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Civita di Bagnoregio e Bolsena, entrambe in provincia di Viterbo, sono state proclamate Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028. Merito di Arte che viene, arte che va, progetto che ha vinto il bando per il conferimento del titolo del Ministero della Cultura, annunciato dal ministro Alessandro Giuli lo scorso 12 ottobre nel corso della relativa cerimonia. Scopriamone di più.

Istituita nel 2024, la Capitale italiana dell'arte contemporanea è un riconoscimento volto a incoraggiare e sostenere progetti e iniziative nel campo della promozione e valorizzazione dell'arte contemporanea. Gibellina è il primo comune italiano a vincerlo, paese del libero consorzio comunale di Trapani. Passerà il testimone l'anno prossimo ad Alba, borgo in provincia di Cuneo.
Negli scorsi giorni, come anticipato, il Ministero ha nominato invece la Capitale italiana dell'arte contemporanea 2028 in seguito a una selezione che ha visto confrontarsi in finale anche Padova, Pozzuoli e Capri con i rispettivi progetti: L'arte del dissenso, La città delle fragilità creative e Le sirene del nuovo.
La giuria, presieduta da Lorenza Baroncelli, ha tuttavia premiato il progetto congiunto di Civita di Bagnoregio e Bolsena, con un progetto frutto di "un lavoro costruito in mesi di confronto con artisti, istituzioni, scuole e associazioni", ha commentato Luca Profili, il sindaco di Civita di Bagnoregio.
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Sono dunque due comuni dell'alta provincia di Viterbo ad aggiudicarsi il prestigioso titolo, due noti borghi storici della Tuscia. A loro va il finanziamento da un milione di euro per la realizzazione di progetti dedicati all'arte contemporanea quali mostre, rassegne, festival e altre iniziative a tema.
Più grande Bolsena, cittadina che dà il nome al lago più grande del Lazio. Decisamente più piccola Civita di Bagnoregio, "la città che muore", a causa del lento sfaldamento dello sperone di tufo su cui si erge. Un comune da appena quattordici persone residenti, che tuttavia è da anni un centro turistico importante, fra i più visitati dell'intera Tuscia.
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Per il territorio, come ha spiegato anche il sindaco di Bolsena, si tratta di un premio molto importante. Specie per una zona come quella della Tuscia che in passato non è stata valorizzata abbastanza dal punto di vista culturale. Un premio che permetterà di realizzare Arte che viene, arte che va, il progetto vincitore che mira a mettere in dialogo l'antico e il moderno attraverso progetti creativi rivolti alle nuove generazioni.
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