mostra William Turner Como
Joseph Mallord William Turner - Tivoli, dal Monte Catillo; © Tate

William Turner a Como nel 2026: la grande mostra in collaborazione con la Tate di Londra

Il maestro del Romanticismo inglese protagonista del percorso diffuso tra Palazzo del Broletto e la Pinacoteca civica
A cura di Letizia Rogolino
Articolo pubblicato il:
23 Maggio 2026

William Turner a Como. Dal 29 maggio al 27 settembre 2026, la città lombarda si trasforma nella capitale internazionale dell'arte ospitando un appuntamento culturale di eccezionale rilievo. Il progetto espositivo ruota attorno alla figura di Joseph Mallord William Turner, l’esponente di maggior spicco del Romanticismo inglese e maestro nella resa pittorica della luce e dell'atmosfera.

La rassegna, intitolata Turner: l’incanto del lago di Como e del paesaggio italiano, nasce da un'inedita e prestigiosa collaborazione istituzionale tra il Comune di Como e la Tate di Londra, la principale realtà britannica dedicata all’arte, dalla quale provengono tutte le straordinarie opere in esibizione.

L'evento si sviluppa attraverso un percorso diffuso che unisce due dei luoghi simbolo del patrimonio storico comasco: il Palazzo del Broletto e la Pinacoteca Civica. Curata da Elizabeth Brooke, la mostra si avvale del fondamentale supporto della Camera di Commercio Como-Lecco, dello sponsor Villa Erba e del partner tecnico ASF.

Questo progetto documenta l’importanza del viaggio nella definizione della cifra espressiva di Turner. E si concentra in modo specifico su come il contesto lariano abbia influenzato lo sviluppo del suo genio creativo durante i suoi soggiorni in Italia.

Lago di Como
Joseph Mallord William Turner - Lago di Como da Menaggio, guardando verso Bellagio; © Tate

 

Gli acquerelli al Palazzo del Broletto e il fascino del paesaggio lariano

Il percorso espositivo si apre idealmente nelle suggestive sale del Palazzo del Broletto, l'antica sede medievale del governo cittadino. Qui i visitatori possono ammirare una preziosa serie di sette acquerelli che hanno come soggetto esclusivo Como e il suo territorio circostante.

William Turner rimase fortemente affascinato dalla morfologia del paesaggio lariano, un ambiente ricco di contrasti drammatici, pareti montuose a strapiombo, ampie superfici d’acqua e repentine variazioni atmosferiche. Questi elementi offrirono al pittore inglese l'opportunità perfetta per esplorare i riflessi e la luce come veri e propri soggetti pittorici autonomi.

I preziosi lavori su carta esposti al Broletto offrono una dettagliata panoramica sull’evoluzione stilistica dell’artista. Si spazia dagli schizzi giovanili realizzati nell’area di Como durante il suo primo viaggio in Italia nel 1819, caratterizzati da una forte attenzione alla struttura topografica della costa, fino alle piccole e delicate composizioni realizzate nel 1830 per l’edizione illustrata del celebre poema Italy di Samuel Rogers.

Il percorso si completa con gli straordinari studi cromatici eseguiti durante i successivi soggiorni del 1842 e 1843, fasi in cui la natura e l'architettura tendono ormai a dissolversi completamente dentro l'atmosfera luminosa.

William Turner a Como: una mostra immersiva

Ad arricchire l'esperienza dei visitatori all'interno della mostra interviene la tecnologia multimediale. Nello spazio espositivo viene infatti proiettato il film immersivo MW Turner On the Wing, prodotto da Tate Digital con il supporto di Tate International Partnership.

La pellicola ripercorre l'intera esistenza e la carriera dell'artista britannico attraverso il filtro della sua grandissima passione per l'esplorazione geografica. Attraverso interviste a storici, curatori e scrittori, il documentario conduce lo spettatore nei luoghi che hanno ispirato i capolavori di Turner. In una ipotetica danza di ispirazione tra le montagne del Galles, le vette delle Alpi svizzere, le campagne italiane e le coste inglesi di Margate.

