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«Uno strumento educativo formidabile». Così Carlo Bogliotti, amministratore delegato di Slow Food Editore e responsabile editoriale della guida, ha definito Osterie d'Italia 2027 durante la presentazione del 19 ottobre alle OGR di Torino. E non era una boutade, se lo stesso comunicato ufficiale insiste sul concetto: sfogliando la guida si imparano geografia, storia, agricoltura, economia e sociologia, ovvero proprio quelle materie che a scuola – si fa notare, non senza una punta di polemica – si insegnano sempre meno. Del resto il sottotitolo della guida è “Sussidiario del mangiarbere all'italiana”: il libro di testo, insomma, c'era già, mancava solo chi lo dichiarasse apertamente. Arrivata alla trentasettesima edizione, la guida è in libreria da oggi, 21 ottobre.
I numeri, prima di tutto. L'edizione 2027 recensisce 1.952 locali – osterie, trattorie, agriturismi, enoteche con cucina – visitati da oltre 250 collaboratori sul territorio. Le Chiocciole, il riconoscimento più ambito della guida, sono 335; a queste si aggiungono 627 Bottiglie, assegnate a chi cura con attenzione la carta dei vini, e 228 Bere Bene. Le regioni con più indirizzi segnalati sono Piemonte (169), Toscana (158) e Campania (155).

La Campania si conferma in testa con 34 Chiocciole, pur perdendone cinque rispetto all'anno scorso, seguita dal Piemonte con 31; Emilia-Romagna, Toscana e Puglia sono appaiate a quota 26. Più interessanti, forse, i movimenti in coda. La Valle d'Aosta passa da una a tre Chiocciole, entrambe a Cogne, la Liguria sale da 9 a 12 e la Basilicata guadagna la sua quinta; scendono invece, oltre alla Campania, la Toscana (da 30 a 26) e l'Abruzzo (da 14 a 11). Il Lazio resta stabile a 23, con un solo avvicendamento a Roma: entra Isotta, esce Lievito.
| Regione | Chiocciole 2027 |
|---|---|
| Campania | 34 |
| Piemonte | 31 |
| Emilia-Romagna | 26 |
| Puglia | 26 |
| Toscana | 26 |
| Veneto | 25 |
| Lazio | 23 |
| Lombardia | 23 |
| Sicilia | 19 |
| Trentino-Alto Adige | 16 |
| Calabria | 12 |
| Liguria | 12 |
| Abruzzo | 11 |
| Friuli Venezia Giulia | 11 |
| Umbria | 11 |
| Marche | 10 |
| Sardegna | 10 |
| Basilicata | 5 |
| Valle d'Aosta | 3 |
| Molise | 1 |
A Torino sono stati consegnati anche i premi speciali, e l'elenco dice molto sullo spirito della guida. Oste dell'anno è Maria Dadomo Campanini dell'Osteria Campanini di Busseto, nel Parmense; il premio “Giovane dell'anno Vittorio Fusari” va a Carolina Vio dell'OrtOsteria da Renè di Albenga, la Novità dell'anno a Radici di Vico del Gargano e il Piatto dell'anno all'Hostaria Viola di Castiglione delle Stiviere, per un tris di paste ripiene. Tra gli altri riconoscimenti, il premio Ostinati – nome che, per chi tiene aperta un'osteria in un piccolo paese, suona quasi come una diagnosi – a Pino Trimboli della Collinetta di Martone, in Calabria, e il premio Birra in osteria al romano Pork'n'Roll.
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Due, soprattutto. I 175 Locali Quotidiani, gli indirizzi per mangiare bene in modo informale, non stanno più raccolti in fondo al volume ma tornano nelle rispettive sezioni regionali. E rientra, dopo anni, l'indice «Ho voglia di… Lo trovo a…», che c'era già nella prima edizione del 1990 e che permette di cercare un locale partendo dal piatto che si desidera mangiare. Per chi ha voglia di agnolotti, per intenderci, la strada è segnata.
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Osterie d'Italia 2027 conta 1.020 pagine, costa 24,90 euro ed è in libreria e sullo store online di Slow Food Editore dal 21 ottobre. Chi la preferisce in tasca potrà consultarla nell'app, aggiornata con i nuovi contenuti dal 3 novembre, in italiano e in inglese. Quanto all'uso didattico, nessuna controindicazione: l'unico rischio, a lezione finita, è l'appetito.
Scritto da Anna Furlan
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