Un’ultima avventura: Stranger Things 5, il documentario dietro le quinte che i fan aspettavano
Dal set alle scelte creative: il nuovo progetto svela come è nata la quinta e ultima stagione della saga

L’universo di Stranger Things è pronto ad espandersi. Mentre la serie madre si è conclusa pochi giorni da, Netflix e i fratelli Duffer lavorano a due spin-off molto attesi, avvolti in parte dal mistero ma già ricchi di indizi. Tra conferme ufficiali, dichiarazioni degli autori e prime anticipazioni, ecco tutto quello che sappiamo sui nuovi capitoli ambientati (non proprio) a Hawkins.
Con la conclusione di Stranger Things, Netflix e i fratelli Duffer non chiudono le porte di Hawkins, ma le spalancano verso nuove direzioni. Il finale evento della quinta stagione ha segnato la fine di un’epoca, ma non dell’universo narrativo che ha accompagnato milioni di spettatori per quasi dieci anni. Gli spin-off di Stranger Things, infatti, sono già realtà.
Nel corso degli anni, Stranger Things si è trasformata in un vero e proprio franchise: libri, videogiochi, merchandising e persino uno spettacolo teatrale hanno ampliato la mitologia creata dai Duffer. Ora, però, l’espansione passa soprattutto dal piccolo schermo. Netflix ha confermato l’arrivo di almeno due spin-off, pensati per raccontare nuove storie senza proseguire direttamente quelle di Mike, Undici e compagni.
I creatori sono stati chiari: la storia dei protagonisti originali è conclusa. Il futuro di Stranger Things passerà da nuove ambientazioni, nuovi personaggi e, soprattutto, una mitologia rinnovata.
Il progetto più concreto è Stranger Things: Storie dal 1985, una serie animata attesa su Netflix nel 2026. Ambientata tra la seconda e la terza stagione della serie originale, riporterà lo spettatore a Hawkins durante l’inverno del 1985. Undici e gli altri torneranno protagonisti, anche se con nuovi doppiatori. La sinossi ufficiale parla di nuovi mostri e di un mistero paranormale che minaccia la città, mantenendo intatto lo spirito horror-avventuroso dello show. Nel cast vocale spicca Odessa A’zion, già nota al pubblico internazionale.
Questo spin-off animato rappresenta una sorta di ponte tra passato e futuro, pensato sia per i fan storici sia per un pubblico più giovane.

Molto più enigmatico è il secondo spin-off di Stranger Things, questa volta in live-action. I fratelli Duffer lavorano all’idea da anni, ma hanno mantenuto il massimo riserbo su trama e ambientazione. Una cosa è certa: non sarà ambientato negli anni ’80, non avrà personaggi già noti e racconterà una storia completamente diversa.
Secondo i creatori, lo show sarà “molto, molto diverso” da Stranger Things, pur restando collegato al suo universo. L’obiettivo è evitare una semplice replica e costruire una nuova mitologia, più ampia e meno vincolata agli elementi già conosciuti.
Il finale della serie originale potrebbe aver lasciato un indizio chiave. Una breve scena flashback, vede Henry da bambino trovare una sostanza rocciosa luminosa, ed è proprio questa ad aver attirato l’attenzione dei fan più attenti, alimentando teorie sul futuro del franchise.
I Duffer hanno confermato che quel dettaglio non è casuale: rappresenta l’unico vero punto interrogativo lasciato volutamente aperto. Non sarà il centro dello spin-off, ma farà parte di una risposta più ampia sulle origini di certi elementi dell’universo narrativo.
La fine di Stranger Things non segna dunque una chiusura, ma una trasformazione. I nuovi spin-off permetteranno di esplorare territori inesplorati, mantenendo però lo spirito che ha reso la serie un fenomeno globale. Hawkins resta nel cuore dei fan, ma il futuro guarda altrove — e il viaggio è appena cominciato.
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