Sicurezza in montagna con la neve: cos'è l'ARTVA
Il dispositivo che salva vite in caso di valanghe. Vediamo di che cosa si tratta

Con l'approvazione della legge di bilancio 2026 è stato approvato anche il nuovo regolamento riguardo ai soccorsi in montagna. Come da previsioni, è possibile che alcune operazioni di soccorso diventino a pagamento: in caso di dolo, di richiesta ingiustificata o di colpa grave. La situazione è tuttavia ancora poco chiara e, nella maggior parte dei casi, non ci saranno cambiamenti, almeno per il momento. Ma proviamo a fare chiarezza e vedere quando il soccorso in montagna si paga e quando no.

In caso di richiesta di intervento immotivata o ingiustificata, dolo o colpa grave la normativa specifica che Guardia di Finanza, Polizia e Carabinieri possono richiedere un corrispettivo per la compartecipazione alle spese. Sono pertanto esclusi gli interventi del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico e i Vigili del Fuoco, i quali non potranno richiedere alcun compenso per il loro intervento.
Restano da chiarire gli importi, che ci si aspetta vengano precisati con successivi decreti attuativi. Non è quindi al momento possibile capire quanto dovranno pagare le persone che richiedono interventi immotivati o ingiustificati. E anche la stessa questione relativa alla valutazione se un intervento sia doloso o meno resta di difficile interpretazione.
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Intanto, con la Delibera di Giunta Regionale n. 13 del 19 gennaio 2026, la Regione Abruzzo ha deciso quanto deve pagare chi si fa soccorrere in montagna. Le tariffe non possono superare il 50% del costo effettivo del servizio (massimo 1500 euro per l'elisoccorso), percentuale ridotta al 20% (massimo 1200 euro) per i residenti in Abruzzo. I costi possono cambiare in caso di imprudenze, per esempio legate all'equipaggiamento o alle condizioni meteorologiche: possono arrivare rispettivamente a 1560 euro e a 1950 euro. Gli interventi a terra possono costare fino a 800 euro per i residenti in Abruzzo, 1000 per tutti gli altri, in entrambi i casi con un aggravio del 30% per imprudenza.
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Tali tariffe riguardano solo i soccorsi in cui non è stato necessario il ricovero in ospedale della persona soccorsa, soccorsi che in questo caso rimangono gratuiti anche in caso di imprudenza. Discorso che vale anche nelle altre regioni dell'arco alpino che già prevedono da anni il pagamento delle richieste di intervento inappropriate e immotivate. Per esempio, l'elisoccorso in Valle d'Aosta e in Piemonte costa 120 euro al minuto, 150 euro in Lombardia, a cui vanno aggiunti talvolta i costi di chiamata.
"Si tratta di una prassi ormai consolidata a livello nazionale che contribuisce a tutelare una risorsa fondamentale come la montagna, da vivere con rispetto e responsabilità" hanno commentato i consiglieri regionali Vincenzo D'Incecco e Carla Mannetti.
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