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La rete di geoparchi mondiali UNESCO si espande con nuovi siti. Negli scorsi giorni l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura ha infatti nominato 12 nuovi geoparchi. Si tratta di luoghi che entrano a far parte della lista di aree naturali tutelate e riconosciute a livello globale. Cina, Francia, Grecia, Irlanda, Giappone, Malesia, Portogallo, Russia, Tunisia e Uruguay sono i Paesi in cui si trovano le nuove aree scelte dall'UNESCO. Ma scopriamo meglio quali sono e perché sono stati selezionati.

Inaugurato nel 2015, il programma dei Geoparchi Mondiali dell'UNESCO è un'iniziativa che riunisce aree naturali di particolare interesse geo-minerario con l'obiettivo di tutelarne la conservazione e promuoverne l'educazione e lo sviluppo sostenibile. Complessivamente sono ora ben 241 le aree naturali che ne fanno parte, distribuite in 51 Paesi, e occupano una superficie totale di oltre 882mila chilometri quadrati.
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Partiamo dall'Europa, che conta quattro nuovi geoparchi mondiali UNESCO. Fra questi c'è il francese Terres d’Hérault, geoparco che si trova nel sud della Francia. Situato lungo l'omonimo fiume nella regione dell'Occitania, è particolarmente interessante per i canyon e le formazioni geologiche.
Nisyros è invece la new entry della Grecia, geoparco dell'Egeo caratteristico per il vulcanismo attivo. Ci spostiamo invece in Portogallo per il geoparco dell'Algarve, un territorio che mostra le conseguenze degli tsunami, oltre alla miniera di sale di Loulé, l'area accessibile più profonda del Paese.
E infine l'Irlanda, con il Joyce Country e i laghi occidentali, geoparco famoso per il fiordo Killary Harbour, per le formazioni carsiche e per il forte legame con la lingua gaelica.
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Fra i nuovi nominati, spicca anche la Tunisia, che debutta nella rete con Dahar, il terzo del continente africano. È tuttavia l'Oriente a dominare la scena, con i due nuovi siti cinesi. Quello del Changshan (museo e laboratorio di studi geologici e paleontologici) e quello del Mt. Siguniang (caratteristico sia dal punto di vista geologico che per le comunità tibetane che ci vivono).
Più a est, in Giappone, c'è poi il geoparco Miné-Akiyoshidai, un altopiano carsico ricco di enormi grotte e praterie che racconta l'evoluzione degli ecosistemi marini. Da parte sua, la Malesia vanta sia Lenggong, geoparco contenente l'omonima valle già Patrimonio Mondiale per le numerose tracce preistoriche di attività umana, sia Sarawak Delta, zona particolarmente ricca di biodiversità nonché zona dello scontro di 200 milioni di anni fa fra due antiche masse continentali.
L'Uruguay entra invece nella rete UNESCO con il Manantiales Serranos, regione ricca di rocce metamorfiche e ignee. E infine la Russia, che con il geoparco Toratu, è una vetrina per osservare i resti di una antica barriera corallina risalente a 300 milioni di anni fa.
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