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Il Palazzo di Cnosso non è solo il sito archeologico più famoso di Creta, ma rappresenta il luogo in cui è nata la prima grande civiltà d'Europa. Quella minoica. Questo straordinario complesso monumentale, situato a pochi chilometri dal capoluogo Iraklion, è una tappa imprescindibile per chiunque visiti l'isola.
Camminare tra le sue rovine e i suoi celebri colonnati rossi significa fare un viaggio a ritroso nel tempo, immergendosi in un'epoca sospesa tra la precisione della storia e il fascino immortale del mito.
Il sito archeologico sorge sulle pendici della bassa collina di Kefala, in un punto strategico in cui il fiume Kairatos incontra il piccolo torrente Vlychia. Ci troviamo nella regione di Iraklio, a soli cinque chilometri di distanza dal centro del capoluogo dell'isola di Creta. Proprio questa vicinanza alla città principale rende il palazzo estremamente accessibile da qualsiasi località cretese, sia per chi sceglie di muoversi in autonomia sia per chi preferisce i trasporti pubblici.
Se non avete intenzione di noleggiare una macchina durante il vostro soggiorno, potete affidarvi alla fitta rete di autobus locali che collegano regolarmente Iraklio al sito archeologico. Oppure optare per un comodo servizio di taxi. Per i turisti che alloggiano in altre zone dell'isola, come Chania, Rethymno o la regione di Lasithi, la soluzione più pratica è quella di prenotare un tour giornaliero. Organizzati tramite le principali piattaforme di prenotazione turistica, questi tour includono sia il viaggio in autobus, sia la guida autorizzata sul posto.

Per comprendere l'aspetto attuale del Palazzo di Cnosso è necessario partire dal 1878, anno in cui l'archeologo e commerciante locale Minos Kalokairinos avviò i primi scavi nell'area. Le ricerche vennero però bruscamente interrotte poiché i terreni appartenevano allora ai turchi. La vera svolta avvenne solo nel 1900, quando l'archeologo britannico Arthur Evans acquistò l'intera area e diede inizio agli scavi che avrebbero cambiato la storia dell'archeologia.
Evans non si limitò a portare alla luce i reperti, ma decise di ricostruire ampie porzioni del palazzo. Questo per restituire ai visitatori la tridimensionalità e la grandezza originale del sito. Per farlo utilizzò materiali moderni, tra cui il cemento armato, una scelta metodologica che ha sollevato forti polemiche nel corso degli anni.
Molti studiosi accusarono infatti Evans di aver esagerato con le integrazioni, rendendo il sito parzialmente finto. Nonostante le controversie, l'intuizione di Evans ha permesso al mondo intero di comprendere la complessità di una struttura che raggiunse il suo massimo splendore intorno al 2000 a.C., prima di essere devastata nel 1700 a.C. da un cataclisma, probabilmente legato alla colossale eruzione vulcanica dell'isola di Thera, l'odierna Santorini.
Il fascino indiscusso di Cnosso è strettamente legato ai miti della Grecia classica che da sempre popolano queste rovine, sebbene non esistano prove archeologiche dirette che colleghino i racconti al palazzo reale. La leggenda più celebre narra che il re Minosse avesse fatto costruire un intricato labirinto sotterraneo dall'architetto Dedalo per imprigionarvi il Minotauro. Una temibile creatura metà uomo e metà toro, alimentata con il sacrificio periodico di giovani ateniesi.
Proprio a questa prigionia si collegano altre due storie immortali. La prima è la tragica fuga di Dedalo e di suo figlio Icaro che, volando via dal labirinto grazie ad ali di piume e cera create dall'inventore, trovò la morte precipitando in mare a causa del calore del sole.
La seconda riguarda Arianna, figlia di Minosse, che per amore del principe ateniese Teseo gli consegnò il celebre filo magico per permettergli di orientarsi nel labirinto. Così da poter sconfiggere il Minotauro e ritrovare la via d'uscita. Una storia di coraggio che si concluse, tuttavia, con l'abbandono di Arianna sulle coste dell'isola di Naxos, prima del suo incontro con il dio Dioniso.

Durante l'esplorazione del sito archeologico si attraversa una vera e propria cittadella monumentale che offre uno spaccato incredibile sulla vita quotidiana e cerimoniale dei minoici. Il cuore del complesso è rappresentato dalla Grande Sala Centrale. Una vasta area aperta che un tempo ospitava le principali funzioni amministrative e religiose della corte, arricchita da colonne rastremate e affreschi vivaci che testimoniano la profonda influenza dei commerci con l'antico Egitto.
Proseguendo lungo il percorso si incontrano gli Appartamenti Reali. Un labirinto di corridoi e stanze private che mostrano il livello di lusso e raffinatezza tecnologica raggiunto dalla civiltà. Erano dotati persino di primitivi sistemi di canalizzazione delle acque. Non meno importanti sono l'antico Teatro del palazzo, utilizzato per assemblee e spettacoli pubblici, e gli immensi Magazzini composti da lunghi corridoi. Qui venivano conservate le giare di terracotta destinate all'olio, al grano e alle merci preziose che facevano di Cnosso il centro economico dell'Egeo.
Per vivere al meglio l'esperienza vi consigliamo di acquistare il biglietto cumulativo dal costo di venti euro. Usufruibile nell'arco di tre giorni, include sia l'accesso al sito archeologico di Cnosso sia l'ingresso al Museo Archeologico di Iraklion. Visitare il museo prima del sito stesso è fondamentale per contestualizzare la storia della civiltà minoica. E anche per osservare da vicino i preziosi reperti originali, come gli affreschi e le statuette sottratte all'usura del tempo.
In estate le temperature a Creta possono diventare estremamente severe. Al punto che talvolta le autorità dispongono la chiusura dei siti archeologici nelle ore centrali della giornata. Per questa ragione, se viaggiate nei mesi più caldi è caldamente raccomandato pianificare la visita la mattina prestissimo, subito dopo l'apertura dei cancelli.
Se invece optate per un viaggio fuori stagione, magari abbinando la visita a un weekend lungo alla scoperta della millenaria cultura vitivinicola della regione di Iraklio, potrete godervi le rovine in totale tranquillità e con un clima decisamente più mite.
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