Un bambino che studia
Un bambino che studia - foto di guys_who_shoot su Shutterstock

Ancora oggi le edizioni digitali dei libri scolastici non le usa (quasi) nessuno

E i fattori che ostacolano l'utilizzo dei libri scolastici digitali sono diversi
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
15 Gennaio 2026

Da una recente indagine dell'AGCM (l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, anche nota come Antitrust) è emerso che i libri scolastici digitali vengono utilizzati pochissimo. Solo uno studente su sei ha attivato le relative licenze, percentuale ancora più bassa guardando ai dati di chi li ha effettivamente utilizzati. Questo, nonostante l'impulso dato dal Piano Nazionale Scuola Digitale avviato quasi quindici anni fa con la riforma del 2012.

I libri scolastici digitali sono un flop: i dati

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Pila di libri - foto di Jure Divich su Shutterstock

L'anno scolastico esaminato nell'indagine dell'AGCM è il 2023/2024, periodo in cui nelle scuole sono stati adottati nel 95% dei casi libri cartacei accompagnati da edizioni digitali attivabili tramite codici, licenze che, come anticipato, sono state attivate solo nel 16% dei casi.

Il dato ancora più eclatante è l'esiguo numero di accessi medi: appena 11 all'anno nelle scuole secondarie (medie e superiori) e di soli 4 all'anno nella primaria (elementari). Praticamente non sono mai stati usati in concreto, edizioni digitali che sarebbero pensate principalmente per l'utilizzo a casa da parte degli studenti, considerati i divieti e le scarse dotazioni tecnologiche presenti in classe.

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Motivazioni e prospettive future

Un eBook reader tra i libri cartacei
Un eBook reader tra i libri cartacei - foto di Davizro Photography su Shutterstock

"A quasi quindici anni dall’avvio della Riforma, prevalgono ancora le adozioni di libri e la preferenza per l’edizione cartacea" scrive l'AGCM nel testo dell'indagine in questione, in cui spiega anche alcune motivazioni dell'insuccesso delle edizioni digitali dei libri scolastici.

Fra queste, ci sono per esempio i limiti all'accessibilità e all'interoperabilità, ovvero il fatto che ogni editore ha una piattaforma propria che permette di accedere ai contenuti, cosa che limita la facilità d'uso e il passaggio da un'edizione all'altra di libri di editori diversi. Una barriera tecnologica a cui si sommano inoltre le limitazioni alla rivendita, considerato che le licenze scadono e/o sono di solito monouso, fattore che quindi ne riduce il valore sul mercato dell'usato.

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Le case editrici di settore, che hanno partecipato all'indagine dell'AGCM insieme al Ministero dell'istruzione e del Merito e all'Associazione Italiana Editori, hanno confermato la disponibilità a intervenire per risolvere alcune criticità relative alle licenze digitali dei libri scolastici come la possibilità di riattivare le licenze a prezzi calmierati, prolungarne la durata e offrire la possibilità di stampare parte delle edizioni digitali.

L'introduzione di codici QR nei libri per facilitare l'accesso ai contenuti digitali, magari trasferiti dall'edizione cartacea (ridotta e quindi alleggerita) a quella digitale, ne migliorerebbe ulteriormente l'usabilità riducendo inoltre il peso degli zaini.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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