Osterie d'Italia 2027: pane, salame, formaggio e vino rosso, la tavola rustica di un'osteria
Pane, formaggio, salame e un bicchiere di vino rosso su un tavolo rustico. Shutterstock by Adilson Sochodolak

Osterie d'Italia 2027: le 335 Chiocciole Slow Food e tutti i premi

La Campania resta in testa, la Valle d'Aosta triplica e a Busseto c'è l'oste dell'anno: la trentasettesima edizione della guida, che Slow Food vorrebbe quasi far adottare nelle scuole
A cura della Redazione
Articolo pubblicato il:
22 Ottobre 2026

«Uno strumento educativo formidabile». Così Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, ha definito Osterie d'Italia 2027 durante la presentazione del 19 ottobre alle OGR di Torino. E non era una boutade, se lo stesso comunicato ufficiale insiste sul concetto: sfogliando la guida si imparano geografia, storia, agricoltura, economia e sociologia, ovvero proprio quelle materie che a scuola – si fa notare, non senza una punta di polemica – si insegnano sempre meno. Del resto il sottotitolo della guida è “Sussidiario del mangiarbere all'italiana”: il libro di testo, insomma, c'era già, mancava solo chi lo dichiarasse apertamente. Arrivata alla trentasettesima edizione, la guida è in libreria da oggi, 21 ottobre.

Osterie d'Italia 2027 in cifre

I numeri, prima di tutto. L'edizione 2027 recensisce 1.952 locali – osterie, trattorie, agriturismi, enoteche con cucina – visitati da oltre 250 collaboratori sul territorio. Le Chiocciole, il riconoscimento più ambito della guida, sono 335; a queste si aggiungono 627 Bottiglie, assegnate a chi cura con attenzione la carta dei vini, e 228 Bere Bene. Le regioni con più indirizzi segnalati sono Piemonte (169), Toscana (158) e Campania (155).

Le Chiocciole, regione per regione

Tagliere di salumi con olio e un bicchiere di vino rosso, tipico di un'osteria italiana
Salumi, olio e vino rosso: l'antipasto classico di un'osteria. Shutterstock by Atsushi Hirao

La Campania si conferma in testa con 34 Chiocciole, pur perdendone cinque rispetto all'anno scorso, seguita dal Piemonte con 31; Emilia-Romagna, Toscana e Puglia sono appaiate a quota 26. Più interessanti, forse, i movimenti in coda. La Valle d'Aosta passa da una a tre Chiocciole, entrambe a Cogne, la Liguria sale da 9 a 12 e la Basilicata guadagna la sua quinta; scendono invece, oltre alla Campania, la Toscana (da 30 a 26) e l'Abruzzo (da 14 a 11). Il Lazio resta stabile a 23, con un solo avvicendamento a Roma: entra Isotta, esce Lievito.

Regione Chiocciole 2027
Campania 34
Piemonte 31
Emilia-Romagna 26
Puglia 26
Toscana 26
Veneto 25
Lazio 23
Lombardia 23
Sicilia 19
Trentino-Alto Adige 16
Calabria 12
Liguria 12
Abruzzo 11
Friuli Venezia Giulia 11
Umbria 11
Marche 10
Sardegna 10
Basilicata 5
Valle d'Aosta 3
Molise 1

I premi speciali

A Torino sono stati consegnati anche i premi speciali, e l'elenco dice molto sullo spirito della guida. Oste dell'anno è Maria Dadomo Campanini dell'Osteria Campanini di Busseto, nel Parmense; il premio “Giovane dell'anno Vittorio Fusari” va a Carolina Vio dell'OrtOsteria da Renè di Albenga, la Novità dell'anno a Radici di Vico del Gargano e il Piatto dell'anno all'Hostaria Viola di Castiglione delle Stiviere, per un tris di paste ripiene. Tra gli altri riconoscimenti, il premio Ostinati – nome che, per chi tiene aperta un'osteria in un piccolo paese, suona quasi come una diagnosi – a Pino Trimboli della Collinetta di Martone, in Calabria, e il premio Birra in osteria al romano Pork'n'Roll.

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Le novità della guida

Piatto di agnolotti del plin conditi con sugo d'arrosto, specialità piemontese
Agnolotti del plin con sugo d'arrosto, uno dei piatti simbolo delle osterie piemontesi. Shutterstock by Framarzo

Due, soprattutto. I 175 Locali Quotidiani, gli indirizzi per mangiare bene in modo informale, non stanno più raccolti in fondo al volume ma tornano nelle rispettive sezioni regionali. E rientra, dopo anni, l'indice «Ho voglia di… Lo trovo a…», che c'era già nella prima edizione del 1990 e che permette di cercare un locale partendo dal piatto che si desidera mangiare. Per chi ha voglia di agnolotti, per intenderci, la strada è segnata.

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Dove trovarla

Osterie d'Italia 2027 conta 1.020 pagine, costa 24,90 euro ed è in libreria e sullo store online di Slow Food Editore dal 21 ottobre. Chi la preferisce in tasca potrà consultarla nell'app, aggiornata con i nuovi contenuti dal 3 novembre, in italiano e in inglese. Quanto all'uso didattico, nessuna controindicazione: l'unico rischio, a lezione finita, è l'appetito.

Scritto da Anna Furlan

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