Questa iniziativa rappresenta il culmine di un radicale processo di rinnovamento per l'intero sistema museale della città, come sottolineato dal sindaco Alessandro Rapinese. L'amministrazione comunale ha intrapreso un percorso di rilancio strutturale volto a superare la frammentazione del passato e a connettere i luoghi della cultura cittadina, come il Tempio Voltiano e la Pinacoteca, con una rete di relazioni internazionali d'eccellenza.

La collaborazione con la Tate si inserisce proprio in questo solco virtuoso che vede Como dialogare stabilmente con istituzioni del calibro degli Uffizi e dell'Art Institute of Chicago.

Il ramo d'oro Turner
Joseph Mallord William Turner - Il ramo d'oro -  © Tate

I dipinti di William Turner a Como in Pinacoteca Civica e il dialogo con l'Ottocento comasco

La seconda tappa della rassegna si sviluppa all'interno della Pinacoteca Civica, che per l'occasione ospita una selezione mirata di quattro monumentali dipinti a olio. Queste opere esemplificano il costante dialogo di Turner con i temi mitologici e la progressiva trasformazione del paesaggio italiano in una visione poetica e simbolica.

Il percorso della Pinacoteca evidenzia la tendenza della maturità dell'artista verso l'astrazione, dove la luce diventa un elemento insieme strutturale e metafisico. L’iniziativa è inoltre accompagnata da un ricco catalogo bilingue, in italiano e inglese, edito da Moebius e impreziosito dai saggi critici di Pietro Berra, Federico Crimi, Elizabeth Brooke e Andrew Loukes.

Sempre in Pinacoteca, lo spazio espositivo denominato Campo Quadro offre un affascinante approfondimento storico locale. Una selezione di mappe, stampe e dipinti dell’Ottocento appartenenti alle collezioni dei Musei Civici permette al pubblico di immergersi nella Como che Turner visitò.

Tra i documenti più curiosi spicca una Pianta guida della Città e Borghi risalente al 1871, nella quale viene citato l'albergo Volta, precedentemente noto come albergo Dell’Angelo. Fu proprio dalle finestre di questa struttura che Turner alloggiò e dipinse l'attuale piazza Cavour, che all'epoca ospitava ancora il vecchio porto cittadino.

Como tramonto Turner

L'arte contemporanea britannica si svela a San Pietro in Atrio

La monumentale sinergia culturale tra il Comune di Como e la Tate di Londra non si limita alle celebrazioni del Romanticismo. Bensì si si estende fino ai linguaggi della modernità. Nello spazio di San Pietro in Atrio, sempre dal 29 maggio al 27 settembre 2026, prende vita una seconda esposizione intitolata Jim Lambie e David Batchelor. Feeling Colour. Opere contemporanee dalla collezione della Tate.

Curata anch'essa da Elizabeth Brooke, questa mostra parallela esplora le valenze spaziali, percettive e culturali del colore nell’arte contemporanea attraverso il lavoro di due figure di primaria importanza nel panorama creativo britannico.

L'artista Jim Lambie porta a Como la celebre opera site-specific Zobop, un progetto iniziato nel 1999 e tuttora in corso, basato sull'applicazione manuale di nastri vinilici colorati che seguono il perimetro della stanza fino a riempirne lo spazio con un ritmo ipnotico.

Accanto a questa installazione dialoga l'opera di David Batchelor dal titolo I Love King’s Cross and King’s Cross Loves Me, 8. Si tratta di una scultura appartenente alla serie delle Monochromobiles. Batchelor utilizza materiali industriali di scarto e di recupero urbano, per trasformare le strutture funzionali della metropoli in audaci composizioni di colore. Con questo doppio appuntamento, Como si conferma un crocevia internazionale fondamentale per la ricerca artistica contemporanea e la valorizzazione del territorio.

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Letizia Rogolino
Redattrice

Giornalista e copywriter, appassionata di cinema, serie TV e viaggi. Cinefila incallita e anima vagabonda, amo perdermi tra i road movie, il mare e le atmosfere degli anni '80. I dolci sono il mio comfort food, guidare mi rilassa, correre all’aria aperta mi rigenera. E quando posso, suono il banjo. Racconto storie, luoghi ed emozioni con la stessa curiosità con cui esploro il mondo.

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