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Era uno dei più attesi della Strade Bianche 2026, aspettative che il diciannovenne francese Paul Seixas ha confermato appieno, o meglio, ha superato, considerando il termine di paragone: la prestazione eccezionale del campione del mondo Tadej Pogačar. Da mesi si dice che Seixas sia l'erede di quest'ultimo, il più quotato fra le nuove leve, il primo che viene in mente per le sfide ciclistiche di un domani che, ora, non sembra affatto lontano.

Nato il 24 settembre 2006 a Lione, Paul Seixas è un ciclista su strada che corre per il team Decathlon CMA CGM. Nonostante la sua giovane età, è fra i professionisti già dal 2025, dopo aver saltato i passaggi fra l'attività giovanile e quella professionistica.
Merito di prestazioni notevoli che già nel 2023 cominciavano a essere evidenti. In particolare, ricordiamo i mondiali di Zurigo 2024 dove vinse l'oro nella cronometro individuale Junior. L'anno seguente conquistò la classifica generale della prestigiosa corsa a tappe Tour de l'Avenir (il Tour de France degli Under 23), nello stesso anno gareggiò in un'altra importante corsa a tappe, il Giro del Delfinato, concludendola all'ottavo posto e diventando il più giovane corridore di sempre a entrare nella top 10 di una corsa per professionisti della categoria più prestigiosa UCI World Tour.
Seixas è un corridore molto forte in salita, uno scalatore dalle notevoli doti aerobiche capace di andare molto forte anche nelle cronometro. Un ciclista che, considerando le capacità di recupero dimostrate nelle corse disputate finora, è adatto sia alle corse a tappe (Giro d'Italia, Tour de France o Vuelta) che alle gare di un giorno con molte salite (Il Lombardia, Liegi-Bastogne-Liegi o Strade Bianche, perlomeno con un percorso duro come quello delle ultime edizioni).
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I motivi per crederlo sono tanti, soprattutto alla luce delle conferme degli ultimi mesi e, in particolare, della Strade Bianche di sabato 7 marzo. Alla sua prima partecipazione, Paul Seixas è arrivato secondo dietro a un eccezionale Tadej Pogačar, eccezionale soprattutto perché negli ultimi 80 chilometri, ovvero da quando ha attaccato, ha mantenuto una potenza incredibilmente elevata: 380 watt medi. Sul traguardo, ha fatto segnare 42,7 km/h di media, circa due km/h in più rispetto allo scorso anno, che sono tanti.
Anche la prestazione di Seixas è stata particolarmente notevole, l'unico che è riuscito per un po' a resistere all'attacco di Pogačar nel settore sterrato di Monte Sante Marie. L'unico che ha portato a termine diversi attacchi nonostante il compagno di squadra di Pogačar, il messicano Isaac del Toro (altro giovane fuoriclasse), corresse sulle sue ruote, cioè senza dargli un cambio nella rincorsa. E nonostante tutto il lavoro fatto dal francese, con Del Toro a ruota, è riuscito perfino a staccarlo nello strappo finale di Via Santa Caterina, arrivando in Piazza del Campo da solo, a un minuto da sua maestà Pogačar.
Pensare a Seixas come colui che staccherà in salita un Pogačar in declino fra qualche stagione, è logico. Pensare invece a Seixas come colui che riuscirà ad affrontarlo da avversario vero e temibile già in questi prossimi mesi comincia a essere ormai verosimile.
"Seixas mi ha impressionato, ha fatto una corsa eccellente e ha fatto vedere a tutti come si corre sotto pressione. Questo ragazzo è un mostro sulla bicicletta, aveva gambe incredibili. È una grande macchina, parleremo tanto di lui in futuro" ha detto Pogačar al termine della Strade Bianche.
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