Cosa fare prima di un volo: tutti i passaggi, dal check-in al gate
Una guida semplice per affrontare al meglio i 90 minuti che separano l'arrivo in aeroporto dal momento del decollo

Le spiagge di Bodrum, dove sorgeva il Mausoleo di Alicarnasso, una delle sette meraviglie del mondo antico; il porto di Volos, da cui il mito vuole salpati Giasone e gli Argonauti; gli uliveti di Kalamata, che hanno dato il nome a una delle olive più celebri del Mediterraneo: per chi viaggia low cost, queste mete diventano da quest'inverno un po' più difficili da raggiungere. Con l'avvio dell'orario invernale, a fine ottobre, la compagnia irlandese ha infatti smesso di volare in una serie di scali in Turchia, Grecia e Serbia, che si aggiungono a quelli già abbandonati nei mesi scorsi tra Spagna, Francia e Portogallo. Il bilancio, contando anche Brema, che uscirà dalla rete nella primavera del 2027, sale a 13 aeroporti. Sono i voli cancellati da Ryanair in Europa di cui si parla in questi giorni. Vediamo quali scali sono coinvolti, perché e cosa cambia per i passeggeri.

L'uscita più recente riguarda cinque scali, chiusi con l'arrivo dell'orario invernale: Bodrum e Dalaman in Turchia, Kalamata e Volos in Grecia e Niš in Serbia. Nei mesi precedenti la compagnia aveva già lasciato Vigo (da gennaio 2026), le Asturie, Clermont-Ferrand, Amman in Giordania e i due aeroporti delle Azzorre, Ponta Delgada e Terceira (tutti da marzo), oltre a Rodez, in Francia, da agosto. Ultima della lista, Brema: le operazioni si chiuderanno tra marzo e aprile 2027, con lo stop a sei collegamenti, tra cui quello con Lamezia Terme. Nessuno dei 13 aeroporti è italiano. Lamezia perde solo una rotta, non lo scalo.
Più che le uscite dai piccoli aeroporti, a pesare sono le riduzioni nelle grandi basi. In Grecia Ryanair ha chiuso per l'inverno la base di Salonicco, con tre aerei ritirati, 12 rotte cancellate e circa 700mila posti in meno, un calo del 45% rispetto all'inverno precedente; ridotti anche i voli su Atene, mentre Chania ed Heraklion, a Creta, restano senza collegamenti fino alla primavera. In Belgio la compagnia toglie cinque aerei dalla base di Charleroi e circa 2 milioni di posti tra l'inverno 2026-27 e l'estate 2027. In Germania, infine, dal 24 ottobre 2026 è chiusa la base di Berlino, con sette aerei, e i voli invernali da e per la capitale tedesca si dimezzano. Numeri importanti. Il resto della rete, però, tiene.

La compagnia lo ripete da mesi: la colpa è delle tasse e delle tariffe aeroportuali. In Grecia contesta gli aumenti dei gestori – le tariffe di Fraport Greece sarebbero cresciute di oltre il 66% rispetto al periodo pre-pandemia – e il fatto che il taglio della tassa di sviluppo aeroportuale, scesa da 12 a 3 euro a passeggero, non sia stato trasferito sui biglietti. In Belgio pesa la tassa sui passeggeri, destinata a salire a 7 euro dal 2027; in Spagna il braccio di ferro con il gestore Aena ha già portato, la scorsa estate, a un taglio di 1,2 milioni di posti negli scali regionali. Poi c'è il carburante. A inizio settembre il cherosene viaggiava intorno ai 140 dollari al barile, e Ryanair ha coperto circa l'80% del fabbisogno per l'esercizio 2027 a un prezzo di circa 67 dollari: il resto è esposto al mercato. Da qui la scelta di ridurre i voli aggiuntivi nei mesi meno redditizi, tra novembre e marzo, e di abbassare l'obiettivo annuale da 216 a 214 milioni di passeggeri.
Se altrove si taglia, in Italia la compagnia rilancia. Per l'inverno 2026 Milano conta 125 rotte, dieci delle quali nuove, con un'offerta in crescita dell'11%, mentre a Roma la crescita è ferma. In Emilia-Romagna, dopo l'abolizione dell'addizionale municipale negli scali di Forlì, Parma e Rimini, Ryanair ha aumentato l'offerta del 50% e, dall'estate 2027, tornerà a Rimini con una base, due aerei e 17 collegamenti, cinque dei quali nuovi (Dublino, Memmingen, Stoccolma, Tirana e Varsavia). Cresce anche Trieste, che da fine ottobre ha un nuovo volo per Malaga. La logica è sempre la stessa: gli aerei vanno dove le tasse scendono.
Chi ha già acquistato un biglietto per una rotta soppressa non perde il denaro. Secondo le regole europee sui diritti dei passeggeri, in caso di cancellazione si può scegliere tra il rimborso del biglietto e un volo alternativo. Il risarcimento – 250, 400 o 600 euro a seconda della distanza – spetta invece solo se la compagnia avvisa meno di 14 giorni prima della partenza, e può essere ridotto o escluso se viene offerto un volo alternativo con orari simili. Nel caso dei tagli annunciati con mesi di anticipo, quindi, il diritto è soprattutto al rimborso. Conviene controllare le comunicazioni ricevute via email e, prima di prenotare l'inverno, verificare l'operativo dell'aeroporto di partenza sul sito della compagnia. A volte la soluzione è uno scalo vicino.

L'ultima notizia riguarda le tariffe. Il 23 settembre l'amministratore delegato Michael O'Leary ha escluso l'introduzione di un supplemento carburante, ma ha avvertito che, se il petrolio resterà caro, i biglietti potrebbero aumentare del 10-20% la prossima estate. Molto dipenderà anche da Boeing e dalla consegna dei primi 737 Max 10, attesi nella flotta all'inizio della primavera 2027. Per chi vuole organizzarsi per tempo, ecco qualche idea sugli aeroporti più economici per una vacanza low cost.
Meno rotte nei piccoli scali, più aerei dove le tasse scendono, biglietti forse più cari. L'inverno delle low cost, insomma, si gioca tutto sul conto delle tasse.
Scritto da Morgana Fois
Non limitarti alla lettura: trasforma l'ispirazione in azione! Scarica KuriU e inizia subito la tua avventura.