Francesco Guccini a Milano nel 2010
Francesco Guccini a Milano nel 2010 - Eugenio Marongiu/Shutterstock

I luoghi di Francesco Guccini vissuti, amati e cantati

Da Modela a Bologna, passando per Pavana: le città raccontate nelle canzoni del cantautore emiliano
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
7 Agosto 2026

Modena, ma soprattutto Bologna e Pavana, li ricordiamo come i luoghi di Francesco Guccini più celebri. Cantati nelle sue canzoni, vissuti e amati nella sua vita quotidiana, terminata lo scorso 6 agosto proprio a Pavana, hanno rappresentato la tela da cui sono nate alcune delle sue canzoni più famose. Brani che contribuirono a definire il canone della canzone d'autore italiana di cui Guccini è stato uno dei più amati e importanti esponenti di sempre.

Pavana, fra i luoghi di Francesco Guccini

Pavana - i luoghi di Francesco Guccini
Pavana - Unknown author/Wikimedia Commons

Nato il 14 giugno 1940, fu la città di Modena la prima ad accogliere Guccini. La chiamata alle armi di suo padre Ferruccio costrinse tuttavia il piccolo Francesco e sua madre Ester ad andare a vivere dai nonni paterni a Pavana. È un borgo dell'Appennino tosco-emiliano, oggi parte del comune di Sambuca Pistoiese, in provincia di Pistoia, che Guccini ricorda più volte nelle sue canzoni.

A Pavana ha dedicato inoltre il primo romanzo Cròniche epafàniche, oltre a Tralummescuro, ambientazioni montane che torneranno in diversi suoi brani. Su tutte Radici, dove Guccini ne cantò il forte senso di appartenenza a quei luoghi di origine della sua famiglia.

È in questo piccolo borgo che oggi conta poco più di 400 abitanti che Guccini tornò più volte dopo il ritorno a Modena nel dopoguerra e il successivo trasferimento a Bologna. Pavana che divenne poi la sua residenza fissa per gli ultimi anni della sua vita.

Il ritorno a Modena

Modena - i luoghi di Francesco Guccini
Modena - Stefano Tammaro/Shutterstock

Terminata la guerra, Guccini nel 1945 tornò a vivere con la madre a Modena, l'anno seguente tornò anche il padre. È qui che il cantautore trascorse la sua adolescenza, iniziò a suonare la chitarra e frequentò le scuole.

Un periodo che Guccini non ricorderà con particolare felicità, complice il sofferto trasferimento dalla sua amata Pavana. A Modena dedicò la canzone Piccola città, luogo in cui lavorò per due anni come cronista per la Gazzetta di Modena.

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La Bologna di Guccini

Piazza Maggiore a Bologna
Piazza Maggiore a Bologna - Shutterstock/artem evdokimov

Guccini si trasferì poi a Bologna alla fine del 1961, dove studiò lingue presso l'università Alma Mater Studiorum. È la città a cui è più legata l'immagine del cantautore, la città della consacrazione artistica. L'Osteria delle Dame, storico locale di Bologna in cui musicisti, intellettuali e artisti si ritrovavano, è uno dei luoghi di Francesco Guccini più celebri. Come non ricordare poi la trattoria da Vito, uno dei suoi posti cari.

Ma il suo luogo più iconico è senza dubbio via Paolo Fabbri 43, nel rione Cirenaica. Era il suo vero indirizzo di casa a Bologna, nonché titolo dell'omonimo album pubblicato nel 1976, il suo più famoso, casa dove rimase fino agli anni Duemila prima di tornare a Pavana. Talvolta bastava bussare alla sua porta, o aspettare che uscisse di casa per incontrarlo. Visse lì fino al 2012, quando si trasferì a Pavana.

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Gli altri luoghi di Francesco Guccini

Come non ricordare poi la Via Emilia, antica strada romana che attraversa l'Emilia collegando paesi e città che fanno da sfondo alle ambientazioni delle canzoni e dei libri di Guccini. Ma sono parte del suo universo anche Venezia, a cui il cantautore dedicò una delle sue canzoni più famose ed evocative. Come pure Genova con i suoi carruggi in Piazza Alimonda, o ancora, una grande città con le sue contraddizioni cantata in Talkin’ Milano.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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