Erasmus tra i borghi: così i giovani europei aiutano a salvare le aree rurali
Un nuovo modello di mobilità studentesca, lontano dalle metropoli e dalla movida

Oltre al mare, ai laghi e alla montagna, il turismo nei borghi sta diventando un'opzione sempre più comune fra i viaggiatori, italiani e non. Lo conferma una recente indagine di Ruralis, secondo cui sono aumentate (di molto) sia la spesa che la permanenza dei viaggiatori nei borghi italiani. Complici, fra le altre cose, la ricerca di ritmi più distesi e di tranquillità, da un lato, e il maggior numero di iniziative volte alla valorizzazione dei piccoli comuni e aree interne, dall'altro, territori che si propongono come valide alternative alle grandi città e alle destinazioni afflitte dall'overtourism.

Ruralis è la start-up del settore immobiliare e turistico che, in collaborazione con il Centro di Ricerca Divulgativo della Rome Business School, ha realizzato un'analisi condotta su un campione di oltre 7.300 prenotazioni. E dai dati raccolti sono emersi dati incoraggianti per quanto riguarda il turismo nei borghi.
In particolare, si evince che la permanenza media nei piccoli borghi italiani è cresciuta del 46% rispetto agli anni precedenti. Si è passati, infatti, da una media di 2,35 giorni a prenotazione a 3,44 giorni. Di conseguenza, è aumentata anche la spesa media, salita a 469 euro, da 269, per prenotazione, incremento che si traduce in maggiori consumi presso attività commerciali, ristoranti, strutture ricettive e culturali, a tutto vantaggio dell'economia locale.
Si tratta di un fenomeno corroborato in parte anche dai problemi legati all'instabilità geopolitica, ai rincari dei biglietti aerei e alla tendenza a organizzare viaggi più e meno lontani pochi giorni prima di partire. Una spinta alla prossimità che si riflette anche in una progressiva redistribuzione dei flussi turistici dalle grandi città alle destinazioni meno gettonate, complici anche i disagi e le problematiche legate all'overtourism.
Leggi anche: Comuni e borghi virtuosi premiati con le Spighe Verdi 2026

Le regioni protagoniste di questa progressiva crescita del turismo nei borghi sono soprattutto quelle del Sud Italia, fra cui Sicilia, Basilicata e Molise, il primo per crescita dell'occupazione nelle strutture dei piccoli centri). Crescono per occupazione e prenotazioni anche i piccoli centri di Abruzzo ed Emilia-Romagna.
Leggi anche: Parchi del vento 2026: tra energia pulita e turismo lento
Emblematici a tal proposito i dati sul tasso di occupazione per il mese di agosto a Scalea, comune marittimo in provincia di Cosenza. Ad agosto il tasso di occupazione ha raggiunto il 32% rispetto al 28% della stagione precedente, con anche un mese di luglio che ha registrato un significativo aumento del 22%.
Non limitarti alla lettura: trasforma l'ispirazione in azione! Scarica KuriU e inizia subito la tua avventura.