Quello che devi sapere su Tommaso Paradiso, protagonista a Sanremo
Alla scoperta di Tommaso Paradiso, il cantautore ex frontman dei Thegiornalisti, indicato tra i favoriti per la vittoria del Festival 2026

Modena, ma soprattutto Bologna e Pavana, li ricordiamo come i luoghi di Francesco Guccini più celebri. Cantati nelle sue canzoni, vissuti e amati nella sua vita quotidiana, terminata lo scorso 6 agosto proprio a Pavana, hanno rappresentato la tela da cui sono nate alcune delle sue canzoni più famose. Brani che contribuirono a definire il canone della canzone d'autore italiana di cui Guccini è stato uno dei più amati e importanti esponenti di sempre.

Nato il 14 giugno 1940, fu la città di Modena la prima ad accogliere Guccini. La chiamata alle armi di suo padre Ferruccio costrinse tuttavia il piccolo Francesco e sua madre Ester ad andare a vivere dai nonni paterni a Pavana. È un borgo dell'Appennino tosco-emiliano, oggi parte del comune di Sambuca Pistoiese, in provincia di Pistoia, che Guccini ricorda più volte nelle sue canzoni.
A Pavana ha dedicato inoltre il primo romanzo Cròniche epafàniche, oltre a Tralummescuro, ambientazioni montane che torneranno in diversi suoi brani. Su tutte Radici, dove Guccini ne cantò il forte senso di appartenenza a quei luoghi di origine della sua famiglia.
È in questo piccolo borgo che oggi conta poco più di 400 abitanti che Guccini tornò più volte dopo il ritorno a Modena nel dopoguerra e il successivo trasferimento a Bologna. Pavana che divenne poi la sua residenza fissa per gli ultimi anni della sua vita.

Terminata la guerra, Guccini nel 1945 tornò a vivere con la madre a Modena, l'anno seguente tornò anche il padre. È qui che il cantautore trascorse la sua adolescenza, iniziò a suonare la chitarra e frequentò le scuole.
Un periodo che Guccini non ricorderà con particolare felicità, complice il sofferto trasferimento dalla sua amata Pavana. A Modena dedicò la canzone Piccola città, luogo in cui lavorò per due anni come cronista per la Gazzetta di Modena.
Leggi anche: I Luoghi del Cuore FAI 2026 più votati (e amati) d'Italia

Guccini si trasferì poi a Bologna alla fine del 1961, dove studiò lingue presso l'università Alma Mater Studiorum. È la città a cui è più legata l'immagine del cantautore, la città della consacrazione artistica. L'Osteria delle Dame, storico locale di Bologna in cui musicisti, intellettuali e artisti si ritrovavano, è uno dei luoghi di Francesco Guccini più celebri. Come non ricordare poi la trattoria da Vito, uno dei suoi posti cari.
Ma il suo luogo più iconico è senza dubbio via Paolo Fabbri 43, nel rione Cirenaica. Era il suo vero indirizzo di casa a Bologna, nonché titolo dell'omonimo album pubblicato nel 1976, il suo più famoso, casa dove rimase fino agli anni Duemila prima di tornare a Pavana. Talvolta bastava bussare alla sua porta, o aspettare che uscisse di casa per incontrarlo. Visse lì fino al 2012, quando si trasferì a Pavana.
Leggi anche: I Suoni delle Dolomiti 2026: concerti tra vette e rifugi per un’esperienza unica tra musica e natura
Come non ricordare poi la Via Emilia, antica strada romana che attraversa l'Emilia collegando paesi e città che fanno da sfondo alle ambientazioni delle canzoni e dei libri di Guccini. Ma sono parte del suo universo anche Venezia, a cui il cantautore dedicò una delle sue canzoni più famose ed evocative. Come pure Genova con i suoi carruggi in Piazza Alimonda, o ancora, una grande città con le sue contraddizioni cantata in Talkin’ Milano.
Per approfondire e ripercorrere i luoghi di Francesco Guccini vi suggeriamo il libro fotografico intitolato Un altro giorno è andato. Le stagioni di Francesco Guccini, con le fotografie di Daria Addabbo e i testi di Gino Castaldo, per Jaca Book Editore.
Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!