Donna con Meta Ray-Ban Display
Meta Ray-Ban Display - immagine di Meta

Il caso dei video privati fatti con gli occhiali di Meta, visti da estranei

Fino a che punto sono privati i video registrati con gli occhiali di Meta? Cerchiamo di capirlo
A cura di Pietro Paolucci
Articolo pubblicato il:
7 Marzo 2026

Per addestrare i sistemi di intelligenza artificiale, alcuni lavoratori legati a Meta avrebbero avuto accesso ai video privati degli utenti registrati con gli occhiali smart dell'azienda di Mark Zuckerberg. È quello che emerge da un'inchiesta condotta da due giornali svedesi che sta facendo sollevare diverse perplessità riguardo alla privacy degli utenti e all'utilizzo che l'azienda ne fa. Meta può farlo? Cosa possono vedere? Perché sono accessibili? Ecco qualche risposta.

Occhiali Meta, quali video e perché

Schermo dei Meta Ray-Ban Display
Schermo dei Meta Ray-Ban Display - render di Meta

Secondo quanto riportato dai giornali svedesi Svenska Dagbladet e Goteborgs-Posten alcuni dipendenti di un'azienda appaltatrice di Meta (proprietaria di Facebook, Instagram, WhatsApp e degli occhiali smart realizzati in collaborazione con Ray-Ban e Oakley) erano incaricati di guardare i video registrati dagli utenti con gli occhiali Meta. Meta ha poi confermato a BBC che si tratta di una pratica volta a revisionare e a migliorare le prestazioni dei suoi servizi.

L'azienda terza presso cui lavorano i dipendenti intervistati dai giornali svedesi si trova a Nairobi, in Kenya, sede presso la quale loro erano al lavoro per insegnare ai sistemi di intelligenza artificiale come interpretare le informazioni contenute nei video registrati dagli utenti.

Compresi i video che contenevano persone in bagno, o coinvolti in momenti privati. Hanno anche confermato di aver potuto leggere le trascrizioni delle conversazioni degli utenti con i chatbot, sempre con l'obiettivo di revisionare e migliorare gli algoritmi che fanno funzionare l'AI integrata nei prodotti di Meta.

Leggi anche: Meta presenta i Ray-Ban Display, gli occhiali smart con schermo e AI integrati

Video privati o "pubblici"?

Uomo indossa Meta Ray-Ban Display
Uomo indossa Meta Ray-Ban Display - immagine di Meta

Per questioni di privacy i lavoratori intervistati hanno detto di essere costantemente controllati da telecamere e di non avere la possibilità di usare il telefono. Meta ha inoltre aggiunto a BBC che nell'informativa sulla privacy relativa ai suoi occhiali è specificata l'eventualità che i video registrati dagli utenti possano essere esaminati da revisori esterni, video che, secondo l'azienda, restano sul dispositivo con cui sono stati registrati a meno che l'utente scelga di condividerli con Meta. In quest'ultimo caso sono previsti dei filtri per tutelare la privacy delle persone inquadrate, ma secondo gli intervistati tali filtri funzionano male ed è possibile vedere lo stesso i volti delle persone.

Insomma, fino a che punto sono privati i video registrati con gli occhiali di Meta? Nelle condizioni d'uso per gli utenti italiani e dell'Unione Europea, è in effeti riportato che l'azienda può esaminare le interazioni dell'utente con l'intelligenza artificiale specificando che "tale controllo può essere automatizzato o manuale (umano)".

Quanto gli utenti siano effettivamente consapevoli del fatto che le loro interazioni con i prodotti possono essere revisionati da altre persone è invece difficile da valutare, nonostante la presenza delle relative informative (talvolta lunghe e nascoste) delle aziende come Meta che producono dispositivi simili.

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Pietro Paolucci
Pietro Paolucci
Redattore

Nato a Roma, è un giornalista che si occupa soprattutto di tecnologia e innovazione. Dalle lauree in Letteratura Musica Spettacolo e in Filologia Moderna si indovinano alcuni suoi interessi, ma gli piacciono anche le montagne, nuotare, la psicologia e andare nei posti che non conosce. Ha tre biciclette, quattro chitarre e altre cose che non ha tempo di rispolverare, dice. Da vecchio vorrebbe mettere piede su Marte, o quantomeno scriverne un reportage.

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