Il Ponte Della Maddalena
Il Ponte Della Maddalena in Toscana - Foto: Shutterstock/StevanZZ

Il Ponte del Diavolo in Toscana: storia, leggenda e come visitarlo

Fra le colline di Lucca sorge una delle strutture più stravaganti d'Italia, nata dalla visione di Matilde di Canossa e divenuta il simbolo della Valle del Serchio
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
16 Maggio 2026

La Toscana è una terra ricca di borghi medievali, colline da cartolina e meraviglie architettoniche che sembrano sfidare le leggi della fisica. Tra queste, una delle più affascinanti e misteriose si trova nella Valle del Serchio: il Ponte della Maddalena, universalmente conosciuto come il Ponte del Diavolo.

Questa imponente e stravagante struttura ad arco attira ogni anno migliaia di turisti, fotografi e amanti del mistero, curiosi di ammirare da vicino un’opera ingegneristica che nel Medioevo fu giudicata così ardita da poter essere stata realizzata solo con l'aiuto del maligno.

La storia fra Matilde di Canossa e Castruccio Castracani

Le notizie storiche documentate sulla nascita del ponte sono frammentarie, il che contribuisce ad alimentare il suo alone di mistero. La tradizione storica, documentata da Nicolao Tegrimi nella biografia del condottiero lucchese Castruccio Castracani, attribuisce la costruzione originaria alla potente contessa Matilde di Canossa tra l'XI e il XII secolo.

A cavallo tra il XIII e il XIV secolo, fu proprio Castruccio Castracani a ordinare un importante restauro della struttura. Secondo gli storici, in questa fase gli archi minori del ponte vennero ricostruiti in muratura, sostituendo delle precedenti passerelle in legno. Questo intervento spiega la singolare asimmetria della struttura. Con la marcata pendenza sul lato sinistro e la netta differenza visiva tra la maestosa arcata centrale e le tre più piccole.

Un tempo l'effetto visivo doveva essere ancora più spettacolare. Nel secondo dopoguerra, infatti, la costruzione di una diga idroelettrica a valle ha innalzato il livello del fiume Serchio, sommergendo parzialmente le basi dei pilastri che un tempo slanciavano il ponte verso l'alto in modo ancora più vertiginoso.

Ponte del Diavolo in Toscana
Il Ponte del Diavolo, in Toscana - Foto: Shutterstock/Robert Haasmann

Perché si chiama "Ponte del Diavolo"?

L’espressione "Ponte del Diavolo" non è un’esclusiva toscana: in tutta Europa esistono manufatti medievali che portano questo nome. Il motivo è legato all'architettura dell'epoca. Nel Medioevo, ponti ad arco in pietra così alti, sottili e apparentemente instabili erano considerati veri e propri miracoli ingegneristici.

Non riuscendo a spiegarsi come la pietra potesse reggere una simile campata senza crollare, la popolazione locale tendeva ad attribuire l'opera a un artificio del diavolo. O a un dono scaturito da un patto oscuro con Satana, l'unico ritenuto capace di realizzare strutture così strambe e stravaganti.

La leggenda del patto con Satana e l'inganno del cane

Come ogni Ponte del Diavolo che si rispetti, anche quello di Borgo a Mozzano è legato a una celebre leggenda popolare. Si narra che il capomastro incaricato della costruzione (identificato spesso in San Giuliano) fosse disperato perché non riusciva a completare la grande arcata centrale a causa delle continue piene del fiume e dell'eccessiva difficoltà tecnica.

Una sera, il Diavolo si presentò all'uomo proponendogli un patto: avrebbe terminato il ponte in una sola notte, ma in cambio avrebbe preteso l’anima del primo essere vivente che lo avesse attraversato. Il costruttore accettò ma, tormentato dal rimorso, decise di escogitare un piano per ingannarlo.

La mattina successiva, a ponte completato, l'uomo lanciò un pezzo di focaccia dall'altra parte della sponda, attirando così un cane (secondo altre versioni un maiale). L'animale fu il primo ad attraversare la struttura. Il Diavolo, accortosi della beffa e furioso per aver ottenuto l'anima di una bestia anziché quella di un uomo, si gettò nelle acque del fiume Serchio, lasciando però intatta la sua opera.

Toscana da vedere
Sul Ponte del Diavolo in Toscana - Foto: Shutterstock/unknown1861

Dove si trova il Ponte del Diavolo e come arrivare

Il ponte si trova a Borgo a Mozzano, un pittoresco comune in provincia di Lucca, lungo la strada statale del Brennero.

In auto: Da Lucca dista circa 20 chilometri. Basta seguire le indicazioni per la Garfagnana/Valle del Serchio imboccando la SS12. Nei pressi del ponte sono disponibili aree di sosta per i visitatori.

In treno: La stazione ferroviaria di Borgo a Mozzano si trova sulla linea Lucca-Aulla. Dal centro del paese, il ponte si raggiunge facilmente a piedi con una piacevole passeggiata.

Orari e costi: La visita è completamente gratuita e il ponte è accessibile a piedi in qualsiasi momento dell'anno.

Cosa vedere nei dintorni

Oltre a camminare sulla ripida schiena d'asino del ponte per scattare foto panoramiche mozzafiato, la zona offre diversi spunti di interesse:

  • Halloween Celebration: Borgo a Mozzano è famoso per ospitare una delle feste di Halloween più grandi d'Italia. Durante la notte del 31 ottobre, il ponte diventa lo scenario di una rievocazione della leggenda con spettacoli pirotecnici e figuranti.
  • Lucca Comics and Games: Potreste passarci prima o dopo il Lucca Comics and Games, l'evento che ogni anno richiama in zona tutti gli appassionati di fantasy, fumetti, cosplay e mondo nerd.
  • La Linea Gotica: Nei pressi del paese sono ancora perfettamente conservati i bunker e le fortificazioni della Linea Gotica, il sistema difensivo costruito dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
  • La Garfagnana: Il ponte rappresenta la porta d'ingresso ideale per esplorare la Garfagnana, una regione ricca di parchi naturali, grotte (come la Grotta del Vento) e castelli medievali.

Se state pianificando un viaggio in Toscana, una sosta a Borgo a Mozzano per attraversare il Ponte della Maddalena vi permetterà di toccare con mano un perfetto connubio tra genialità architettonica medievale e folklore popolare.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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