Logo Apple con app Gemini
Logo Apple con app Gemini – foto di Tada Images su Shutterstock

Il nuovo Siri “intelligente”, l’atteso passo di Apple verso l’AI

Da vecchio assistente virtuale a chatbot AI tuttofare integrato negli iPhone, iPad e Mac

A cura di Pietro Paolucci

Articolo pubblicato il:

Di un nuovo Siri se ne parla da mesi, da ancora prima della presentazione degli iPhone 17 e iPhone Air, assistente vocale di cui si attende un aggiornamento sostanziale da tempo ormai. Apple ultimamente ha aggiunto alcune funzionalità basate sull’intelligenza artificiale ma, rispetto a Gemini di Google e ai vari chatbot presenti sul mercato, è ancora molto indietro.

Il recente annuncio della collaborazione con Google per i modelli linguistici Gemini come base e alcune indiscrezioni emerse negli scorsi giorni fanno tuttavia ben sperare chi sta aspettando una versione di Siri più intelligente e capace da utilizzare sui propri iPhone, iPad e Mac. Intanto, ecco cosa sappiamo.

Apple e Google insieme per il nuovo Siri alimentato da Gemini

iPhone con iOS 26 - Liquid Glass
iPhone con iOS 26 – Liquid Glass – render di Apple

Risale allo scorso 12 gennaio la notizia dell’intesa tra Apple e Google che permetterà alla prima di integrare i modelli intelligenti della seconda negli Apple Foundation Models. In altre parole, significa che Apple può utilizzare Gemini come base per il nuovo Siri e per le varie funzioni di intelligenza artificiale che integrerà sui suoi dispositivi.

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Una collaborazione pluriennale che mette da parte la competizione diretta tra il produttore di iPhone e il produttore del sistema operativo più diffuso al mondo (Android). Apple e Google che già contano da anni altre collaborazioni miliardarie, come quella che permette a quest’ultima di lasciare Google come motore di ricerca predefinito di Safari, il browser di Apple.

Secondo quanto riporta il sito di tecnologia Bloomberg, Apple avrebbe testato sia i modelli di ChatGPT (OpenAI) che quelli di Claude (Anthropic) prima di scegliere Gemini come partner ideale, modello che pagherebbe a Google circa 1 miliardo di dollari all’anno.

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Siri diventerà un chatbot AI vero e proprio?

App Gemini di Google
App Gemini di Google – Shutterstock, foto di miss.cabul

Con l’aiuto dei modelli Gemini, Apple si appresta a fare il suo passo definitivo verso l’intelligenza artificiale. Un passo atteso da tempo, provato timidamente con qualche funzione uscita negli scorsi mesi, e che ora ci si aspetta rivoluzioni Siri.

Da assistente virtuale tradizionale, dovrebbe diventare un chatbot vero e proprio, ben integrato nel software e capace di svolgere attività di vario tipo: dalla ricerca sul web alla generazione di contenuti, passando per l’analisi di file e per altre funzioni più trasversali che dovrebbero estenderne notevolmente l’influenza su diversi aspetti dell’utilizzo dei dispositivi.

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Un “Ehi Siri” permetterebbe agli utenti di gestire richieste multiple, definirle meglio con precisazioni e contesto ulteriore, interagire con le varie app installate, ed eseguire altre attività, sempre rimanendo sui server di Private Cloude Compute di Apple, tenendo cioè separati i dati degli utenti dall’infrastruttura di Google su cui si baserebbero queste funzioni.

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iPhone, iPad e Mac, secondo quanto riporta Bloomberg, dovrebbero poterne usufruire a partire da iOS 27, iPadOS 27 e macOS 27, le future versioni dei sistemi operativi di Apple che l’azienda presenterà il prossimo giugno in occasione della conferenza annuale per sviluppatori (WWDC), per poi avviarne la distribuzione effettiva a settembre.

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Pietro Paolucci

Pietro Paolucci

Collaboratore

Nato a Roma, cresciuto in provincia, ha studiato Letteratura Musica Spettacolo e Filologia Moderna, lauree da cui s'indovinano alcuni suoi interessi. Gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e lo sport. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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