Monte Bianco chiuso di notte: il calendario del traforo fino a dicembre 2026 e le strade per la Francia
Le chiusure settimana per settimana e gli itinerari alternativi

Una premessa, prima di cominciare. Scegliere i laghi svizzeri più belli da visitare è un esercizio che espone a obiezioni immediate, perché in un Paese dove l'acqua – ghiacciata, in caduta libera o perfettamente immobile – occupa una parte non trascurabile del paesaggio, ogni cantone ha il suo candidato e ogni valle il suo specchio d'acqua più bello di tutti. Perché la lista non diventasse un catalogo, abbiamo adottato un criterio forse arbitrario ma almeno dichiarato: cinque laghi diversi per altitudine e carattere, ciascuno con una storia da raccontare oltre al panorama. C'è il lago dei castelli e quello in cui, secondo la tradizione, è nata la Confederazione; il lago delle cascate, quello che si raggiunge in cabinovia e quello dei filosofi. Per tutto il resto basta guardare fuori dal finestrino.

Il più grande dei laghi svizzeri è anche il più mondano, e Montreux ne è la vetrina: il festival jazz che dal 1967 occupa ogni estate il lungolago, la statua in bronzo di Freddie Mercury – che qui si stabilì alla fine degli anni 80 e scrisse parte di Made in Heaven – e, a circa tre chilometri dal centro, il castello di Chillon, adagiato su un isolotto di roccia e oggi il più visitato della Svizzera.
Il 25 giugno 1816 lo visitò Lord Byron insieme a Percy Bysshe Shelley, e due giorni dopo, a Ouchy, il poeta aveva già scritto The Prisoner of Chillon, dedicato a François Bonivard, rinchiuso nei sotterranei dal duca di Savoia tra il 1530 e il 1536. Nei sotterranei si mostra ancora oggi la firma di Byron incisa su una colonna (la cui autenticità, va detto, è tutt'altro che certa). Chi preferisce il vino alla letteratura può risalire verso Losanna tra le terrazze del Lavaux, patrimonio UNESCO.

Lungo 38 chilometri e diviso in bracci che si incrociano, il lago di Lucerna è quello che gli svizzeri considerano, con qualche ragione, il lago di casa. Sulla sponda di Uri c'è il Rütli, il prato dove la tradizione colloca nell'agosto del 1291 il giuramento da cui sarebbe nata la Confederazione: ci si arriva solo a piedi o in battello, da Brunnen o da Treib. E il battello, qui, merita il viaggio quanto la meta. La compagnia di navigazione del lago conserva cinque piroscafi a ruote della Belle Époque, il più anziano dei quali, l'Uri, solca il lago dal 1901.
Il lago di Brienz, nell'Oberland bernese, ha un colore turchese che sembra ritoccato e invece non lo è. Basti pensare che il vero spettacolo, per molti, non è nemmeno il lago, ma le cascate di Giessbach, che scendono verso la riva con 14 salti e 500 metri di dislivello. Ai loro piedi si arriva in battello, con la compagnia BLS, e da lì si sale con una funicolare costruita nel 1879, una delle più antiche d'Europa, fino al Grandhotel Giessbach, aperto nel 1875 e ispirato, senza troppa modestia, al Louvre.
Dei cinque, è l'unico che richiede un minimo di salita. Da Kandersteg una cabinovia porta in quota e da lì, in una mezz'ora scarsa di cammino, si raggiunge il lago a 1.578 metri, dentro il patrimonio UNESCO Jungfrau-Aletsch. In estate si noleggiano barche a remi, e alla stazione a monte c'è una pista di slittino lunga 750 metri per chi vuole scendere più in fretta di come è salito.

L'ultimo lago della lista è il più silenzioso, ed è forse per questo che piacque tanto a Friedrich Nietzsche. Il filosofo scoprì l'Engadina nel 1879 e dal 1881 al 1888 passò le estati a Sils Maria, dove scrisse parte di Così parlò Zarathustra; la tradizione vuole che l'idea dell'eterno ritorno gli sia venuta seduto su una roccia in riva al vicino lago di Silvaplana. Eppure, per capire il posto, più della roccia vale una passeggiata sulla penisola di Chasté, che si allunga nel lago di Sils ed era la sua preferita. La casa in cui alloggiava è oggi la Nietzsche-Haus, con manoscritti, lettere e la maschera funeraria del filosofo. Di fronte, in uno chalet, trascorse due estati una giovane Anne Frank, ospite di una prozia.
I cinque laghi si raggiungono tutti con i mezzi pubblici – treno, battello, cabinovia o autopostale, a seconda dei casi. E la rete svizzera fa sì che la vera difficoltà sia scegliere, non arrivare. Conviene però controllare gli orari stagionali della navigazione, ridotti fuori dall'estate, e quelli della cabinovia di Kandersteg, che funziona tutto l'anno. A Sils Maria, poi, vale la regola opposta a quella di Montreux: meno si fa, più si vede.
Scritto da Anna Furlan
Cerchi altri eventi ed esperienze da vivere? Scarica l'app di KuriU e lasciati ispirare!