Al Musée d'Orsay di Parigi, la mostra sul cambiamento climatico "100 œuvres qui racontent le climat"
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Al Musée d'Orsay "100 œuvres qui racontent le climat"

Parigi racconta il clima attraverso i capolavori dell'arte
A cura di Silvia Bartolomei
Articolo pubblicato il:
30 Marzo 2025

È iniziata l'11 marzo e rimarrà aperta fino al 15 luglio 2025 al Musée d'Orsay di Parigi, una mostra di grande rilevanza non solo culturale, ma anche scientifica, che pone l'accento sul cambiamento climatico: 100 œuvres qui racontent le climat. Attraverso un percorso espositivo vario e molto ben allestito, la mostra esplora in un modo del tutto inedito come il clima ha influenzato le opere d'arte dal XIX secolo a oggi e come vi sia stato rappresentato.

La mostra comprende un centinaio di capolavori, tra dipinti, sculture e fotografie, che raccontano la storia del clima e delle sue trasformazioni lungo un percorso che si sviluppa in sezioni tematiche, affrontando il tema da diverse prospettive: dalla rappresentazione del paesaggio e dei fenomeni meteorologici alle riflessioni artistiche sulle conseguenze dell'industrializzazione e del riscaldamento globale.

Il Musée d'Orsay, noto per la sua collezione di arte impressionista e post-impressionista, dimostra così il suo impegno nel correlare il passato con le urgenze del presente, offrendo al pubblico una prospettiva artistica sul cambiamento climatico che sta segnando il nostro tempo.

Con questo evento, l’arte diventa un mezzo potente per sensibilizzare il pubblico e stimolare una presa di coscienza, dimostrando che la rappresentazione del clima non è solo un tema del passato, ma una questione centrale per il futuro.

Il cambiamento climatico in mostra a Parigi: da Turner a Monet

Monet in mostra a Parigi per sensibilizzare sul cambiamento climatico
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Tra le opere esposte figurano dipinti di artisti del calibro di Claude Monet, con le sue celebri serie sulla luce e sulle condizioni atmosferiche mutevoli, e di Joseph William Turner, pittore romantico noto per i suoi dipinti di tempeste e altri scorci di natura indomabile. Ma non solo. Accanto ai maestri dell’Ottocento, infatti, la mostra include opere di artisti contemporanei che offrono una lettura critica dell'impatto umano sull'ambiente.

La mostra 100 œuvres qui racontent le climat si inserisce perfettamente nel dibattito globale sulla crisi climatica, proponendo un punto di vista originale e coinvolgente. Oltre all’esposizione principale, nello storico museo parigino, l’iniziativa si estende in tutta la Francia. 49 opere sono state prestate a 31 istituzioni situate in 12 regioni del Paese. Una diffusione che consente un dialogo culturale e scientifico più ampio, coinvolgendo musei, centri d’arte e università in dibattiti, visite guidate e laboratori didattici.

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L'impatto dell'uomo sul pianeta

Da courbet a Monet
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La mostra 100 œuvres qui racontent le climat si inserisce perfettamente nel dibattito globale sulla crisi climatica, affrontando anche il tema dell’impatto dell’uomo sul pianeta. Le seul oiseau qui vole au-dessus des nuages di André Devambez è un’opera che celebra l’aviazione, ma che oggi assume un significato più complesso: il progresso tecnologico che ha consentito di dominare il cielo è anche responsabile dell’aumento delle emissioni di CO₂.

Un altro esempio è Moisson di Charles-François Daubigny, un dipinto che ritrae il raccolto nei campi. Se un tempo queste immagini erano una celebrazione del legame tra l’uomo e la terra, oggi possono essere lette come un monito sulla trasformazione dell’agricoltura e sulle sue implicazioni ecologiche.

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La location della mostra: il Musée d'Orsay

Il Musée d'Orsay
Foto Shutterstock Radoslaw Maciejewski

Situato nel cuore di Parigi, lungo la Senna, il Musée d'Orsay è uno dei poli espositivi più celebri al mondo, per la sua straordinaria collezione di opere impressioniste e post-impressioniste. Ospitato in un'ex stazione ferroviaria, la Gare d'Orsay, è un capolavoro architettonico in stile della Belle Époque, inaugurato nel 1900 in occasione dell'Esposizione Universale di Parigi. Progettata dall'architetto Victor Laloux, la stazione rappresentava un'eccellenza dell'ingegneria dell'epoca, con una facciata imponente e un'innovativa struttura in ferro e vetro. Tuttavia, con l'avvento dei treni elettrici e l'inadeguatezza della stazione per i convogli più lunghi, la Gare d'Orsay venne progressivamente dismessa e, negli anni '70, si avviò il dibattito sul suo destino.

Nel 1977 il governo francese decise di trasformarla in un museo dedicato all'arte compresa tra la seconda metà dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, colmando il vuoto tra il Louvre e il Centre Pompidou. Dopo un importante restauro, il Musée d'Orsay venne inaugurato nel 1986 e ancora oggi possiamo apprezzarne il fascino senza tempo.

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Silvia Bartolomei
Redattrice

Nata a Roma, si è laureata in Turismo presso l’università La Sapienza per poi approfondire le proprie conoscenze attraverso un master in Digital
Marketing. Presenta una doppia identità: nel fine settimana è una travel addicted sempre con lo zaino in spalla mentre durante la settimana si trasforma in redattrice. Ama cucinare e cimentarsi sempre in nuove ricette. Si occupa di redigere contenuti nelle categorie Outdoor, Travel e Food&Drink. Il suo
motto? una vita in movimento.

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