La mostra di Tracey Emin ci ricorda che esistiamo
Tracey Emin travolge Firenze
Nel centro di Firenze, proprio di fianco alla boutique di Salvatore Ferragamo, c’è un museo, tempio degli amatori delle calzature della maison. Tripudio dell’haute couture, il museo accoglie scarpe che sono opere d’arte a tutti gli effetti, tra architetture inusuali e materiali dalla lavorazione insolita, modelli di celebrities e cromie che rompono ogni regola.
Il Ferragamo è un museo aziendale, ma non solo. Fortemente desiderato dalla vedova dello stilista e imprenditrice Wanda, che tiene le redini dell’azienda dal 1960, e dalla figlia Fiamma Ferragamo, ha un impianto storico e artistico paragonabile ai migliori musei di arte contemporanea. Tra le pareti ricoperte di sabot dal fascino evergreen, zoccoli e stivali dalle forme sibilline e tacchi a spillo che sembrano sfidare la forza di gravità, l’aria che si respira è quella dell’hub culturale. È come se il Museo volesse squarciare il muro che hanno edificato i preconcetti per separare l’arte dalla moda. Il Museo Ferragamo ci ricorda che come il design, la pittura, lo spettacolo attoriale, anche le calzature sono pezzi d’arte.
A cent’anni dell’apertura del primo negozio a Hollywood, nel 1923, il Museo Ferragamo ha scelto di celebrare la rivoluzione del mondo delle calzature di cui la casa di moda è stata apri - fila con la mostra Salvatore Ferragamo 1898 - 1960. Non solo modelli e creazioni, ma anche la storia di Ferragamo e degli eventi clou per lo sviluppo del brand, tra 1898 e 1960. Leitmotiv dell’esposizione, oltre che del museo stesso, è proprio la biografia di Salvatore Ferragamo.
Nel 1915 lo stilista emigrò negli Stati Uniti: il successo della maison, infatti, ha il suo punto di svolta proprio a Hollywood. Di fronte al Grauman’s Egyptian Theatre, centro nevralgico delle première del primo Novecento, sorgeva il piccolo negozio Ferragamo. Proprio grazie alla sua posizione, diventò il punto di riferimento di tutte le dive alla ricerca di qualcosa di unico da indossare ai piedi. Shoemaker to the stars, così veniva chiamato Salvatore Ferragamo. Come nell’american dream più classico, da quel momento lo stile Ferragamo iniziò a imporsi sul mercato, fino a diventare una vera e propria istituzione nel mondo della moda.
La mostra, curata da Stefania Ricci, celebra la storia del grande artigiano irpino. La moda viene posta sotto una lente d’indagine il valore più profondo della maison, in quanto portatrice di un messaggio culturale e di significato. In un allestimento in 9 sezioni espositive, sono presentate le calzature che hanno fatto la storia, non tanto per la loro estetica, quanto per la ricerca, l’ispirazione, l’abilità artigianale e imprenditoriale che hanno contraddistinto la storia dello stilista.
La mostra, che da programma doveva concludersi il 4 novembre 2024, è stata prorogata fino al 27 aprile 2025. La punta di diamante del Museo Ferragamo, però, è la sua sezione permanente, derivante proprio dalla prima mostra organizzata in onore di Salvatore Ferragamo nel 1985, da cui si è ricavato anche un prezioso Archivio.
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