Ilia Malinin
Ilia Malinin nel 2022 - foto di Diego Barberi su Shutterstock

Chi è Ilia Malinin, la stella del pattinaggio di figura delle Olimpiadi

L'atleta dei quadrupli che sta conquistando i Giochi Olimpici nella propria disciplina
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
12 Febbraio 2026

Chi è Ilia Malinin, la stella del pattinaggio di figura delle Olimpiadi? È uno degli atleti più attesi e acclamati delle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026. È anche uno dei pochi ad avere già al collo una medaglia d'oro nell'edizione dei Giochi in corso e l'unico al mondo e nella storia a saper fare il salto quadruplo Axel.

È Ilia Malinin, un pattinatore artistico (disciplina oggi nota come "pattinaggio di figura") che, nonostante la giovane età, e nonostante sia alla sue prime Olimpiadi, è il più bravo di tutti nel suo sport, e con margine. Ma conosciamo meglio colui che si fa chiamare Quadgod, il "dio dei quadrupli".

I primi anni di Ilia Malinin

Ilia Malinin nel 2024
Ilia Malinin nel 2024 - foto di Diego Barbieri su Shutterstock

Nato il 2 dicembre 2004 a Fairfax, in Virginia (Stati Uniti), Ilia Malinin è figlio d'arte, di due genitori campioni di pattinaggio uzbeki. Sua madre è stata per 10 volte campionessa nazionale uzbeka, suo padre per 7 volte, fra gli altri titoli conquistati.

Ilia inizia a pattinare all'età di sei anni, esordendo nelle competizioni internazionali nella stagione 2019-2020 con un oro nella categoria junior. Nel 2022 arriva secondo ai campionati statunitensi senza però partecipare alle Olimpiadi invernali di Pechino. Nello stesso anno fa il suo primo quadruplo axel, un salto che comprende quattro rotazioni e mezzo in aria, una figura mai completata da nessun altro atleta in una competizione ufficiale.

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Ilia Malinin alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina

Il logo delle Olimpiadi innevato
Il logo delle Olimpiadi innevato - foto su Shutterstock by jamesteohart

Negli ultimi anni Ilia Malinin è migliorato ulteriormente, sia per quanto riguarda la tecnica che per la componente artistica. Alla sua prima esibizione di sabato 7 febbraio alle Olimpiadi Invernali di Milano Cortina 2026, è arrivato secondo dietro il giapponese Yuma Kagiyama, pur vincendo poi l'oro nella gara di pattinaggio di figura a squadre in cui l'Italia ha ottenuto il bronzo.

Ha poi confessato al Washington Post di aver pattinato al 50% delle sue possibilità e di aver sofferto la confusione dell'evento. Martedì si era infatti andato ad allenare a Bergamo per evitare il trambusto e trovare un contesto più tranquillo, allenamento dopo il quale ha conquistato il primo posto nel programma corto del singolo maschile con una prestazione superlativa.

108,16 punti, 5 in più di Kagiyama, l'atleta giapponese che lo aveva battuto tre giorni prima. Un punteggio elevatissimo fatto di un quad flip, un quad lutz e un triplo toelooop, fra gli altri elementi e salti eseguiti, tra cui anche un backflip, salto all'indietro (cosiddetto salto mortale) che fino a poco tempo fa era vietato.

Malinin non ha nemmeno eseguito il suo quadruplo axel, salto che gli avrebbe permesso di fare ancora più punti e che, molto probabilmente, ci farà vedere venerdì 13 febbraio in occasione del programma libero di pattinaggio di figura, che rispetto alle esibizioni passate, è più lunga e con maggiore libertà di esecuzione. Circola perfino la voce di un salto quintuplo, qualcosa che sfida le leggi della fisica. "Il quintuplo è piuttosto vicino, è in lavorazione", ha confermato Malinin alla scorsa finale del Grand Prix di pattinaggio. Non rimane che attendere e tenere gli occhi puntati su questo sorprendente atleta.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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