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Il 2026 è l'anno del cicloturismo? È la domanda che si è posta la Federazione Ciclistica Europea (ECF), che negli scorsi giorni ha individuato e pubblicato in un report quelli che si aspetta siano i cinque trend del cicloturismo di quest'anno. Un'esperienza di viaggio e di scoperta che l'Europa intende sostenere e promuovere, per far conoscere a sempre più persone un tipo di turismo diverso, fuori dai luoghi più affollati e in luoghi da vivere in modo più autentico, tranquillo e rilassato.

Per quanto possa essere ancora oggi un rischio pianificare escursioni con ChatGPT, è indubbio che il digitale e i chatbot di intelligenza artificiale abbiano dato una spinta ulteriore a molti aspetti che riguardano l'organizzazione di viaggi, anche in sella alle bici.
È semplice trovare idee, informazioni, fugare dubbi e avere quantomeno una panoramica generale sui luoghi che si desidera visitare. Complici gli errori talvolta grossolani che, soprattutto i chatbot, tendono a fare, conquistare la fiducia di chi si avventura in bici non è facile, comprensibilmente. Ma con il passare del tempo e con l'affinamento dei vari strumenti digitali basati sull'AI, è una sfida che la ECF reputa vantaggiosa anche per il settore del cicloturismo.
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È un trend strettamente legato a quest'ultimo, quello di rendere sempre più personalizzate le esperienze di cicloturismo. Per via delle molte informazioni accessibili, e anche grazie alle e-bike che rendono più facile e adatto a un maggior numero di persone questo tipo di attività.
Da cicloturisti super allenati stracarichi di borse appese ai telai delle bici, si sta gradualmente passando a un tipo di cicloturismo che può essere anche meno impegnativo, adatto anche alle famiglie e fatto di escursioni in giornata. Da settore di nicchia, il cicloturismo sta diventando insomma più abbordabile ed equilibrato tra la componente dalla fatica e dalla sportività e l'aspetto culturale, turistico e di svago.
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Un altro aspetto analizzato dalla ECF riguarda il potenziale del cicloturismo, ancora oggi in parte inespresso. L'ultimo rapporto "Viaggiare con la bici 2025" di Isnart, Unioncamere e Legambiente che ne analizza l'impatto sul turismo italiano evidenzia come sia una tendenza rappresentativa del 10% dei turisti, di cui circa la metà tra i 30 e i 44 anni d'età, fra l'altro in crescita del 54% rispetto all'anno precedente.
Un settore che, sottolinea la ECF, contribuisce a una parte significativa dell'impatto economico e della creazione di posti di lavoro nel settore delle bici. Ma che, d'altra parte, sembra ancora oggi frammentato e di nicchia rispetto al ciclismo per così dire tradizionale. Il potenziale per un'ulteriore innovazione e maggior impatto sul turismo è tuttavia grande.
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Contributo fondamentale per il cicloturismo le reti di piste ciclabili. La ECF menziona EuroVelo, un gruppo di itinerari ciclistici che attraversano tutta l'Europa, percorsi multifunzionali perché oltre ai turisti, vengono usati da milioni di persone anche per il ciclismo e per gli spostamenti quotidiani.
Nel 2026 la Federazione prevede di discutere una proposta per una rete ciclabile internazionale per una convenzione UNECE (Commissione economica per l'Europa delle Nazioni Unite). Centrale, infatti, l'altro punto esaminato dalla ECF che riguarda le politiche e le strategie che possono attuare le istituzioni nazionali ed europee per promuovere il cicloturismo. Il Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 e la European Sustainable Tourism Strategy sono i due punti di partenza al riguardo, a cui si aggiungono le varie strategie nazionali per promuovere la mobilità ciclistica.
Un cicloturismo alimentato dall'innovazione digitale, dalla diffusione delle ebike, da reti ciclabili diffuse e ben collegate e da strategie adatte, dunque, aspetti che contribuiranno a rendere più popolare l'idea di viaggiare in bici quest'anno e, ce lo auguriamo, anche nei prossimi.
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