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Una volta eravamo soliti chiamarla prosaicamente "crosticina". Parliamo di un tempo in cui ancora ci si approcciava a un barbecue senza per forza dover prendere prima una laurea in "chimica della carbonella". Oggi si chiama reazione di Maillard, da Louis Camille Maillard, un chimico francese vissuto a cavallo tra il XIX e il XX secolo che l'ha scoperta. La sostanza, però, non cambia e si riferisce a quello che di fatto è il fenomeno chimico più importante tra i fornelli.
Quella particolare reazione che rende irresistibili molti dei nostri piatti preferiti, donando loro sapore, aroma e un bel colore dorato. È, per intenderci, il processo che fa dorare il pane nel forno, rende croccante la crosta della carne arrosto e conferisce al caffè il suo caratteristico profumo. La reazione di Maillard avviene quando gli zuccheri e le proteine negli alimenti si combinano sotto l'effetto del calore, trasformando il cibo in qualcosa di incredibilmente gustoso.
La reazione di Maillard è, per certi versi, un processo simile alla caramellizzazione – che è la doratura degli zuccheri quando vengono riscaldati – ma, rispetto a questa, è più complessa e produce una gamma più ampia di sapori e aromi. Quando cuoci un alimento a una temperatura superiore ai 140°C, gli zuccheri e gli amminoacidi presenti iniziano a reagire tra loro. Questo porta alla formazione di nuove molecole che danno sapore e colore ai cibi. Alla fine del processo, si sviluppano delle sostanze chiamate melanoidine, responsabili della doratura e dell’aroma invitante di tanti piatti.
Il primo fattore di utilità della reazione di Maillard è quello del piacere, perché grazie a questo fenomeno chimico il nostro cibo avrà un sapore più intenso e caratteristico. Il secondo, guardando al mondo delle proteine animali, è la possibilità di sigillare il prodotto e trattenere all’interno tutti i succhi che sprigionano gusto e soprattutto danno piacevolezza alla masticazione e consistenza. Evitando la dispersione dei succhi eviteremo la fastidiosa secchezza della carne e avremo, al contrario, invece una texture perfetta.
Ci sono diversi aspetti che influenzano la reazione di Maillard e che possiamo sfruttare per ottenere il massimo dal cibo:
Temperatura alta: per una crosta perfetta, è importante raggiungere almeno i 140-160°C.
Ambiente secco: meno umidità significa una doratura migliore, quindi evita di cuocere la carne in un ambiente troppo umido.
Ingredienti giusti: alcuni zuccheri e proteine reagiscono meglio di altri. Per esempio, il miele o lo zucchero di canna possono esaltare la reazione.
Carne alla griglia: è grazie alla reazione di Maillard se una bistecca ben rosolata ha un sapore così ricco e intenso.
Pane e dolci da forno: la crosta dorata e croccante del pane è il risultato perfetto di questa reazione.
Caffè e cioccolato: la tostatura dei chicchi di caffè e delle fave di cacao sfrutta Maillard per ottenere sapori complessi e profondi.
Patate arrosto: quella crosticina irresistibile sulle patate nasce proprio grazie a questo fenomeno.
Anche se la reazione di Maillard regala sapore e consistenza ai cibi, in generale bisogna fare comunque sempre un po' di attenzione ad evitare di cuocere troppo i cibi. Il rischio dell'overcooking, infatti, è la produzione di acrilammide, una sostanza che potrebbe avere effetti negativi sulla salute. Per godere al meglio di questa magia della cucina, è consigliabile preferire cotture equilibrate a temperature eccessive.
La reazione di Maillard è il segreto dietro molti piatti deliziosi. Conoscere questo processo ci aiuta a cucinare meglio, esaltando sapori e consistenze in modo naturale. Quindi, la prossima volta che prepari una bistecca o inforni il pane, ricorda che dietro quel colore dorato e quel gusto irresistibile c’è la piccola mafia di un chimico francese risalente ai primi del Novecento.