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La reazione di Maillard

Quella che chiamiamo "crosticina" è in realtà un complesso processo chimico
A cura di Fabio Giusti
Articolo pubblicato il:
24 Febbraio 2025

Una volta eravamo soliti chiamarla prosaicamente "crosticina". Parliamo di un tempo in cui ancora ci si approcciava a un barbecue senza per forza dover prendere prima una laurea in "chimica della carbonella". Oggi si chiama reazione di Maillard, da Louis Camille Maillard, un chimico francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo che l'ha scoperta. La sostanza, però, non cambia e si riferisce a quello che di fatto è il fenomeno chimico più importante tra i fornelli.

Quella particolare reazione che rende irresistibili molti dei nostri piatti preferiti, donando loro sapore, aroma e un bel colore dorato. È, per intenderci, il processo che fa dorare il pane nel forno, rende croccante la crosta della carne arrosto e conferisce al caffè il suo caratteristico profumo. La reazione di Maillard avviene quando gli zuccheri e le proteine negli alimenti si combinano sotto l'effetto del calore, trasformando il cibo in qualcosa di incredibilmente gustoso.

Come funziona?

La reazione di Maillard è, per certi versi, un processo simile alla caramellizzazione – che è la doratura degli zuccheri quando vengono riscaldati – ma, rispetto a questa, è più complessa e produce una gamma più ampia di sapori e aromi. Quando cuoci un alimento a una temperatura superiore ai 140°C, gli zuccheri e gli amminoacidi presenti iniziano a reagire tra loro. Questo porta alla formazione di nuove molecole che danno sapore e colore ai cibi. Alla fine del processo, si sviluppano delle sostanze chiamate melanoidine, responsabili della doratura e dell’aroma invitante di tanti piatti.

La reazione di Maillard
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A cosa serve la reazione di Maillard?

Il primo fattore di utilità della reazione di Maillard è quello del piacere, perché grazie a questo fenomeno chimico il nostro cibo avrà un sapore più intenso e caratteristico. Il secondo, guardando al mondo delle proteine animali, è la possibilità di sigillare il prodotto e trattenere all’interno tutti i succhi che sprigionano gusto e soprattutto danno piacevolezza alla masticazione e consistenza. Evitando la dispersione dei succhi eviteremo la fastidiosa secchezza della carne e avremo, al contrario, invece una texture perfetta.

Fattori che rendono il cibo più gustoso

Ci sono diversi aspetti che influenzano la reazione di Maillard e che possiamo sfruttare per ottenere il massimo dal cibo:

Temperatura alta: per una crosta perfetta, è importante raggiungere almeno i 140-160°C.

Ambiente secco: meno umidità significa una doratura migliore, quindi evita di cuocere la carne in un ambiente troppo umido.

Ingredienti giusti: alcuni zuccheri e proteine reagiscono meglio di altri. Per esempio, il miele o lo zucchero di canna possono esaltare la reazione.

Esempi di reazione di Maillard in cucina

La reazione di Maillard sulla tostatura del caffè
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Carne alla griglia: è grazie alla reazione di Maillard se una bistecca ben rosolata ha un sapore così ricco e intenso.

Pane e dolci da forno: la crosta dorata e croccante del pane è il risultato perfetto di questa reazione.

Caffè e cioccolato: la tostatura dei chicchi di caffè e delle fave di cacao sfrutta Maillard per ottenere sapori complessi e profondi.

Patate arrosto: quella crosticina irresistibile sulle patate nasce proprio grazie a questo fenomeno.

Attenzione alla salute

Anche se la reazione di Maillard regala sapore e consistenza ai cibi, in generale bisogna fare comunque sempre un po' di attenzione ad evitare di cuocere troppo i cibi. Il rischio dell'overcooking, infatti, è la produzione di acrilammide, una sostanza che potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Per godere al meglio di questa magia della cucina, è consigliabile preferire cotture equilibrate a temperature eccessive.

La reazione di Maillard è il segreto dietro molti piatti deliziosi. Conoscere questo processo ci aiuta a cucinare meglio, esaltando sapori e consistenze in modo naturale. Quindi, la prossima volta che prepari una bistecca o inforni il pane, ricorda che dietro quel colore dorato e quel gusto irresistibile c’è la piccola mafia di un chimico francese risalente ai primi del Novecento.

Fabio Giusti
Redattore

Nato a Napoli e adottato da Roma, passa la quasi totalità delle sue ore da sveglio a leggere libri, ascoltare musica e vedere molti (ma mai troppi) film. E, se consideriamo che ha 48 anni, sono davvero un sacco di ore. Nel tempo che resta scrive. Dei libri che legge, della musica che ascolta e dei molti (ma mai troppi) film che vede.

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