Quando arriva il picco del foliage: chi pubblica i dati e perché le previsioni sbagliano
Che cosa accende il colore e perché non esiste una data uguale per tutti i boschi

Come arrivare alla faggeta del Monte Cimino è una questione di nove chilometri di curve: tanti ne separano Soriano nel Cimino, in provincia di Viterbo, dal parcheggio in vetta che costeggia il bosco, e da Roma il viaggio è di circa un'ora di strada. In cima, a 1.053 metri, i faggi stanno per cambiare colore: il bosco si visita liberamente e senza biglietto, e l'ultimo tratto, quello dal paese alla vetta, non ha autobus.
Il Comune di Soriano nel Cimino, che gestisce il bosco, lo presenta sul suo portale turistico come una faggeta a meno di venti minuti da Viterbo. Dal 7 luglio 2017 è una delle componenti del sito UNESCO delle antiche faggete primordiali d'Europa, che conta 93 componenti in 18 Paesi: la scheda della rete europea le attribuisce 57,54 ettari tra 950 e 1.053 metri di quota, alberi tra i 150 e i 250 anni e fino a cinquanta metri di altezza, mentre il Comune parla più sinteticamente di cinquanta ettari. Il colore, però, ha i suoi tempi.

Da Roma la Pro Loco di Soriano indica l'autostrada del Sole fino all'uscita di Orte e poi la superstrada Orte-Viterbo fino allo svincolo per Soriano; chi preferisce una strada più panoramica può salire lungo la Cassia fino a Monterosi e proseguire sulla Cimina, costeggiando il lago di Vico. Da Viterbo si arriva in meno di venti minuti.
Per arrivare alla faggeta del Monte Cimino da Soriano bisogna seguire i cartelli per la Faggeta: sono circa nove chilometri di strada che sale tra castagneti e boschi, un quarto d'ora di guida. In cima c'è un ampio parcheggio che costeggia il bosco, intorno ai 970 metri, e da lì si entra a piedi. Nei fine settimana d'autunno è il punto che si riempie per primo, e conviene salire presto.
Senza macchina la gita si complica, ma non è impossibile. Soriano nel Cimino ha una stazione sulla ferrovia Roma–Civita Castellana–Viterbo, e Cotral dal 7 settembre 2026 ha riportato i treni sull'intera tratta fra Viterbo e Catalano, con servizio fino alle 22; fra Morlupo e Montebello, invece, i treni non circolano e il collegamento è affidato per tutta la giornata a bus sostitutivi, con un orario nei giorni feriali e uno più ridotto nei festivi. Da Roma a Soriano serve quindi un cambio treno-bus-treno. In alternativa si arriva a Viterbo e si prende un autobus Cotral per Soriano, una mezz'ora scarsa di viaggio.
Il problema è l'ultimo tratto. Dal paese alla vetta non ci sono autobus, e a piedi la salita supera i quattro chilometri con circa seicento metri di dislivello: una camminata da escursionisti, non una passeggiata. Chi arriva con i mezzi pubblici fa bene a mettere in conto un taxi dal paese o a scegliere uno dei percorsi segnati che partono da Soriano.

Prima ancora di entrare tra i faggi si incontra il Sasso Naticarello, la Rupe Tremante: un masso di trachite di quasi nove metri per sette, che secondo il portale del Comune pesa circa 250 tonnellate e può essere fatto oscillare con un semplice palo di legno usato come leva. Già Plinio il Vecchio lo citava tra le meraviglie della natura.
Il giro breve nel bosco, sul pianoro sommitale, si fa in circa un'ora, ma il fondo è fatto di radici, pietre e foglie, e dopo la pioggia diventa scivoloso: si consigliano anche per questo scarpe da trekking, ovviamente, e non da città. Chi vuole camminare di più ha l'anello che il CAI di Roma ha proposto partendo dal Parco del Grottone, in paese: una decina di chilometri e circa quattrocento metri di dislivello sui segnavia 103 e 123, cinque ore di cammino. Il 103 è anche il tracciato del Cammino della Tuscia, che da Soriano prosegue verso San Martino al Cimino.
Il bosco si visita liberamente, senza biglietto e senza prenotazione. In cima c'è un'area attrezzata per il picnic e c'è la Baita La Faggeta, che sul proprio sito indica il martedì come giorno di chiusura: un dettaglio da tenere presente per chi sale a metà settimana.
A inizio ottobre il bosco è ancora verde. Le guide escursionistiche collocano il momento migliore per il foliage tra la seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre, quando i faggi passano dal giallo al rame; nessuna fonte ufficiale fissa una data, perché dipende dalle temperature e dalle prime notti fredde in quota.
Chi sale nei weekend del 10-11 e del 17-18 ottobre 2026 può però unire la faggeta alla Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino, giunta alla cinquantanovesima edizione: il calendario dell'Ente Sagra delle Castagne la colloca dal 2 al 18 ottobre 2026 e fissa il corteo storico dei rioni domenica 11 ottobre 2026. Il paese, con il Castello Orsini e la fontana Papacqua, lo abbiamo raccontato in Soriano nel Cimino, una gemma nascosta, mentre il programma della festa dell'anno scorso è nella nostra pagina sulla Sagra delle Castagne di Soriano. Per altri boschi raggiungibili in giornata c'è la selezione dei boschi vicino a Roma. La scheda del Comune è sul portale turistico di Soriano, quella del sito seriale sulla pagina dell'UNESCO.

Da Roma si prende l'A1 fino all'uscita di Orte e la superstrada per Viterbo fino allo svincolo di Soriano nel Cimino, poi si seguono i cartelli per la Faggeta per circa nove chilometri. In alternativa si sale lungo la Cassia e la Cimina. Il viaggio dura circa un'ora, traffico permettendo.
Solo fino al paese. Per arrivare alla faggeta del Monte Cimino con i mezzi si raggiunge Soriano in treno sulla tratta fra Viterbo e Catalano, con bus sostitutivi fra Morlupo e Montebello per tutta la giornata, oppure con gli autobus Cotral da Viterbo; dal centro alla vetta non ci sono corse e restano un taxi o la salita a piedi.
Secondo le guide escursionistiche conviene arrivare alla faggeta del Monte Cimino tra la seconda metà di ottobre e i primi giorni di novembre, quando i faggi diventano gialli e color rame. Non esiste una data ufficiale: il cambio di colore dipende dalle temperature, quindi nei primi giorni di ottobre il bosco è ancora in prevalenza verde.
La visita è libera: per passeggiare nella faggeta non servono biglietto né prenotazione. In cima c'è un ampio parcheggio a ridosso del bosco e un'area attrezzata per il picnic; il portale del Comune non ne specifica le tariffe. Le spese sono quelle eventuali della Baita La Faggeta, il ristoro in vetta, chiuso il martedì.
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