Meta AI su WhatsApp
Meta AI su WhatsApp - foto di Sugengsan su Shutterstock

No, WhatsApp non si è ancora liberata di ChatGPT in Italia

"Faremo ricorso", ha detto un portavoce di Meta in seguito alla decisione dell'Antitrust italiano. Vediamo che cosa è successo
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
20 Gennaio 2026

Perché WhatsApp non si è ancora liberata di ChatGPT in Italia? Secondo i piani, Meta avrebbe dovuto rimuovere da WhatsApp ChatGPT, Perplexity, Copilot e altri software di intelligenza artificiale già dallo scorso 15 gennaio. Eppure, a oggi, sono ancora disponibili.

L'azienda proprietaria di WhatsApp non li ha potuti rimuovere a causa della decisione dell'Antitrust italiano (AGCM), che le ha così impedito di rendere le funzioni AI dell'app esclusive del suo software proprietario Meta AI. Ma scopriamo meglio cos'è successo.

Perché ChatGPT e le altre AI restano su WhatsApp?

Logo app WhatsApp
Logo app WhatsApp. Shutterstock by BigTunaOnline

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), lo scorso dicembre, ha deciso di impedire a Meta di rimuovere da WhatsApp i servizi di intelligenza artificiali concorrenti di Meta AI. Significa che sarà ancora possibile interagire con i chatbot di terze parti come ChatGPT per chiedere informazioni, generare testi, modificare immagini o altro.

Una decisione appoggiata dal Codacons, che già lo scorso marzo criticava l'introduzione dell'assistente virtuale Meta AI all'interno di WhatsApp, ormai presenza fissa anche su Instagram e Facebook Messenger. Critiche alimentate anche dalla scelta dell'azienda di azzerare la concorrenza rimuovendo tutti gli altri servizi AI dall'app.

Una mossa che l'Autorità italiana ha sottolineato essere in contrasto con le leggi europee (in particolare l'articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea) disponendo quindi la sospensione immediata delle relative condizioni contrattuali.

Leggi anche: Ora c'è anche l'abbonamento economico: ChatGPT Go

Cosa succede ora

App WhatsApp su iPhone
App WhatsApp su iPhone - Shutterstock, foto di DenPhotos

"La decisione dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è infondata. L’emergere di chatbot di intelligenza artificiale sulle nostre Business API ha messo sotto pressione i nostri sistemi, che non erano stati progettati per supportare questo tipo di utilizzo. L’Autorità italiana parte dal presupposto che WhatsApp sia, in qualche modo, un app store di fatto. Faremo ricorso" dichiarava un portavoce di Meta a Wired lo scorso 24 dicembre a poche ore di distanza dalla pubblicazione della decisione dell'AGCM.

Leggi anche: Anche l'intelligenza artificiale ha sete d'acqua: ma quanta ne consuma davvero?

Il blocco imposto da Meta è quindi saltato e gli utenti italiani possono continuare a usare su WhatsApp provider terzi di intelligenza artificiale. Possono farlo anche gli utenti brasiliani, perché anche l'autorità nazionale per la concorrenza (CADE) del Brasile ha avviato un'indagine al riguardo. Parallelamente, lo ha fatto anche l'Unione Europea, indagine al termine della quale potrebbe seguire una sospensione più ampia dei nuovi limiti imposti da Meta.

Vuoi di più? Estendi il tuo mondo digitale con la nostra app – scaricala subito!

Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

OLTRE L'ESPERIENZA
Seguici sui nostri canali social
Contatti
+39 349 930 5336
KuriUland, prima di pubblicare foto e video, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne l’appartenenza o il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi.
Per segnalare alla redazione eventuali errori nell’uso del materiale, scriveteci a magazine@kuriu.it, provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi. KuriUland è una testata registrata al Tribunale di Roma con il n° 38 del 07 Marzo 2023.
OLTRE L'ESPERIENZA
Seguici sui nostri canali social 
cross