Trofeo del Giro d'Italia
Trofeo del Giro d'Italia - foto di Bob Cullinan su Shutterstock

Le curiosità sul Giro d'Italia da sapere per conoscere meglio la Corsa Rosa

Perché la maglia rosa? Qual è stata l'edizione più dura? Chi ne ha vinti di più? E altre domande curiose sulla gara
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
11 Maggio 2026

Perché il 109esimo Giro d'Italia è partito dalla Bulgaria? Qual è stata l'edizione più difficile? Perché quella maglia rosa? Chi ne ha vinte di più? Quante calorie bruciano i ciclisti durante una tappa e durante la corsa intera? Sono solo alcune delle domande ricorrenti fra appassionati e non solo a cui rispondiamo con una serie di aneddoti e curiosità sul Giro d'Italia con cui conoscerlo meglio.

Perché il Giro d'Italia 2026 è partito dalla Bulgaria?

Percorso del Giro d'Italia 2026
Percorso del Giro d'Italia 2026 - immagine del Giro d'Italia

Anche l'edizione dello scorso anno del Giro d'Italia non è partita dall'Italia, ma dall'Albania; tre anni prima dall'Ungheria, nel 2018 da Israele, nel 2016 dai Paesi Bassi, nel 2014 dal Regno Unito. Potremmo andare avanti per molto, perché già negli anni Venti ci furono partenze estere, dalla Svizzera, precedute e seguite da vari sconfinamenti, diventati via via più frequenti a partire dagli anni Cinquanta.

Ma qual è il senso di avere tappe intere all'estero in una corsa che si chiama Giro d'Italia? Sono molti i motivi che spingono l'organizzazione a farlo, sia legati alla politica che per questioni di visibilità e di promozione del territorio, del ciclismo e della corsa stessa, che ne guadagna in visibilità anche in Paesi in cui la bicicletta non è certo un'istituzione, come appunto la Bulgaria, sede delle prime tre tappe del Giro 2026.

Perché la maglia rosa, chi ne ha vinte di più e altre statistiche

Elia Viviani con Chris Froome al Giro d'Italia 2018
Elia Viviani con Chris Froome al Giro d'Italia 2018 - foto di Nicola Devecchi su Shutterstock

Il rosa della maglia rosa, simbolo del Giro d'Italia e maglia indossata dal leader della classifica generale, è legato al rosa della Gazzetta dello Sport, giornale artefice della corsa stessa. Nonostante nacque nel 1909, per la prima maglia rosa bisogna aspettare il 1931, grazie a un'idea di Armando Cougnet, giornalista e primo organizzatore del Giro, il quale introducendo la maglia rosa volle rendere più riconoscibile il leader della corsa.

Gli italiani Alfredo Binda e Fausto Coppi e il belga Eddy Merckx sono i corridori che ne hanno vinte di più, conquistando cinque Giri d'Italia. Coppi è stato colui che l'ha vinto da più giovane, all'età di 20 anni e 268 giorni. Mentre Fiorenzo Magni il più anziano, a 34 anni e 180 giorni. Merckx è stato, invece, colui che l'ha indossata più volte, (ben 79). Il ciclista belga che è stato anche uno dei quattro, insieme a Binda, a indossarla dall'inizio alla fine di un'edizione.

Da sapere inoltre che quest'ultimo, nell'edizione del 1930 del Giro d'Italia, venne pagato per non partecipare. Per evitare cioè che la corsa diventasse troppo prevedibile e noiosa, considerando il dominio assoluto di Binda in quegli anni.

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Curiosità storica: il Giro d'Italia più difficile

Questa è un'altra delle curiosità sul Giro d'Italia da sapere per conoscerne meglio la storia. L'edizione del 1914 viene generalmente ricordata come la più difficile. Perché cinque tappe su otto superavano i 400 chilometri. Perché è stata l'edizione della tappa più lunga mai corsa al Giro (la Lucca-Roma di 430 chilometri). E anche per la lunghezza media più alta di sempre (395,25 chilometri), per la velocità media più bassa (23,374 km/h), per il distacco massimo tra primo e secondo classificato (un'ora, 55 minuti e 26 secondi). Ma anche per il maggior tempo di percorrenza di tappa (19 ore, 20 minuti e 47 secondi nella Bari-L'Aquila) e per il fatto che al traguardo finale, su 81 ciclisti partiti, ne arrivarono 8.

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Quante calorie bruciano i ciclisti al Giro

Tappa 14 del Giro d'Italia 2025
Tappa 14 del Giro d'Italia 2025 - foto di Kolibri Plus su Shutterstock

Dipende dalle caratteristiche del ciclista, dalla tappa e dal ritmo con cui la si percorre. Generalmente, il consumo calorico può variare tra le 4.500 e le 8.000 kcal, quasi il triplo di un uomo adulto in media. In linea di massima un ciclista leggero che percorre una tappa pianeggiante ne brucia circa 5.000, mentre un velocista o un passista pesante, può arrivare all'altra estremità durante le tappe di montagna più intense.

Considerando che il Giro dura tre settimane, moltiplicando quei numeri per 21 tappe, si superano le 100mila kcal bruciate. Praticamente quanto brucia un uomo adulto in un mese e mezzo.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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