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La Capitale si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti culturali più attesi della stagione espositiva. Dal 29 maggio al 4 ottobre 2026, il Museo dell’Ara Pacis ospita una straordinaria mostra retrospettiva dedicata a Robert Mapplethorpe, uno dei maestri indiscussi della fotografia del Novecento. L'evento, curato da Denis Curti, rappresenta il culmine di un importante progetto espositivo ideato da Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York.
Un viaggio visivo che ha attraversato l'Italia articolandosi in tre capitoli, Venezia, Milano e infine Roma, dedicati rispettivamente alle forme del classico, del desiderio e della bellezza.

Robert Mapplethorpe. Le forme della bellezza, ospitata nello spazio espositivo dell'Ara Pacis, si concentra specificamente sull'indagine della bellezza, un elemento che rappresenta il pilastro più profondo della poetica del fotografo statunitense. Definito spesso come un genio ribelle, Mapplethorpe è stato prima di tutto un artista colto e un profondo conoscitore della storia dell'arte.
La sua ricerca formale non si è limitata allo studio accademico, ma ha assimilato e reinterpretato i principi di armonia, simmetria e proporzione geometrica tipici della scultura classica, traducendoli in una sintesi di assoluta eleganza. Il percorso espositivo crea un dialogo visivo diretto e suggestivo tra i corpi umani e i capolavori del passato.
Le immagini di modelli maschili e femminili, nella loro vibrante e fugace sensualità, vengono accostate a riproduzioni di sculture antiche eterne e perfette. Attraverso lo studio millimetrico delle pose, delle luci e delle angolature, Mapplethorpe celebra l'equilibrio delle forme raggiungendo una perfezione plastica che sfida lo scorrere del tempo.
In questo modo, l'esposizione evidenzia la costante tensione dell'artista verso un'idea di bellezza assoluta. E destruttura l'immagine stereotipata che riduce la sua complessa produzione a una fotografia puramente provocatoria.

L'allestimento romano vanta un corpus di oltre 200 fotografie, offrendo una panoramica completa che spazia dagli esordi fino alla piena maturità artistica. Con diverse opere presentate in Italia per la prima volta. I visitatori potranno ammirare i suoi primissimi collage cartacei e i celebri nudi che glorificano l'anatomia umana. Così come gli iconici ritratti dedicati alle sue muse storiche, tra cui spiccano la culturista Lisa Lyon e la celebre cantante Patti Smith.
Accanto a loro trova spazio una straordinaria galleria di volti che hanno segnato la scena culturale, artistica e dello spettacolo tra gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Oltre alle famosissime nature morte incentrate sulle forme sinuose dei fiori. Di particolare intensità emotiva e concettuale sono gli autoritratti, opere in cui il fotografo agisce contemporaneamente come autore e come soggetto della scena.
Attraverso pose meticolosamente studiate e l'uso di simboli volutamente provocatori, Mapplethorpe indaga i confini labili tra la propria identità intima e la costruzione dell'immagine pubblica. Il vero elemento di novità di questa retrospettiva è però rappresentato da una sezione completamente inedita. Quella dedicata alle immagini che l'artista ha scattato in Italia, offrendo uno sguardo unico e intimo sul suo legame con i paesaggi e le atmosfere del nostro Paese.
La retrospettiva rimarrà aperta al pubblico tutti i giorni della settimana, osservando un orario continuato dalle ore 9.30 alle ore 19.30. Gli organizzatori ricordano che l'ultimo ingresso consentito è fissato rigorosamente un'ora prima della chiusura della struttura.
Tutte le tariffe aggiornate e le diverse riduzioni disponibili possono essere verificate direttamente sulla pagina ufficiale del museo. Poiché la programmazione potrebbe subire variazioni o aperture straordinarie, si raccomanda di consultare sempre la sezione avvisi del sito prima di recarsi sul posto.
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