
Da attuale prima azionista di TIM, Poste Italiane vorrebbe diventare l'unica. Nelle scorse ore quest'ultima ha infatti annunciato di voler comprare l'azienda di telecomunicazioni italiana con l'obiettivo di rilanciarla e integrarla nelle proprie attività, che da alcuni anni a questa parte non riguardano più soltanto i servizi postali e le spedizioni. Se l'operazione dovesse andare a buon fine, potrebbe disegnare un nuovo assetto industriale per il Paese. Scopriamo meglio perché.

Per comprare TIM il Consiglio di Amministrazione di Poste Italiane ha fatto una "offerta pubblica di acquisto e scambio" (cosiddetta OPAS, in sigla). Si tratta di una delle tipologie di acquisto con cui comprare le società quotate in borsa: in questo caso Poste ha chiesto agli azionisti di TIM di comprare le loro azioni offrendo in cambio del denaro e delle sue azioni.
Ma diamo qualche numero. Nello specifico, ha offerto loro 0,167 euro per ogni azione di TIM sommate a 0,0218 azioni ordinarie di Poste. In pratica, gli azionisti di TIM guadagnerebbero il 9,01% in più in base ai valori di mercato attuali. Complessivamente, l'offerta ammonta a circa 10,8 miliardi di euro. Nel caso in cui l'offerta vada in porto, il nuovo gruppo combinato conterebbe oltre 150mila dipendenti e 27 miliardi di euro di ricavi.
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Poste Italiane è già il primo azionista di TIM, ma se dal 27% attuale arrivasse al 100% anche l'azienda di telecomunicazioni diventerebbe a maggioranza pubblica, considerando che il principale azionista di Poste è lo Stato italiano. Da una parte TIM potrebbe così godere di una maggiore flessibilità operativa, dall'altra Poste Italiane si trasformerebbe in una piattaforma più ampia e articolata, capace di offrire servizi postali, finanziari, forniture di gas ed elettricità, logistica e, anche dei servizi di telecomunicazioni di TIM.
Un'unione di questo tipo è la base di un progetto industriale che potrebbe integrare i servizi forniti dalle due aziende e creare "la più grande piattaforma di infrastruttura connessa del Paese, un vero motore di innovazione, un polo di sicurezza infrastrutturale e tecnologica, pilastro strategico dell'economia nazionale" ha affermato Poste.
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Difficile per ora ipotizzare cosa potrebbe cambiare per i clienti, ma nel caso in cui l'acquisizione vada in porto (ci si aspetta che l'operazione venga completata entro fine anno, salvo intoppi) ne sapremo di più prossimamente.
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