Il Ponte del Diavolo in Toscana: storia, leggenda e come visitarlo
Fra le colline di Lucca sorge una delle strutture più stravaganti d'Italia, nata dalla visione di Matilde di Canossa e divenuta il simbolo della Valle del Serchio

Nascosta nel cuore della Murgia pugliese, si cela una delle mete più affascinanti e ricche di storia di tutto il Mezzogiorno d’Italia, Gravina di Puglia. Definita come la controparte meno nota ma altrettanto spettacolare della vicina Matera, questa località offre un viaggio nel tempo senza eguali, dove la pietra racconta millenni di civiltà.
Caratterizzata da un imponente canyon naturale che ne segna la fisionomia, la cittadina si rivela un labirinto di bellezze sospese tra il cielo e le profondità della terra.
Dal punto di vista geografico, la cittadina sorge nella parte occidentale della città metropolitana di Bari. Proprio a ridosso del confine che separa la Puglia dalla Basilicata. Il territorio comunale si estende all'interno del Parco Nazionale dell'Alta Murgia, un'area protetta caratterizzata da paesaggi brulli, rocce calcaree e una biodiversità unica.
La particolarità geomorfologica più rilevante è senza dubbio la presenza della profonda spaccatura carsica, la gravina appunto. Sulle cui sponde l'abitato si è sviluppato verticalmente nel corso dei secoli, regalando scorci panoramici di straordinaria bellezza.

Il legame tra l'uomo e questo territorio affonda le proprie radici nella notte dei tempi, precisamente nel Paleolitico, epoca a cui risalgono i primi ritrovamenti di manufatti in pietra nelle grotte della zona. Il primo vero nucleo organizzato si sviluppò tuttavia sulla collina di Botromagno, un pianoro strategico situato proprio di fronte all'attuale centro storico.
In questo luogo, a partire dall'Età del ferro, fiorì un importante insediamento peuceta che in seguito subì una profonda influenza greca,. Divenne così una vera e propria città fortificata in grado di battere moneta propria, nota con il nome di Sidion.
Con l'espansione della Repubblica di Roma nel sud della penisola, la città mutò il suo nome in Silvium e assunse un ruolo commerciale di primissimo piano grazie al passaggio della Via Appia. Il declino dell'Impero aprì una lunga stagione di invasioni e distruzioni da parte dei Vandali e dei Saraceni. Questo costrinse la popolazione ad abbandonare la collina per rifugiarsi nelle grotte scavate lungo le pareti del canyon.
La rinascita del centro urbano avvenne sotto il dominio dei Normanni e degli Svevi In questo periodo l'imperatore Federico II scelse la zona come sua dimora di caccia, definendola una terra ricca di grano e di vino. Il capitolo storico più longevo fu però firmato dalla potente famiglia nobiliare degli Orsini, che governò il feudo per secoli dando i natali anche a Papa Benedetto XIII e plasmando l'architettura barocca che ancora oggi adorna i vicoli del borgo.

Pianificare un itinerario in questa località significa essere pronti a esplorare due mondi paralleli, uno alla luce del sole e uno nascosto nel sottosuolo. Il punto di partenza ideale per la visita è il monumentale Ponte Viadotto dell'Acquedotto, una struttura settecentesca sospesa nel vuoto che unisce le due sponde del canyon e regala una vista mozzafiato sull'intera vallata circostante.
Attraversando il ponte si accede al rione Fondovico, cuore antico della città, dove si incontra la Cattedrale di Santa Maria Assunta. L'esperienza non può dirsi completa senza aver esplorato il patrimonio rupestre, rappresentato dalla suggestiva Chiesa di San Michele delle grotte, interamente scavata nella roccia tufacea.
Infine, l'associazione locale della città sotterranea organizza percorsi guidati in un reticolo di cunicoli, cantine e antiche chiese sotto il piano stradale. Una prospettiva totalmente inedita e indimenticabile su questa straordinaria perla pugliese.
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