Gery Palazzotto
Gery Palazzotto - foto via Ufficio stampa

Palermo Requiem: Gery Palazzotto fra memoria personale e indagine civile

Il giornalista e scrittore palermitano racconta quella zona grigia dove Stato e antistato si confondono pericolosamente
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
7 Maggio 2026

La capitale ha accolto una delle narrazioni più potenti e necessarie sulla storia recente del nostro Paese. Mercoledì 6 maggio 2026, la Libreria ELI di viale Somalia, a Roma, ha ospitato la prima presentazione romana di Palermo Requiem, opera del giornalista e scrittore Gery Palazzotto, edita da Marlin Editore.

Non si è trattato di una semplice presentazione, ma di un viaggio collettivo nei meandri di quella "storia dei fatti" che troppo spesso diverge dalla "storia raccontata", lasciando ferite aperte nel tessuto civile italiano. L'autore ha dialogato con figure di spicco come Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma, il giornalista de La Repubblica Carmelo Lopapa e il giornalista de Il Messaggero Mario Ajello, per sviscerare un intreccio che lega indissolubilmente Palermo e Roma, sotto il segno dei grandi misteri irrisolti.

Dallo streaming alla carta stampata, il successo del podcast Loro lo sanno

D sinistra Mario Ajello de Il Messaggero, Carmelo Lopapa de La Repubblica, Gery Palazzotto e Francesco Giambrone, Sovrintendente del Teatro dell'Opera di Roma

Palermo Requiem affonda le sue radici nel linguaggio contemporaneo dell'inchiesta sonora. Nato dall'esperienza del podcast di successo Loro lo sanno, il libro ne eredita la tensione narrativa e la precisione chirurgica dei dettagli. Gery Palazzotto, già autore di podcast fondamentali sul depistaggio della strage Borsellino, trasforma un contenuto audio in una spy-story letteraria che incrocia il saggio, il romanzo e l’inchiesta giornalistica.

Al centro del racconto vi è la stagione in cui il capoluogo siciliano è stato contemporaneamente un laboratorio politico visionario e un terreno di coltura criminale senza precedenti, dove la macchina del depistaggio istituzionale si affinava mentre la mafia colpiva senza sosta.

Palermo Requiem: Roma crocevia di misteri tra bombe e attentati falliti

Sebbene il titolo richiami la Sicilia, il cuore pulsante dell'opera batte forte anche fra le strade di Roma. Il libro documenta come la capitale sia stata l’arena di eventi cruciali e drammatici negli anni Novanta del Novecento. Dagli attentati dinamitardi alle chiese di San Giorgio al Velabro e San Giovanni in Laterano nel 1993, fino alla mancata strage allo Stadio Olimpico, dove un’autobomba carica di tritolo non esplose solo per un difetto tecnico.

Palazzotto ricostruisce anche l'attentato di Formello del 1994 contro il pentito Totuccio Contorno, ricordandoci che la strategia stragista di Cosa Nostra non è stata un fenomeno isolato, ma una guerra diffusa che ha colpito i simboli della cristianità, dell'informazione e dello sport proprio nella Città Eterna.

Copertina del libro "Palermo Requiem"
Copertina del libro Palermo Requiem (Foto: Ufficio stampa Marlin Editore)

Una squadra speciale e il destino spezzato di Emanuele Piazza

Il racconto di Palazzotto parte da lontano, dagli anni Settanta, tra i vicoli del quartiere Resuttana-San Lorenzo. Qui, un gruppo di ragazzi cresciuti giocando a pallone sull'asfalto si divide lungo i binari opposti del destino: alcuni diventeranno poliziotti e giornalisti, altri traditori e mafiosi. Tra loro spicca la figura tragica di Emanuele Piazza, giovane reclutato dai servizi segreti e ucciso nel 1990.

Attraverso la sua vicenda, l'autore svela la storia mai pienamente raccontata di una squadra speciale addestrata per la caccia ai latitanti con licenza di uccidere, un manipolo di uomini che agiva in quella zona grigia dove Stato e antistato si confondono pericolosamente.

Teatro Massimo di Palermo
Il Teatro Massimo di Palermo, uno dei protagonisti del libro di Palazzotto - foto via Shutterstock/saiko3p

Palermo Requiem, la scrittura civile di Gery Palazzotto contro l'oblio

Gery Palazzotto mette a disposizione di questa indagine la sua lunga esperienza di cronista e autore civile. Già ideatore di opere per il Teatro Massimo di Palermo dedicate alle stragi del 1992, lo scrittore palermitano firma con Palermo Requiem un'opera che rifiuta la rassegnazione. Leggerlo è un'occasione per riflettere su una rabbia che non sedimenta ma si "cementifica", cercando di dare finalmente un senso a quegli anni di piombo e tritolo che hanno cambiato per sempre il volto dell'Italia moderna.

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Redazione

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