • Date: dal 17 settembre al 22 novembre 2026.
  • Orari: dal martedì al sabato, 10:00–14:00 e 16:00–20:00; domenica e festivi, 10:00–14:00.
  • Chiusura: lunedì.
  • Ingresso: gratuito.

Prima della visita è consigliabile consultare il programma ufficiale per eventuali variazioni e per le modalità di partecipazione alle attività collaterali.

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Redazione

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