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Il Museo Casa Rusca di Locarno si prepara ad accogliere uno degli appuntamenti artistici più stimolanti della stagione espositiva svizzera. Dal 6 agosto 2026 al 10 gennaio 2027, la celebre sede museale ticinese ospiterà la grande mostra collettiva intitolata L’occhio dinamico. Traiettorie della percezione, curata dal noto storico dell'arte Marco Franciolli.
L'esposizione si propone di guidare i visitatori in un viaggio immersivo attraverso le trasformazioni dello sguardo e le dinamiche della percezione visiva. Ripercorrendo le tappe fondamentali dell'arte del XX e XXI secolo. Attraverso una selezione di sessanta opere storiche e contemporanee, la mostra esplora l'intimo legame tra l'atto del vedere, l'illusione ottica e la costruzione concettuale dell'immagine.
L’apertura della mostra è stata programmata in perfetta concomitanza con l’inaugurazione del Locarno Film Festival, il principale evento cinematografico della Svizzera e di rilievo internazionale. Questa sincronia sottolinea e rafforza il profondo dialogo culturale tra le arti visive plastiche e la settima arte.
La convergenza tra le due manifestazioni trova espressione anche all'interno del catalogo ufficiale della mostra, edito da Edizioni Casagrande insieme al Museo Casa Rusca, che raccoglie autorevoli saggi critici tra cui un contributo speciale di Giona A. Nazzaro, Direttore Artistico del Locarno Film Festival, dedicato alle reciproche influenze tra fenomeni percettivi e linguaggio filmico.
A coronare questa sinergia, mercoledì 5 agosto alle ore 15.30 presso il Palexpo (FEVI), verrà proiettato il capolavoro del cinema muto The General (1926) di Buster Keaton e Clyde Bruckman, sonorizzato dal vivo dall'Orchestra della Svizzera italiana su partitura composta da Philippe Béran.

Alla base del progetto espositivo, la consapevolezza che la visione non costituisce mai un atto neutro o passivo, bensì un processo complesso fatto di interpretazioni e scelte. Le opere selezionate da Marco Franciolli rifiutano la contemplazione statica e stimolano lo spettatore a muoversi nello spazio. Sollecitando il dubbio e mettendo in discussione la veridicità di ciò che l'occhio recepisce.
L'opera d'arte viene così ripensata come un vero e proprio dispositivo critico e dinamico, capace di analizzare e smontare i meccanismi con cui la realtà viene percepita, costruita e infine rappresentata.
Il percorso della mostra si sviluppa lungo sei sezioni tematiche strutturate per guidare il pubblico in un'esplorazione progressiva della visione. Dalle sperimentazioni dell'arte cinetica e programmata alle illusioni ottiche, il percorso analizza le immagini ambigue e i paradossi visivi per dimostrare come lo sguardo non sia mai trasparente o immediato.
Ampio spazio è dedicato alle installazioni ambientali che trasformano lo spazio espositivo in un'esperienza corporea e fisica. Per poi approfondire la natura relativa della fotografia e l'antica tecnica delle anamorfosi, dove la comprensione dell'opera richiede il movimento nel tempo dell'osservatore. La mostra si chiude con una riflessione sul ruolo degli algoritmi e delle tecnologie digitali. Dispositivi che oggi filtrano, ordinano e condizionano la percezione contemporanea attraverso logiche parametriche e predittive.

Il progetto scientifico della mostra vanta la presenza di prestigiosi esponenti dell'arte moderna e contemporanea svizzera e internazionale. Il pubblico potrà ammirare i capolavori di maestri della Kinetic Art e dell'Optical Art. Quali Victor Vasarely, Alberto Biasi, Gianni Colombo, Dadamaino e Grazia Varisco, affiancati dal genio meccanico di Jean Tinguely, dall'estro di Markus Raetz e dalle ricerche spaziali di Felice Varini.
Completano l'eccezionale corpus di opere le creazioni di Johann Heinrich Glaser, Franco Grignani, Florence Henri, Barbara Probst, Gysin & Vanetti, Luciano Rigolini e Bernard Voïta. Offrendo uno spaccato completo sulle molteplici traiettorie della percezione visiva.
A completamento dell'evento espositivo, il museo ha promosso una ricca rete di collaborazioni con le principali istituzioni culturali del territorio. Tra queste il CISA, il Museo d’arte di Mendrisio, l’ATTE Sezione Locarnese, il DFA/ASP della SUPSI, il Palacinema e la Biblioteca cantonale di Locarno, per offrire visite guidate, laboratori didattici e conferenze di approfondimento.
La curatela è affidata a Marco Franciolli, figura di primo piano del panorama museale svizzero, già direttore del Museo Cantonale d’Arte, del Museo d’Arte di Lugano e primo direttore del MASI. L'iniziativa gode del sostegno del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport della Repubblica e Cantone Ticino (Fondo Swisslos), della Ernst Göhner Stiftung e della Fondazione cultura nel Locarnese.
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