WWF Italia e VOIhotels: insieme per un turismo che tutela la natura
Una collaborazione che nasce per la tutela della natura

Avete mai sentito parlare del forest bathing? È una pratica che consiste nell'immergersi completamente nella natura per ritrovare il benessere psicofisico. Nata in Giappone, dove i ritmi frenetici della vita urbana hanno reso il contatto con la natura un vero e proprio toccasana, questa tendenza sta conquistando sempre più persone in tutto il mondo, Italia compresa.
Shinrin-Yoku, questo il termine originale giapponese, indica letteralmente un "bagno nella foresta". Non è solo una passeggiata, ma un'esperienza sensoriale completa: respirare l'aria pulita, ascoltare il canto degli uccelli, toccare la rugosità della corteccia di un albero... ogni senso è coinvolto in questa riconnessione ancestrale con la natura. Anche un piccolo bosco vicino casa può offrire i benefici di questa pratica. L'importante è prendersi del tempo per sé, staccare la spina e lasciarsi avvolgere dalla tranquillità della natura.

Le radici della "terapia forestale" affondano nell’antichità. Già Plinio il Vecchio osservava come “l’odore della foresta dove si raccoglie pece e resina [quindi le conifere] sia estremamente salutare per i tisi e per coloro che, dopo una lunga malattia, faticano a riprendersi”. Nel Medioevo, le proprietà dei terpenoidi presenti nell’atmosfera delle foreste, in particolare nelle conifere sotto forma di oleoresine, venivano sfruttate per trattare diverse patologie grazie ai loro effetti analgesici, sedativi, broncodilatatori, antinfiammatori, antibiotici e rilassanti. Queste sostanze, metaboliti secondari delle piante, rappresentavano non solo una difesa naturale contro gli erbivori, ma anche un primo approccio alla cura dell’uomo tramite il contatto diretto con l’ambiente forestale.
Dal XIX secolo in poi, la pratica si è evoluta e diffusa a livello globale. In Finlandia, l’Associazione Forestale Finlandese e il Centro di Terapia Forestale organizzano attività dedicate al benessere e al recupero psicofisico dei visitatori. In Giappone, il concetto di shinrin-yoku è stato ufficializzato negli anni ’80 da Tomohide Akiyama per incoraggiare la riconnessione con la natura e promuovere la protezione delle foreste, grazie agli effetti benefici dei fitoncidi e degli oli essenziali emessi dagli alberi. Anche in Corea del Sud e negli Stati Uniti la terapia forestale si è diffusa: dal 2009 sono stati istituiti boschi terapeutici in Corea, mentre negli Stati Uniti guide certificate conducono sessioni di forest bathing in luoghi come la foresta pluviale di El Yunque a Porto Rico, permettendo ai partecipanti di sperimentare direttamente gli effetti rigeneranti dell’immersione nella natura.
Lo shinrin-yoku, o bagno nella foresta, non è solo un modo per riconnettersi con la natura, ma una pratica supportata da evidenze scientifiche che ne confermano i benefici sulla salute.
Trascorrere tempo in ambienti boschivi riduce lo stress e i livelli di cortisolo, migliora l’umore grazie alla produzione di endorfine, abbassa la pressione arteriosa e rafforza il sistema immunitario attraverso l’inalazione di fitoncidi. Inoltre, stimola le capacità cognitive, contrasta l’infiammazione e aumenta i livelli di energia e vitalità, offrendo un approccio naturale e misurabile al benessere psicofisico.
Ma questo tipo di terapia non fa bene soltanto agli adulti: la pratica del forest bathing nei bambini favorisce infatti lo sviluppo cognitivo, emotivo e fisico attraverso l’immersione consapevole negli ambienti naturali. Diversi studi evidenziano come il contatto con la natura migliori l’attenzione, la memoria, la capacità di concentrazione e la regolazione delle emozioni, riducendo contemporaneamente i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.
Inoltre, come spiega National Geographic, a differenza della meditazione tradizionale, questa pratica incoraggia i bambini a muoversi e interagire con l’ambiente, migliorando la consapevolezza corporea, la capacità di auto-regolazione e le relazioni sociali. Inoltre, trascorrere tempo in spazi verdi favorisce la creatività, la fiducia in sé stessi, la riduzione dell’ansia da schermo e lo sviluppo di un legame positivo con la natura, incentivando la sua tutela futura.

Le Oasi del Respiro WWF sono un progetto nato dall’incontro tra Golia e WWF Italia per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile su questa pratica e sulla conservazione dei luoghi in cui poter liberarsi dallo stress. L'iniziativa vede il coinvolgimento di Amef, l'Associazione Italiana Medicina Forestale, che ha formato operatori specializzati e creato percorsi specifici per permettere ai visitatori di vivere esperienze rigenerative in aree naturali protette. In queste oasi i partecipanti vengono invitati a connettersi con l'ambiente circostante attraverso i cinque sensi.
Dal 2023 ad oggi si contano 6 Oasi del Respiro del WWF in Italia: Cratere degli Astroni (NA), Gole del Sagittario (AQ), Ghirardi (PR), Riserva Bosco di Vanzago (MI), Oasi di Macchiagrande (RM) e Riserva naturale statale Le Cesine (LE).
La pratica è semplice e alla portata di tutti: basta trovare un luogo tranquillo immerso nella natura, preferibilmente un bosco, e dedicare del tempo a camminare lentamente, respirando profondamente e osservando tutto ciò che ci circonda. Normalmente, un’esperienza di Forest Bathing ha una durata di circa 4 ore, durante le quali attraverso i sensi (in particolare vista, udito e tatto) si cerca di entrare in contatto con la natura stabilendo un profondo legame. Sono sufficienti semplici esercizi, come camminare a piedi scalzi su un manto di foglie: gli alberi rilasciano terpeni che penetrano nel sistema nervoso, attivando processi benefici per il sistema immunitario.